Erdogan minaccia: "Senza ritiro curdi offensiva va avanti"

Scattano i dazi - Guerriglia in Messico, arrestato e rilasciato figlio di El Chapo - Afghanistan, strage in una moschea dell’est: oltre 60 morti - Proteste su clima, Jane Fonda arrestata ancora - "Tracce amianto", J&J ritira talco

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Erdogan minaccia: "Senza ritiro curdi offensiva va avanti"

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La Turchia minaccia di portare avanti l’offensiva nel nordest della Siria se i miliziani curdi non si ritireranno dall’area come previsto dall’accordo annunciato ieri con gli Stati Uniti. "Se gli Usa non rispetteranno le promesse, dopo le 120 ore, la Turchia proseguirà con determinazione l’operazione - ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan secondo quanto scrive l’agenzia ufficiale Anadolu - La questione della ’zona sicura’ verrà risolta se gli Stati Uniti manterranno le promesse alla fine del periodo di 120 ore, martedì notte". La Turchia ha accettato ieri di sospendere l’operazione ’Fonte di pace’ per 120 ore per consentire il ritiro dei miliziani curdi siriani dalle aree della "zona sicura" che Ankara vuole creare in territorio siriano a ridosso del confine.

Per Erdogan, la Turchia "non può dimenticare" la lettera del 9 ottobre di Donald Trump per convincere Ankara a non lanciare un’operazione militare contro le milizie curde. Citato dal sito web del giornale filogovernativo Sabah, Erdogan ha parlato di "amore e rispetto", di rottura delle consuetudini "politiche e diplomatiche" e ha precisato che la questione della lettera non è al momento una delle priorità. Poi, senza entrare nei dettagli, ha aggiunto che la Turchia "farà il necessario" quando "sarà il momento". Nel suo intervento, riporta Sabah, il presidente turco ha detto di aver avvisato Trump con una telefonata il giorno prima dell’avvio della contestata offensiva nel nord della Siria.

Scattano i dazi

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Sono entrati in vigore, quando in Italia erano le sei del mattino, i dazi per 7,5 miliardi di dollari che gli Usa hanno imposto sulle importazioni di alcuni prodotti dall’Ue. Il provvedimento è stato autorizzato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) come compensazione per le sovvenzioni europee ad Airbus.

Sulla base della black list del Dipartimento del Commercio statunitense (Ustr), sono colpiti da dazi Usa del 25% una serie di prodotti come i vini francesi, le olive spagnole, il whisky scozzese, ma anche le esportazioni agroalimentari made in Italy, in particolare formaggi tra cui il Parmigiano Reggiano e il pecorino, per un valore di circa mezzo miliardo di euro.

Guerriglia in Messico, arrestato e rilasciato figlio di El Chapo

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E’ di almeno otto morti e 21 feriti il bilancio della ’battaglia’ esplosa nelle strade di Culiacan dopo che le forze speciali messicane hanno catturato Ovidio Guzman Lopez, il figlio di "El Chapo" il re dei narcos ora in prigione a vita negli Stati Uniti. Dopo ore di battaglia con gli uomini del cartello di Sinaloa, che avevano circondato la casa dove le forze di sicurezza avevano scoperto ed arrestato el Chapito, le autorità messicane hanno deciso di rilasciare Guzman per evitare altro spargimento di sangue.

La decisione è stata appoggiata e difesa oggi in una conferenza stampa dal presidente Manuel Lopez Obrador. Testimoni hanno descritto scene di panico nella città, che è una roccaforte del cartello di Sinaloa, con famiglie con bambini piccoli che cercavano di mettersi al riparo dalle sparatorie.

Afghanistan, strage in una moschea dell’est: oltre 60 morti

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Strage in una moschea dell’Afghanistan orientale. Le ultime notizie dell’agenzia afghana Pajhwok parlano di almeno 62 morti e 32 feriti in due esplosioni avvenute durante la preghiera del venerdì in una moschea nel distretto di Haska Meyna, nella provincia di Nangarhar.

Il portavoce del governatore di Nangarhar, Attaullah Khogyani, ha invece riferito a ToloNews un bilancio di 62 morti e "circa 60" feriti. I Talebani, riporta la stessa ToloNews, hanno negato ogni responsabilità.

Proteste su clima, Jane Fonda arrestata ancora

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Decisa a ritornare alle glorie di ’Jane Hanoi’, come veniva chiamata quando era in prima fila nelle proteste contro la guerra in Vietnam, Jane Fonda si è fatta arrestare di nuovo per il suo secondo venerdì di protesta per il clima davanti a a Capitol Hill. Insieme all’attrice 81enne, è stato arrestato anche Sam Waterson che è insieme a Fonda tra i protagonisti della popolare serie televisiva "Gracie and Frankie".

L’attrice appare, con un cappotto rosso, basco nero e grandi occhiali da sole, sorridente nelle foto mentre mostra le mani ammanettate con le fascette di plastica. Fonda, che è stata arrestata anche venerdì scorso durante un’analoga protesta, ha detto in un’intervista al Washington Post all’inizio del mese che intende farsi arrestare ogni venerdì - il giorno scelto da Greta Thunberg per la protesta di fronte al Parlamento svedese che ha lanciato il movimento dei "fridays for future" in tutto il mondo - per le prossime 14 settimane. "Verrà chiamato ‘Fire Drill Friday - ha detto Fonda del movimento di protesta a Washington - e noi adotteremo azioni di disobbedienza civile e saremo arrestati ogni venerdì".

"Tracce amianto", J&J ritira talco per neonati in Usa

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L’azienda Johnson&Johnson ha ritirato in Usa il talco per neonati per la presenza di tracce di amianto che provoca il cancro. La sostanza cancerogena è stata accertata nei test condotti dalla Food and drug administration (Fda).

L’azienda ha affermato in una nota "di aver avviato un’indagine e ripetuto i test senza trovare l’amianto" e di "aver richiamato volontariamente il lotto per un eccesso di cautela"."Il test della Food and drug Administration (Fda) - sottolinea la nota di J&J - ha evidenziato la presenza di livelli sottotraccia di contaminazione da amianto crisotilo (non superiore allo 0,00002%) nei campioni di un singolo flacone, acquistato da un rivenditore online. Nonostante i bassi livelli riportati e in piena collaborazione con l’Fda, è stato avviato il richiamo del lotto numero 22318RB da cui è stato prelevato il campione testato".

Il richiamo delle 33mila confezioni di talco per neonati da parte di Johnson&Johnson arriva, mentre l’azienda sta affrontando oltre 13mila cause legali in cui è accusata di aver provocato il cancro con i suoi prodotti a base di talco.

Redazione

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