Ecco tutte le novità di MacOS Catalina

Dopo 18 anni iTunes va in pensione

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Dopo la lunga beta partita a giugno, Apple ha finalmente rilasciato il nuovo aggiornamento di Mac OS. La versione 10.15 di Mac OS Catalina, come il nome dell’omonima isola Santa Catalina dell’arcipelago delle Channel, porta con sé una vasta gamma di novità. Prima tra tutti la nuova funzionalità “sidecar”, che permette di utilizzare tramite bluetooth qualsiasi iPad come un secondo schermo del computer a patto che entrambi i dispositivi non siano più distanti di 10 metri.

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A differenza delle normali condivisioni di schermo, con questa nuova funzione potremo anche utilizzare la touchbar del Mac direttamente sull’iPad e richiamare una piccola tastiera utile per scrivere qualcosa al volo. Utilissimo soprattutto per i grafici che, insieme alla Apple Pencil, potranno usufruire di una vera e propria tavoletta grafica. Inoltre tutti gli appunti presi “a mano” rimarranno tali anche nel passaggio. Questo aggiornamento porta tutte le funzioni “Tempo di utilizzo” già presenti sugli smartphone e tablet anche su Mac. In questo modo si potranno monitorare quante e quali app richiedono più memoria o impostare limitazioni per siti web e comunicazioni.

Aumenta anche la sicurezza grazie a “Dov’è”: una nuova app che unisce “Trova il mio iPhone” e “Trova i miei amici” in un unico strumento. Inviando segnali Bluetooth che possono essere rilevati dai dispositivi Apple in uso nelle vicinanze, sarà possibile rintracciare il device anche se offline o in stop. Migliorato anche il controllo vocale, con una nuova serie di comandi e aprire ed utilizzare praticamente qualunque programma. Purtroppo però questa versione porta con sé anche novità meno piacevoli, come la chiusura/scissione di iTunes. Quest’ultima era un’app multifunzione che poteva fare backup dei nostri file, copiarli da un dispositivo all’altro, gestiva tutti i file multimediali, ecc… Adesso è stata divisa in tre nuove app: Musica, Podcast e Video, tutte e 3 rinnovate e ottimizzate per l’occasione.

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La gestione dei file e dei backup invece è stata relegata al Finder normale di Apple. Con Catalist ha debuttato anche Project Catalyst, una nuova serie di API che permetteranno agli sviluppatori di convertire le proprie app per iPad per farle funzionare anche su Mac. Questo rilascio però ha sollevato già da subito molti dubbi tra gli sviluppatori e gli utenti, infatti alcuni programmatori intervistati da Bloomberg sull’argomento hanno dichiarato che la conversione prenderebbe molto più tempo e lavoro rispetto a quanto le dichiarazioni di Apple lasciassero intendere, basti pensare che al lancio non c’è nessuna app nativa disponibile per lo streaming di film e serie tv. Inoltre un dubbio sorge spontaneo, perché gli utenti dovrebbero essere disposti a pagare una seconda volta per ottenere una app per Mac che offre in tutto e per tutte le stese identiche funzioni di una app iPad che magari hanno già acquistato in precedenza?

Francesco Maria Tiberio

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