Dpcm: "Massimo uso lavoro agile e incentivare ferie"(Altre News)

Fca conferma: "Al lavoro per attivare linea di credito" - Spaziani Testa: "Dl Rilancio,tampone fase critica" - Franceschini: "Con dl rilancio 4 mld per turismo e 1 per cultura"

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dpcm: "Massimo uso lavoro agile e incentivare ferie"

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"In ordine alle attività professionali si raccomanda che:

a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;

b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;

c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;

d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali". Lo prevede il decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulle riaperture relative alla Fase 2.

Fca conferma: "Al lavoro per attivare linea di credito"

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FCA Italy S.p.A, "alla luce delle recenti indiscrezioni di stampa, conferma di avere avviato una procedura con il Governo italiano (il Ministero dell’Economia e Finanze - MEF, e il Ministero dello Sviluppo Economico - MISE) per l’ottenimento di una garanzia da SACE, l’agenzia italiana per il credito all’export (parte del gruppo a partecipazione statale Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.), il tutto secondo quanto previsto dal c.d. Decreto Liquidità recentemente emanato". A questo riguardo, si legge in una nota della società, "è stato avviato un dialogo con Intesa Sanpaolo, la maggiore banca italiana, per il perfezionamento di una linea di credito a tre anni, destinata esclusivamente alle attività italiane del Gruppo FCA e al sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese, a seguito alla riapertura degli stabilimenti italiani, avviata a fine aprile".

"In base ad un innovativo meccanismo, applicato inizialmente alla filiera automotive, tutte le erogazioni derivanti dalla linea di credito sarebbero gestite attraverso conti correnti dedicati, accesi con Intesa San Paolo al solo scopo di supportare la gestione operativa dei pagamenti alla filiera italiana dei fornitori, sostenendone i livelli di liquidità e garantendo al contempo la ripartenza delle produzioni e gli investimenti negli impianti italiani. In base alle disposizioni del Decreto Liquidità l’ammontare della linea di credito dovrebbe essere pari al 25% del fatturato consolidato delle società industriali del gruppo FCA in Italia e cioè fino a €6,3 miliardi. L’innovativo accordo riconoscerebbe il ruolo del settore automobilistico nazionale, di cui FCA, insieme ai fornitori e ai partner è il fulcro, nella ripartenza del sistema industriale italiano".

"Tale posizionamento -prosegue la nota- sarà rafforzato nei prossimi anni dall’ampio piano di investimenti già presentato e confermato come testimoniano i recenti avvii della produzione dei nuovi modelli Fiat 500 elettrica a Torino e Jeep Renegade e Compass PHEV a Melfi. Nel suo complesso il comparto dell’automotive è un settore chiave dell’industria italiana: e lo è sia per rilevanza che per struttura. Da solo equivale a circa il 6,2% del Pil italiano e da occupazione a circa il 7% dell’intero settore manifatturiero".

"L’ecosistema automobilistico italiano -aggiunge Fca- rappresenta uno dei punti di forza, riconosciuto a livello mondiale, del Paese, oltre a essere uno dei maggiori bacini di know-how specializzato a livello industriale e commerciale in Europa. Questo comparto determina i maggiori investimenti in ricerca e innovazione del Paese, base fondamentale per garantire la futura competitività economica in un epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti tecnologici".

"La nuova linea di credito, che si inserirebbe nell’ampio programma di FCA per una ripresa in sicurezza delle attività in Italia, farebbe seguito a un periodo senza precedenti, in cui le azioni tempestive messe in atto per mettere al sicuro dipendenti, famiglie e comunità durante l’emergenza da Covid-19, hanno comportato il totale blocco della produzione e delle attività di vendita di FCA in Italia, con un drastico e inevitabile impatto sul breve e medio termine dell’intero ecosistema automobilistico".

FCA "è la più grande società industriale in Italia, che impiega in maniera diretta 55.000 persone in 16 stabilimenti produttivi e 26 poli dedicati alla Ricerca e Sviluppo. Inoltre, più di 200.000 posti di lavoro nelle 5.500 società fornitrici italiane altamente specializzate, sono direttamente legati al successo della continuità operativa della Società. Altri 120.000 posti di lavoro in 12.000 imprese di tutte le dimensioni sono coinvolti nei concessionari e nell’assistenza ai clienti a supporto dell’industria automobilistica italiana. Inoltre, il 40% del fatturato annuale dal settore italiano della componentistica automotive - pari a 50 miliardi di euro – deriva dalle commesse di FCA".

"Ripresa in salute e sicurezza sono le principali priorità del piano di FCA. Grazie anche al supporto di sindacati e di esperti, la Società ha messo in campo dei protocolli che rappresentano un punto di riferimento in Italia per il rientro al luogo di lavoro. Nonostante ciò, la riapertura degli stabilimenti di FCA e di tutto il settore dovrà inevitabilmente essere graduale. La procedura avviata -conclude la nota- mira a rafforzare la resilienza finanziaria dell’intero settore automotive italiano durante quello che sarà inevitabilmente un lungo e complesso periodo di ripresa".

Spaziani Testa: "Dl chiamato Rilancio ma è per tamponare fase critica"

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Il governo "ha chiamato Rilancio il decreto, ma sono tutte misure per tamponare la fase critica". Lo dice Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, secondo cui alcuni interventi messi in campo sono comunque "da giudicare positivamente".

Franceschini: "Con dl rilancio 4 mld per turismo e 1 per cultura"

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Con il dl Rilancio vi sono "4 miliardi di euro per il turismo e 1 miliardo per la cultura". Dario Franceschini riassume cosi’ il peso del dl rilancio nell’ambito di pertinenza del suo ministero, in una conferenza stampa in video, sottolineando che questa scelta testimonia la "consapevolezza" del "valore economico" dei due settori e del loro caratterizzare l’Italia.

Nel dl Rilancio vi sono "contributi fino a 500 euro per chi fa le sue vacanze in Italia", ha sottolineato spiegando che i contributi partono da 150 euro per una persona, 300 per una coppia e 500 per una famiglia", da usare per le strutture ricettive ma che avranno necessariamente una ricaduta sulle altre attività delle località di villeggiatura, come bar, ristoranti e simili. Il complesso del tax credit vacanze, spendibile dell’1 luglio al 31 dicembre prossimi, vale 2,4 miliardi, ha ribadito Franceschini e potranno "chiederlo le famiglie con un reddito Isee entro i 40mila euro". L’accesso alle diverse quote, da 150 a 500 euro, dipende dal numero di componenti il nucleo familiare, da uno a oltre tre.

Il Fondo Turismo (150 mln, copertura per 2020 e 2021) è uno strumento che consentirà di mettere in sicurezza imprese del settore da operazioni non trasparenti, ha detto: "Si corre il rischio - ha affermato - che strutture ora in crisi siano oggetto di scalate, da soggetti esteri, da fondi poco trasparenti. Il Fondo potrà rilevarle per poi rimetterle sul mercato al termine della crisi". Sono in arrivo "per tour operator e agenzie di viaggio", con "un decreto ministeriale di cui discuteremo con i rappresentanti delle categorie, 25 milioni di euro", ha detto. Il dl Rilancio, ha affermato, conferma "la proroga fino al 2033 delle concessioni degli stabilimenti balneari, proroga già fatta dal precedente governo", evitando così rischi interpretativi e disapplicazioni.

Redazione

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