ENNESSIMO ULTIMATUM PER IL CAIRO

Da mesi le autorità egiziane non fanno pervenire alla Farnesina nessuna novità sul caso Regeni

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Rabbia e attesa, sono questi i sentimenti che si alternano nella famiglia di Giulio Regeni, trovato morto in Egitto lo scorso 3 febbraio del 2016 con cause e dinamiche ancora da accertare. In questi anni, numerosi ministri e figure istituzionali hanno cercato in vano di imbastire un dialogo costruttivo con il Cairo proprio per arrivare ad una verità certa. Le ipotesi della morte del giovane ricercatore italiano sono varie ma la più accredita è quella che riconduce ad un agente della National security (servizio segreto civile egiziano), che alla detta di un testimone era presente al momento del sequestro di Giulio. Come già detto, il governo italiano ha effettuato ogni tentativo pur di ristabilire una pace diplomatica. Per il momento, la procura di Roma nella figura del sostituto procuratore Sergio Colaiocco, ha inscritto nel registro degli indagati con l’accusa di sequestro cinque agenti della National security. Ad ogni modo, all’orizzonte non si intravede nessuno spiraglio di dialogo perché da sei mesi il Cairo non fa pervenire nessuna novità.

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Tutto questo, fa evincere la non volontà di arrivare ad una verità, lasciando nell’oblio sia la famiglia di Giulio, sia il governo Italiano. Il neo ministro degli esteri Di Maio non ci sta ed auspica un confronto rapido e efficiente con le autorità egiziane, invocando nello stesso tempo misure più restrittive. Secondo alcune fonti a lui vicine, pare che il ministro abbia intenzione di cambiare rotta su questa vicenda, per garantire all’Italia la giustizia che da troppo tempo invoca. Nell’ultimo incontro alla Farnesina con la famiglia Regeni, lui stesso senza usare giri di parole dichiara: “Lo stallo con l’Egitto non è più tollerabile perché per noi la verità su Giulio è una priorità che non può subire alcuna deroga. Niente di nuovo insomma, se non il solito silenzio da parte delle autorità egiziane evidenziando una grande lacuna nella diplomazia dei due stati, che stentano a parlarsi. Il governo italiano dal canto suo, è stanco di assistere ai continui depistaggi da parte degli investigatori egiziani. Pertanto, solo un dialogo costruttivo e sincero potrà ristabilire i rapporti tra Italia ed Egitto. Al momento non ci resta che continuare ad incitare: Verità per Giulio.

Giuseppe Capano

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