ELEZIONI EUROPEE 2019

Si alza il sipario sullo spettacolo delle ultime battute di campagna elettorale

ELEZIONI_EUROPEE_2019.jpg

Ciack si gira l’ultima scena. Come sempre avviene nelle grandi manifestazioni di vario genere, il clou dell’evento è la fase finale della competizione, con i concorrenti schierati ai nastri di partenza, molto concentrati e motivati, per una buona prestazione e - perché no? - per un ambito successo che dia lustro e notorietà, nonché un ruolo e un peso più consistente nell’ambito specifico.

In questo caso, i concorrenti sono i candidati delle diverse forze politiche e degli schieramenti contrapposti che, pur di avere la preminenza del consenso elettorale, non si risparmiano i colpi a volte anche proibiti e fuori dalle regole.

cms_12917/2.jpg

Si è parlato tanto, per esempio, delle così dette “fake news” (false notizie) che venivano e vengono periodicamente divulgate attraverso i vari sistemi di comunicazione e poi, si scopre che, anche da parte di coloro che stigmatizzavano tale sistema di disinformazione, veniva e viene utilizzata questa arma proibita, in deroga alle regole.

Un vecchio detto precisa quanto segue: “Ma senti da chi viene la predica”.

La riflessione su tale malcostume conferma, inequivocabilmente, che il “teatrino della politica” è sempre in auge e, purtroppo, ancora più forte ed infido, nonché qualunquista e volgare.

Tutto ciò ci induce alla considerazione che il suddetto teatrino della politica era più pulito e meno offensivo ai tempi della prima Repubblica e, quindi, dobbiamo paradossalmente rimpiangere i partiti storici di allora che, quanto meno, avevano una dottrina politica - economica - sociale, con a monte una ispirazione ideologica, con i loro esponenti dotati di qualità e capacità superiori, rispetto a quelli di adesso, una conoscenza lessicale, più conforme alle regole grammaticali e “un’etica morale” nell’interporsi con gli avversari e con i cittadini elettori.

La deriva del malcostume deontologico dei politici (che sono i rappresentanti dei cittadini nelle Istituzioni) ci fa dedurre che sarebbe necessario reintrodurre la materia di studio “Educazione Civica” nelle scuole e che venga estesa ed osservata nei Movimenti e nei Partiti Politici, affinché la dialettica ed il confronto tra loro sia più lineare e rispettosa delle altrui istanze e programmi. Insomma, l’avversario non deve essere considerato un “nemico” da contrastare con intransigenza ed intolleranza (ed anche odio), ma un “interlocutore” con cui confrontarsi, ricercando un ragionevole punto di incontro.

cms_12917/3.jpg

Solo cosi si introduce una sintesi unitaria e libertaria, nonché concretezza in termini di operosità legislativa e di provvedimenti, nel rispetto di tutti gli orientamenti politici ed economici, evidenziando ed adottando quello che di buono esprimono anche gli altri.

Questo concetto può sembrare “utopia” ma in realtà tutto può venire in termini di cambiamento in ogni ambito ed in ogni tipo di rapporto.

Il contesto attuale è l’occasione giusta per questa virata e, le prossime elezioni europee del 26 maggio potrebbero essere il “trampolino di lancio” di questa nuova prospettiva.

Visto che si vota nei vari Paesi per l’unità europea, lo spirito dovrebbe essere libertario, liberale e democratico, perché solo così si può istaurare un nuovo modo di operare unitariamente, nel rispetto di un’etica deontologica e morale, con il naturale riflesso per l’affermazione dell’identità di cittadini italiani/europei del mondo.

Antonio Iasillo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su