Elezioni, Cdm conferma ipotesi ’super election day’ (Altre News)

Telefonata Mattarella-Salvini - Meloni: "Chat giudici e pm"- Bonafede: "Chat su Salvini? ispettori al lavoro" - "Ricciardi sciacallo, infanga Lombardia" - Scuola Pd-M5S

POLITICA_22_5_20.jpg

Elezioni, Cdm conferma ipotesi ’super election day’

cms_17581/palazzo_chigi3_sera_fg_3-5-4165442880.jpg

Al momento resta in campo ipotesi del 13-14 settembre "con la valutazione che serve accordo tra tutti in Parlamento". E’ quanto viene riferito da fonti di governo in merito alla possibile data del ’super election day’, ipotesi avanzata oggi in sede parlamentare e che ha provocato polemiche in particolare da Fdi e Fi ma perplessità sono state espresse anche da Lega, Italia Viva e Leu.

Sul nodo elezioni sono diverse le posizioni in campo. Da una parte c’è la posizione unanime dei presidenti che vogliono votare il prima possibile, visto che i consigli sono già scaduti. Oggi il governatore della Liguria, Giovanni Toti, è tornato alla carica proponendo la data del 26 luglio o, al più tardi, ai primi di settembre. C’è poi l’ipotesi, avanzata oggi in sede parlamentare dal sottosegretario Achille Variati, di fissare la data del 13-14 settembre per una consultazione che accorpi regionali, amministrative e referendum sul taglio del numero dei parlamentari.

In tutto questo, c’è il parere del Comitato tecnico scientifico, oggi citato da Variati in commissione Affari costituzionali alla Camera (dove è all’esame il dl Elezioni). Il Cts consiglia di votare con il caldo. Viene tenuto in considerazione, inoltre, nel caso si rinviasse ad ottobre l’election day (come chiedono Lega, Fdi, Fi che sono per posticipare la data almeno a fine settembre), il rischio di un nuovo contagio molto alto.

E la valutazione è che "non si può sospendere la democrazia allungando di un anno le legislature regionali e la vita di 1140 comuni. Sarebbe grave". Dunque nella riunione del Cdm stasera che ha affrontato il tema, per il momento, resta in piedi l’ipotesi presentata in Parlamento per il voto il 13 e 14 settembre, con i vari emendamenti sui quali ci sarà la valutazione del governo. Il governo "vuole una condivisione ampia", si rimarca da fonti ministeriali.

Telefonata Mattarella-Salvini e lettera del leader della Lega

cms_17581/Salvini_pc_Fg_Ipa.jpg

Telefonata cordiale tra il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il senatore Matteo Salvini. Il leader della Lega - riferisce il Carroccio - ha espresso il proprio stupore per le rivelazioni del quotidiano ’La Verità’ (preannunciando al capo dello Stato l’invio di una lettera), la preoccupazione per la situazione economica e l’amarezza per i pesanti attacchi di alcuni parlamentari della maggioranza di governo nei confronti della Lombardia duramente colpita dalla tragedia del Covid-19.

"L’articolo pubblicato sul quotidiano ’La Verità’ in data 21 maggio 2020 dal titolo ’La chat delle toghe su Salvini: Anche se ha ragione lui adesso dobbiamo attaccarlo’ documenta uno scenario gravissimo: diversi magistrati nei loro colloqui privati (intercettati nell’ambito del procedimento a carico del dottor Luca Palamara) concordavano su come attaccare la mia persona per la politica sull’immigrazione che all’epoca, quale ministro dell’Interno, stavo portando avanti" scrive Salvini nella lettera al presidente Mattarella.

"L’avversione nei miei confronti - aggiunge il leader del Carroccio - è evidente al punto che, secondo quanto risulta dalle intercettazioni riportate sul quotidiano, uno dei magistrati, il dottor Palamara, pur riconoscendo le ragioni della mia azione politica, individuava nella mia persona un obiettivo da attaccare a prescindere. Intenzione che veniva condivisa da altri magistrati".

Salvini nella lettera sottolinea che "le intercettazioni pubblicate documentano come l’astio nei miei riguardi travalichi in modo evidente una semplice antipatia. In tal senso è inequivocabile il tenore delle comunicazioni dei magistrati intercettate. Come noto, a ottobre inizierà l’udienza preliminare innanzi al Gup presso il Tribunale di Catania ove sono chiamato a rispondere dell’ipotesi di sequestro di persona per fatti compiuti nell’esercizio delle mie funzioni di ministro dell’Interno, in linea con l’azione di governo tesa al contrasto dell’immigrazione clandestina. Non so se i vari interlocutori facciano parte di correnti della magistratura o se abbiamo rapporti con i magistrati che mi giudicheranno, tuttavia è innegabile che la fiducia nei confronti della magistratura adesso vacilla al cospetto delle notizie sugli intendimenti di alcuni importati magistrati italiani, per quanto emerso e riportato nell’articolo de ’La Verità’".

"Quelle frasi captate nell’ambito del procedimento a carico di Palamara - aggiunge - palesano, invero, una strategia diffusa e largamente condivisa di un’offensiva nei miei riguardi da parte della magistratura. Tutto ciò intacca il principio della separazione dei poteri e desta in me la preoccupazione concreta della mancanza di serenità di giudizio tale da influire sull’esito del procedimento a mio carico".

"Mi appello al Suo ruolo istituzionale, quale Presidente della Repubblica e dunque Presidente del Csm, affinché mi venga garantito, come deve essere garantito a tutti i cittadini, il diritto ad un processo giusto, davanti a un giudice terzo e imparziale, nel rispetto - conclude Salvini - dell’articolo 111 della Costituzione".

Meloni: "Chat giudici e pm sono insulto allo Stato"

cms_17581/meloni_giorgia_fg.jpg

"Quello che abbiamo letto oggi sul quotidiano ’La Verità’, che ha pubblicato delle chat di alcuni giudici e pm, è un insulto allo Stato e alla stragrande maggioranza dei magistrati che ogni giorno servono fedelmente la Nazione, rispettano la separazione dei poteri e dedicano la loro vita a difendere la legalità e la giustizia. Inaccettabile che dei magistrati dicano che l’allora Ministro dell’Interno Salvini debba essere attaccato penalmente, per calcolo politico, anche se agiva correttamente. In uno Stato normale questi personaggi sarebbero già stati cacciati dalla magistratura. Mi aspetto un immediato intervento del Csm e del Presidente della Repubblica. Il premier Conte, nei suoi infiniti monologhi e discorsi, ha parlato anche di riforma della giustizia. Su questo siamo d’accordo: la prima riforma della giustizia da fare è liberare la magistratura dal cancro delle correnti, dal mercanteggiamento di poltrone e incarichi e dai giochi di potere della politica. Mettiamoci subito al lavoro". Lo dichiara la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Bonafede: "Chat su Salvini? Ispettori da tempo al lavoro su intercettazioni"

cms_17581/bonafede_alfonso_serio_fg.jpg

"Dobbiamo ricordare che c’è un’indagine che ha portato alla luce intercettazioni che sono state inviate al ministero della Giustizia per valutare i profili disciplinari. Non mi posso esprimere, l’ispettorato sta facendo le sue valutazioni all’esito delle quali saranno prese decisioni". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ospite di ’Porta a Porta’, rispondendo a una domanda sulle chat tra magistrati in cui si parla del leader della Lega Matteo Salvini, all’epoca ministro dell’Interno.

Bonafede ha quindi ribadito che "serve un confine netto tra magistratura e politica, è una battaglia che porto avanti da sempre" sottolineando inoltre che "c’è un problema di degenerazioni correntizie, l’importante è che le istituzioni reagiscano compatte".

Ancora, "è urgente intervenire con la riforma del Csm, la riforma era pronta con un’ampia convergenza nella maggioranza, poi c’è stata l’emergenza coronavirus".

Lega: "Ricciardi sciacallo, infanga Lombardia e le sue vittime"

cms_17581/lega_camera_presidio_us.jpg

"C’è chi fa politica e chi lo sciacallo. Ricciardi appartiene alla seconda categoria. Infangare una Regione, le sue vittime, le famiglie che hanno sofferto e tutti i medici e gli operatori che hanno combattuto in prima linea il virus, solamente per difendere il proprio orticello e coprire le nefandezze di questo governo, è da sciacalli". Così in una nota i deputati lombardi della Lega.

"Solo chi non ha altre argomentazioni da proporre usa i morti e una tragedia nazionale per trarne vantaggio. Ricciardi è uno di questi. L’unico modo per difendere l’indifendibile governo Conte trovato da Ricciardi è stato attaccare in maniera vigliacca e disinformata una Regione da sempre riconosciuta da tutti un modello in ambito sanitario - aggiungono i leghisti - . Ricciardi, prima di parlare della Lombardia, abbia almeno la decenza di informarsi e soprattutto chieda scusa per la pessima pagina politica che ha scritto".

Scuola, muro contro muro Pd-M5S

cms_17581/Azzolina_Istruzione_ipa_fg.jpg

E’ stato rinviato a domani, a quanto si apprende da fonti parlamentari, il vertice con il premier Giuseppe Conte, la ministra Lucia Azzolina, i capidelegazioni e i capigruppo di maggioranza sulla scuola.

La questione scuola sta dividendo la maggioranza con Pd-Leu da una parte e i 5 Stelle con la ministra Lucia Azzolina dell’altra. L’ultima riunione c’è stata ieri sera. Ed è andata male. Il nodo del contendere è sempre lo stesso, da giorni: il concorso per docenti. Azzolina lo vorrebbe ’normale’ con il quiz a crocette e i vari step da superare. Pd e Leu, vista la situazione con la minaccia virus in corso, propongono un concorso per titoli, insomma un canale più diretto per le assunzioni. Sostenuti anche dai sindacati che potrebbero scioperare. "La notizia di oggi è lo sciopero e francamente ci aiuta", sottolinea un senatore Pd. "Il punto è che a settembre avremo bisogno di insegnanti. E se il concorso non si riesce a fare? Che si fa? Niente insegnanti? Allora - spiega un dem che segue da vicino il dossier - diciamo ’ok il concorso, ma prevediamo delle subordinate’ in modo da non trovarci impreparati".

Sul punto la mediazione ancora non c’è. E oggi il livello di tensione si è visto anche in uno scambio tra il capogruppo Pd, Andrea Marcucci, e quello M5S, Gianluca Perilli. "In questa situazione di emergenza, e con tutte le difficoltà che sta registrando la scuola, sono comprensibili le ragioni che stanno convincendo i sindacati ad indire uno sciopero", dice Marcucci e ribatte Perilli: "Mi dispiace rilevare che l’atteggiamento del presidente Marcucci sul tema scuola è divisivo e non agevola il confronto. Non ci aspettiamo provocazioni ma soluzioni". I 5 Stelle fanno quadrato attorno ad Azzolina, Luigi Di Maio compreso. Domani alla presenza di Conte si tenterà la mediazione: il tempo stringe. Il dl scade il 4 giugno e deve ancora essere approvato al Senato (con fiducia), poi passare alla Camera.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App