Dl Rilancio: "Nessun problema di coperture" (Altre News)

Dl Rilancio, verso stop Irap a giugno - DL rilancio norma per velocizzare cig - Ristoranti e bar, le regole Inail-Iss per la Fase 2 - In tempo di Coronavirus c’è chi assume: Bofrost cerca 300 addetti

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Dl Rilancio, fonti Mef: "Nessun problema di coperture"

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"Tutti i nodi sono stati sciolti ed è in corso la predisposizione del testo finale del Decreto Rilancio che recepisce tutte le modifiche tecniche concordate al pre-consiglio. In merito ad alcune indiscrezioni circolate in queste ore, si precisa che non c’è alcun problema di coperture riguardo al decreto stesso". E’ quanto affermano fonti del Mef in una nota.

Il totale delle risorse stanziate dal governo dall’inizio della crisi del Covid-19 ammonterebbe a circa 130 miliardi di euro: i 25 miliardi di euro del dl Cura Italia, approvato a marzo; i 55 mld del dl Rilancio e i 50 mld di garanzie alle imprese. E’ quanto emerge da una bozza di lavoro visionata dall’Adnkronos sugli stanziamenti per le misure per sostenere l’economia e il lavoro.

In particolare, sarebbe pari a 10 miliardi di euro lo stanziamento per la proroga della Cig, secondo quanto emerge da una bozza di lavoro sulle coperture del Dl Rilancio. Lo stanziamento per le indennità di autonomi, Co.Co.Co, stagionali, artigiani e commercianti ammonterebbe a 4,5 miliardi; le risorse per il sostegno a colf e badanti sarebbero di 500 milioni, mentre verrebbero stanziati 700 mln per i congedi parentali e i voucher baby sitter. Nel dl trova spazio anche la cancellazione delle clausole di salvaguardia Iva per i prossimi anni.

Ammonterebbe a 5 miliardi lo stanziamento del dl Rilancio per la sanità e la sicurezza in base alla bozza. In particolare 1,4 miliardi sono destinati a 3.500 nuovi posti letto in terapia intensiva e oltre 4.200 in semintensiva; 1,2 miliardi andranno al potenziamento dell’assistenza territoriale, quasi 10.000 infermieri assunti; 1,5 miliardi per il rifinanziamento del fondo emergenze nazionali. Per il turismo e la Cultura, fortemente colpiti dalle restrizioni anti-Covid, il dl dovrebbe stanziare 2,5 miliardi.

Potrebbe ammontare a 10 miliardi lo stanziamento per le micro e piccole imprese (fino a 5 milioni di fatturato) del dl Rilancio. Secondo la bozza nel dettaglio 6 miliardi sarebbero destinati ai ristori a fondo perduto; 1,5 miliardi per gli affitti commerciali; 600 milioni per l’eliminazione degli oneri di sistema sulle bollette per 3 mesi. Per la cancellazione del saldo e acconto Irap di giugno per le imprese fino a 250 milioni di fatturato si prevedrebbe uno stanziamento di circa 4 miliardi. Altri 2 miliardi verrebbero stanziati per l’adattamento dei locali aperti al pubblico (credito di imposta cedibile pari al 60% delle spese sostenute, con un limite di 80 mila euro ad azienda) che si aggiungono al credito di imposta sanificazione (ulteriormente rifinanziato).

Dl Rilancio, verso stop Irap a giugno

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"Ieri notte si è svolto un lungo preconsiglio per un vaglio tecnico di tutte le norme del decreto che, come è noto, è molto complesso e articolato. Dovrebbe esserci l’accordo su tutti i nodi fondamentali, dal punto di vista economico". Lo ha detto Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, ospite della trasmissione ’Circo Massimo’ su Radio Capital.

"Ieri è stato sciolto il nodo dell’Irap: verrà azzerata la rata di giugno dell’Irap per tutte le imprese fino a 250 mln" ha aggiunto Misiani, spiegando che la rata, dunque, "non sarà dovuta. Si tratta di una misura che vale circa 4 mld di euro di minori tasse".

"Oggi il tema delle imprese è centrale e vanno date risposte concrete. Per quanto riguarda l’Irap stiamo chiudendo gli ultimi calcoli - ha riferito la viceministra all’Economia Laura Castelli, intervenuta a ’Non Stop News’ su Rtl 102.5 - ma quello che vogliamo fare è togliere l’acconto, cioè cancellarlo e la rata di giugno, questo per il campione di imprese più grosso possibile in termini di fatturato". A questa misura si aggiunge quella di "fondo perduto che riguarda un’erogazione liquida alle imprese sotto i 5 milioni di fatturato, senza passare dal sistema finanziario”.

BOLLETTE - "Sulle bollette riusciamo ad annullare per tutte le attività produttive gli oneri di gestione - ha spiegato ancora - che permetterà alle imprese di pagare solo la parte variabile, se sono rimasti aperti". Castelli ha quindi anticipato che "anche per gli affitti è prevista un’ottima misura perché riusciamo a ridare 3 mensilità di affitto sempre attraverso il credito d’imposta".

La viceministra ha evidenziato però che la "novità assoluta che si vede da questo decreto e che parte da adesso è l’aver convinto Bruxelles a rendere cedibile al sistema finanziario delle banche tutti i crediti d’imposta quindi da quando uscirà questo decreto ci sarà una norma generale che permette a un imprenditore che ha in mano un credito d’imposta, ma che non vuole scontarselo dalle tasse o non può, di andare in banca e farselo scontare, cosa che prima non si poteva fare". "In più aggiungo il credito di imposta sulle sanificazioni che è un tema quotidiano per gli imprenditori, e infine un credito d’imposta per le ristrutturazioni, quello che abbiamo chiamato eco bonus al 110%, anche questo completamente cedibile al sistema bancario e lì in quella misura ci sarà anche una parte dedicata al rifacimento interno delle attività" ha aggiunto Castelli.

DL rilancio norma per velocizzare cig

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Una norma nel dl rilancio per velocizzare le procedure per la cassa integrazione. E’ quanto emerso, a quanto si apprende, nell’incontro tra i ministri degli Affari regionali e del Lavoro Francesco Boccia e Nunzia Catalfo con le regioni. Boccia ha ribadito che vista la fase emergenziale ci vogliono procedure semplificate e veloci e che troviamo una soluzione solo con una collaborazione istituzionale. Catalfo ha riconosciuto il grande sforzo fatto dalle regioni, e farà una proposta nelle prossime ore da inserire nel dl rilancio o eventualmente come emendamento. Le regioni sono d’accordo con metodo hanno chiarito che non hanno responsabilità sui tempi lunghi.

Ristoranti e bar, le regole Inail-Iss per la Fase 2

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Nel settore della ristorazione, che in Italia conta circa 1,2 milioni di addetti, ad assumere un aspetto di grande complessità è la questione del distanziamento sociale. Durante il servizio, infatti, non è evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti. Lo stazionamento protratto, inoltre, in caso di soggetti infetti da Sars-CoV-2 può contaminare superfici come stoviglie e posate. Un altro aspetto di rilievo è il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, anche in relazione ai servizi igienici, che spesso sono privi di possibilità di aerazione naturale. E’ quanto si legge nel Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da Sars-CoV-2 nel settore della ristorazione, diffuso oggi dall’Inail.

Il Documento Inail-Iss raccomanda, tra l’altro, di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale.

Almeno 2 metri distanza tavoli e ricambio aria naturale - Ci deve essere il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati anche in relazione ai servizi igienici spesso privi di possibilità di areazione naturale. Le misure organizzative relative a gestione spazi e procedure come quelle di igiene individuale delle mani e degli ambienti sono quindi estremamente importanti. Andrebbero, in primo luogo e soprattutto in una prima fase, favorite soprattutto soluzioni che privilegino l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi, anche attraverso soluzioni di sistema che favoriscano queste modalità.
Il layout dei locali di ristorazione andrebbe quindi rivisto con una rimodulazione dei tavoli e dei posti a sedere, garantendo il distanziamento fra i tavoli, anche in considerazione dello spazio di movimento del personale, non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie, ecc.; anche mediante specifiche misure di contenimento e mitigazione.
Le sedute dovranno essere disposte in maniera da garantire un distanziamento fra i clienti adeguato, anche per le motivazioni in precedenza riportate e tenendo presente che non è possibile predeterminare l’appartenenza a nuclei in coabitazione.
In ogni caso, va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale.

I clienti dovranno indossare la mascherina in attività propedeutiche o successive al pasto al tavolo (esempio pagamento cassa, spostamenti, utilizzo servizi igienici). E’ opportuno privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e possibilità di barriere separatorie nella zona cassa, ove sia necessaria. E’ necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per clienti e personale anche in più punti in sala e, in particolare, per l’accesso ai servizi igienici che dovranno essere igienizzati frequentemente. Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di igienizzazione, rispetto alle superfici evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, acetiere, etc.).

Eliminare buffet e format tradizionali menù - Nel settore della ristorazione vanno eliminati modalità di servizio a buffet o similari. Al fine di mitigare i rischi connessi con il contatto da superfici vanno introdotte soluzioni innovative. E’ opportuno utilizzare format di presentazione del menù alternativi rispetto ai tradizionali (ad esempio menù scritti su lavagne, consultabili via app e siti, menù del giorno stampati su fogli monouso).

Per personale dpi anche per vestizione e svestizione - Nella ristorazione, in considerazione della tipologia di attività che prevede la presenza di personale addetto alle cucine e di personale addetto al servizio ai tavoli, oltre a quello dedicato ad attività amministrative se presente, è opportuno, oltre ad un’informazione di carattere generale sul rischio da Sars-CoV-2, impartire altresì un’informativa più mirata, anche in collaborazione con le figure della prevenzione di cui al decreto legislativo 81/08 e s.m.i. con particolare riferimento a specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, ove previsti, anche per quanto concerne la vestizione/svestizione.
In particolare per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresì guanti in nitrile in tutte le attività in cui ciò sia possibile. Per il personale addetto al servizio ai tavoli è necessario l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e ove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile; questi ultimi sono comunque sempre da utilizzare durante le attività di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo.
Va, comunque, ribadita la necessità di una corretta e frequente igiene delle mani, anche attraverso la messa a disposizione in punti facilmente accessibili dei locali di apposti dispenser con soluzione idroalcolica.
Per quanto concerne il personale eventualmente dedicato ad attività amministrative, in presenza di spazi comuni con impossibilità di mantenimento del distanziamento di un metro, è necessario indossare la mascherina chirurgica; allo stesso modo, il personale addetto alla cassa dovrà indossare la mascherina chirurgica prevedendo altresì barriere di separazione (ad esempio il separatore in plexiglass). Particolare attenzione dovrà essere posta ai locali spogliatoi ed ai servizi igienici, in particolare prevedendo un’adeguata attività di pulizia degli stessi.

In tempo di Coronavirus c’è chi assume: Bofrost cerca 300 addetti

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Bofrost Italia, azienda italiana della vendita a domicilio di specialità alimentari surgelate e fresche, è alla ricerca di 300 persone per ampliare il proprio organico. L’azienda prevede di inserire "due tipi di figure: venditori (assunti con Ccnl Commercio), che a bordo dei mezzi refrigerati visiteranno a domicilio i propri clienti fidelizzati e nuovi, per poterli assistere nella scelta dei loro prodotti preferiti; e promoter commerciali (incaricati alla vendita), che avranno il compito di occuparsi della promozione dei prodotti e dei servizi Bofrost".

I requisiti per entrambe le figure, spiega l’azienda, "sono buona capacità di relazione e predisposizione a lavorare per obiettivi".

La ricerca dei nuovi addetti riguarda tutte le filiali italiane di Bofrost: gli annunci di lavoro presso le diverse unità locali e per le diverse posizioni sono consultabili alla pagina dedicata alle carriere sul sito www.bofrost.it, dove è possibile candidarsi inserendo i propri dati e il Cv.

Redazione

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