Due colossi della storia della lingua albanese presentati per la prima volta a Berna

I libri “Skenderbe il Re dell’Epiro” e “La Lingua degli Albanesi” segnano una nuova era

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In occasione dell’Anno di Skenderbe, eroe nazionale albanese, promosso dal Governo Albanese a 550 anni della sua scomparsa, l’organizzazione “Lobi Euro-Atlantik Shqiptar ne Diaspore- Lobi Euro-Atlantico Albanese in Diaspora”, tra gli eventi promossi durante l’anno in corso, ha reso possibile la realizzazione della presentazione di due libri molto importanti per la storia e la lingua albanese. Il primo è “La lingua degli Skipetar, Albanesi”, dello studioso tedesco J.R. von Xylander, scritto nel 1835 in tedesco gotico e trovato nella Biblioteca dell’Accademia di Vienna; il secondo è “Skenderbe, il Re dell’Epiro”, dell’autore Bernardino de Bidoni, scritto nel 1544 in italiano volgare. I libri sono stati tradotti e presentati da due studiosi albanesi, Frida Vokopola e Albert Gjoka, “vagabondi curiosi alla ricerca della verità” appassionati di storia e di verità legate soprattutto alle origini della lingua. I libri fanno luce, per l’appunto, su verità nascoste agli stessi albanesi per più di 500 anni.

La promozione di questi due colossi per la storia dell’Albania è la testimonianza di quanto la storia dell’umanità sia stata manipolata, e prova come lo stato albanese sotto il severo regime totalitario di Enver Hoxha non si sia mai preso la briga di cercarli, studiarli e tradurli, per il bene non solo dell’Albania ma anche della storia stessa. “Nella biblioteca di Vienna si trovano ben 7500 documenti sulla lingua albanese, di cui il 50% in lingua tedesca, il 30% in latino e il resto in francese o italiano volgare, ma, come riferisce il custode della biblioteca, - ricorda Albert - non viene mai nessuno a interessarsi di questi documenti così importanti”.

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Xylander ha usato un dizionario del 1716 per scrivere il suo libro. Più avanti ha potuto usare un libro del Colonello Klùb, che aveva vissuto per 10 anni in Albania, dove aveva studiato la lingua e la grammatica albanese. Nel 1827, con la pubblicazione della Bibbia, a Korfú ha potuto metterlo a confronto con altri documenti più antichi. È stato Von Hang, conosciuto come il Padre dell’albanologia, a sfruttare e innalzare l’opera di Xylander, che fino ad allora non aveva avuto l’importanza che meritava, usato poi anche da altri autori tedeschi, latini e francesi, come lo studioso Val Brün, che chiude il suo studio con questo riassunto: “La lingua degli Ilir, o quella albanese, deve essere la stessa lingua che arriva ancora a tempo più antichi dove il latino, l’iberico, la lingua kelta e gotica si sviluppano sulle sue basi”.

Xylander mostra chiaramente che l’albanese di oggi era l’unica lingua parlata allora dai Pellazghi e gli Ilir, di cui gli unici successori sono gli Albanesi di oggi. Attraverso un vocabolario ricco di parole ed etimologia si giunge alla conclusione che la lingua albanese è un’unica lingua indoeuropea, da cui poi provengono il greco e il latino, così come la lingua serba e quella slava. Nel libro di Skenderbe si trovano molte parole e fatti che Xylander stesso scrive sul suo libro.

Da quando hanno cominciato a studiare e promuovere questi due libri di grande importanza, i nostri due studiosi hanno ricevuto minacce telefoniche in cui si chiede loro apertamente di abbandonare gli studi sull’albanologia e sulla storia dell’Albania. Lobi Euro Atlantico Albanese, insieme a tutti i suoi membri, condanna questi atti vergognosi e si dice pronta a difendere i due ricercatori senza temere nel pubblicare una dichiarazione in cui si evinca la voglia e il desiderio di difendere qualsiasi persona e qualsiasi fatto che possa portare alla luce la verità sulla nostra patria.

http://www.botasot.info/diaspora/899758/kend-e-pengon-e-verteta/

Nei giorni scorsi, l’Accademia delle Scienze di Tirana ha ufficialmente presentato un libro, il “Dizionario Etimologico della Lingua Albanese”, con recensione di Anila Omari, nipote di Enver Hoxha. Nell’opera si dice che gli albanesi non posseggono una propria lingua, poiché l’albanese proverrebbe dal greco, dal serbo e dal latino. Si cancella così il lavoro di tanti studiosi e linguisti albanesi e stranieri che hanno definito l’albanese come una delle lingue più antiche al mondo, dando prosecuzione alle idee del sistema totalitario di Enver Hoxha. Ma la verità storica non tarda ad emergere attraverso la sapienza e i mezzi economici di studiosi intelligenti e preparati, che hanno analizzato la questione in maniera totalmente disinteressata, per il bene della nazione.

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Questo incontro, così ricco di spunti di riflessione e di studio per chi è interessato alla storia e alla linguistica albanese, e soprattutto di una ricchezza inenarrabile per le generazioni a venire, si è tenuto il pomeriggio del 26 maggio presso gli ambienti dell’Ambasciata della Repubblica del Kosovo a Berna grazie all’ospitalità dell’Ambasciatrice Nazane Breca e del suo staff. Il consigliere Mustaf Xhemaili, ad esempio, ha coordinato l’incontro tra gli ospiti più importanti, come l’Ambasciatore Albanese a Berna Ilir Gjoni e quello della Repubblica della Macedonia, Ramadan Nazifi. I due hanno considerato questi lavori di grande importanza per il nostro Paese e le comunità di lingua albanese. In sala erano presenti rappresentanti di associazioni albanesi di Zurigo,Lucerna, Basel, Friburg.Lucerna, Winterthur, e nga shtete të ndryshme të Europës. L’incontro è stato reso possibile dalla collaborazione della sede Italiana della Lobi, guidata dalla sottoscitta Marsela Koçi, insieme alla sede madre in Germania del Presidente Shukri Ymeri e quella della Svizzera di Syl Arifi. All’evento hanno partecipato i rappresentanti della Lobi in Europa: dalla Svizzera il Sig. Sutki Hulaj, dal Belgio i responsabili Skender Musliu e Met Belaj e dalla Germania Musa Tolaj, Hosri Osmani e Xhevat Fetahaj. Era presente anche lo scrittore albanese Jusuf Zenunaj. Si è occupato della recensione del libro Petrit Aliaj, Segretario della Lobi Euro Atlantico Albanese e membro della sede italiana insieme al poeta albanese Myftar Gjonbalaj, il quale ha recensito il libro su Skenderbe ed ha voluto recitare una sua poesia dedicata al nostro Eroe Nazionale. Il libro sulla lingua albanese non solo esalta la lingua albanese, ma rende ancora più importante lo studio e la sua divulgazione in tutta la diaspora albanese perché il tempo, le vicende e le persone favoriscano azioni di questo genere.

Frida e Albert hanno deciso di regalare una quantità di libri ai presenti perché la cultura e la verità meritano di essere divulgate. I due studiosi promettono di non fermarsi davanti a nulla: presto pubblicheranno un altro documento importante, che, come dice Albert Gjoka, “farà tremare le radici della storia che abbiamo studiato fino ad oggi”.

Documenti che loro trovano e scavano nelle biblioteche dell’Europa, da cui studiosi della linguistica e amanti della verità hanno potuto documentare molti libri sulla storia dell’Albania che sono oro per i ricercatori della letteratura storica e in particolare per gli studenti che studiano la linguistica.L’incontro si è chiuso con una conversazione molto cordiale tra l’Ambasciatrice del Kosovo a Berna, Nazane Breca, sulle attività che la Lobi potrà intraprendere insieme alle Istituzioni che appoggiano simili iniziative, e i ringraziamenti per l’appoggio immenso che l’Ambasciata del Kosovo a Berna non ha mai fatto mancare.

Marsela Koci

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