EQUINOZIO DI PRIMAVERA: E’ FESTA IN ASIA

In molti Paesi dell’Asia centrale riti e tradizioni celebrano l’arrivo del nuovo anno

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Quest’anno, per la settima volta consecutiva, l’equinozio di primavera è caduto nel giorno 20 marzo. Secondo quanto stabilito dal Consiglio di Nicea nel 325 d.C. e poi confermato da Papa Gregorio XIII, l’equinozio di primavera cadrebbe necessariamente il 21 marzo ma l’eccezione non conferma la regola.

cms_510/equinox.jpgIl termine equinozio, derivante da latino aequinoctium, è quel preciso momento in cui il sole si trova allo zenit dell’equatore. Questo avviene due volte durante l’anno e nel preciso istante in cui accade il periodo diurno (quello di esposizione alla luce del sole) e quello notturno sono uguali. Gli equinozi occorrono a circa sei mesi di distanza l’uno dall’altro, a marzo e a settembre del calendario civile. Nell’emisfero boreale l’equinozio di marzo segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quello di settembre invece termina l’estate e introduce la stagione autunnale. L’equinozio di marzo è anche detto “punto vernale” proprio perché il sole attraversa, passando dall’emisfero australe a quello boreale, l’orizzonte celeste e tocca il cosiddetto punto vernale, ossia l’intersezione tra l’eclittica e l’equatore celeste.

cms_510/open_10.jpgPer molti paesi dell’Asia centrale l’equinozio di primavera coincide con l’inizio del nuovo anno. Già gli antichi Egizi celebravano questa particolare coincidenza astrale, dedicando una giornata alla festa Sham El Nessim. Nel calendario iraniano, quello Bahá’í, vi è la festività di Naw Rúz, celebrata proprio il giorno in cui il sole entra nella costellazione dell’Ariete, ossia il giorno dell’equinozio di primavera. Secondo la religione zoroastriana, che guidò la fioritura dell’antica civiltà persiana di Ciro, Dario e Serse, esso segna il capo d’anno. Con lo sviluppo della civiltà anche questa festa si è diffusa, soprattutto nelle regioni circostanti. Nel XIX secolo Bahá’u’llah, fondatore della fede Bahá’í, ha scelto il Naw Rúz come inizio dell’anno per tutti coloro che seguono la sua religione. Per i bahá’í il Naw Rúz del 2010 dà inizio all’anno 167. In poco più d’un secolo, la Rivelazione bahá’í si è sparsa in tutti i continenti, diventando la seconda religione del mondo per diffusione geografia dopo il Cristianesimo. Con essa anche l’osservanza del Naw Rúz si è molto diffusa.E’ festa anche per l’Azerbaijan, l’Afghanistan, l’India, la Turchia, Zanzibar, l’Albania e diversi altri paesi dell’Asia centrale, per i Kurdi, i Tamil e i Bengali. In molti paesi arabi, poi, il giorno della madre viene celebrato in concomitanza con l’equinozio di marzo.

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Ora l’Assemblea generale delle Nazioni Unite le ha dato un riconoscimento ufficiale. più di 300 milioni di persone in tutto il mondo celebrano il 21 marzo, Naw Rúz, che significa nuovo giorno e quindi l’inizio del nuovo anno. Lo si festeggia da oltre 3000 anni nei Balcani, nel bacino del Mar Nero, nel Caucaso, in Asia Centrale, nel Medio Oriente e in altre regioni. L’Assemblea ha invitato gli Stati membri che osservano questa la festa a studiarne la storia e le tradizioni per diffonderne la conoscenza nella comunità internazionale e per organizzare eventi di commemorazione annuale. Accogliendo con compiacimento l’inclusione di Naw Rúz negli elenchi del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO il 30 settembre 2009, il testo della risoluzione rileva che la festa celebra «l’affermazione della vita in armonia con la natura, la consapevolezza del legame inscindibile tra il lavoro costruttivo e i cicli naturali di rinnovamento e l’atteggiamento premuroso e rispettoso verso le sorgenti naturali della vita».

cms_510/download.jpgAnche per i Wiccan l’equinozio di primavera è un giorno importante, durante il primo giorno di primavera si celebra infatti il Sabbat Wiccan di Ostara, In Giappone, invece, il primo giorno di primavera è proprio una festa nazionale, si passa visitando le tombe di famiglia e organizzando riunioni di famiglia. E infine la nostra Pasqua dipende anche da questo evento astronomico: la Chiesa cristiana calcola la domenica in cui cade la festività, cioè la prima domenica dopo la luna piena successiva all’equinozio di primavera.

Giacomo Giuseppe Marcario

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