Diamond Princess: "Qui test febbre ogni 4 ore" (Altre News)

Virus, Gb: "Coronavirus minaccia grave e imminente" - Ballerino italiano bloccato in Cina - Virus,Trump: "Sparirà con il caldo"

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Italiana su Diamond Princess: "Qui test febbre ogni 4 ore"

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"Ogni anima su questa nave è provvista di un termometro personale da usare e auto-testarsi ogni 4 ore informando subito l’équipe medica, tramite apposito numero, nel caso in cui la temperatura corporea superi i 37,5 gradi". A raccontarlo è un’italiana che si trova in quarantena sulla Diamond Princess, la nave da crociera bloccata in Giappone, dove si contano 135 casi di coronavirus.

La passeggera, che scrive sotto lo pseudonimo di Allegra Viandante, racconta tra l’altro che "si continua incessantemente a testare le persone, ad oggi altri 336 campioni sono stati prelevati" e riferisce che secondo il ’Japan Time’ "altre 65 persone sono state infettate, che aggiungendole alle 70 precedenti confermate arrivano a 135 in totale".

"Nel frattempo fuori in banchina - aggiunge - si sono riversate nuovamente diverse ambulanze. Tante ambulanze. I contagiati non sono di nuova contaminazione, ma sempre facenti parte dello stesso periodo di incubazione dei precedenti. Ho paura che la marea di cui parlavo sopra stia arrivando al suo picco. La speranza è che finalmente la parabola cominci a scendere e che i casi comincino a scemare fino ad azzerarsi. Anche questo, come per ogni dolore o avvenimento brutto, deve fare il suo corso".

L’italiana racconta anche che "la nave continua a ricevere ininterrottamente forniture di ogni tipo tra: cibo sicuro, medicinali per uso personale, salviette disinfettanti e maschere da cambiare almeno 2 volte al giorno. Ambulanze, vigili del fuoco, polizia e militari sempre presenti e pronti per ogni evenienza. Il governo giapponese sta prendendo molto sul serio questa situazione di crisi, così come la compagnia di crociera".

Poi un appello: "Vi prego, non lasciatevi condizionare dai media; sì, è una cosa seria, ne sono consapevole, ma la paura ci rende deboli, quindi informiamoci con fonti attendibili, leggiamo. Educhiamoci e prendiamoci cura di noi stessi. Tutto ciò finirà presto. Lo so. Ne sono sicura. Si stanno prendendo cura di noi in modo impeccabile, sia la compagnia di crociera che la sanità giapponese".

Virus, Gb: "Coronavirus minaccia grave e imminente"

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Il governo britannico potrà ora obbligare i cittadini a sottostare a misure di quarantena. La misura fa parte dei poteri di emergenza di cui si è dotato l’esecutivo per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus, dopo è stato ufficialmente dichiarato che l’epidemia costituisce "una minaccia grave e imminente al salute pubblica". Il nuovi regolamenti, ha spiegato il ministro della Sanità Matt Hanckok, servono "ad assicurare che il pubblico sia protetto per quanto possibile dalla trasmissione del virus". L’epidemia del coronavirus "costituisce una minaccia grave e imminente per la salute pubblica e le misure delineate in questi regolamenti sono considerate mezzi efficaci nel ritardare e prevenire un’ulteriore trasmissione del virus", ha detto il ministro, dopo aver confermato che i casi confermati di cittadini britannici contagiati sono saliti a otto. A quanto riferisce l’agenzia stampa britannica Pa, le misure per imporre obbligatoriamente la quarantena sono state decise dopo che uno dei cittadini britannici tornati da Wuhan ha cercato di abbandonare l’Arrow Park Hospital, nel Merseyside, dove il suo gruppo è stato posto in isolamento. "C’è qualcuno che ha minacciava di scappare da Arrowe Park", ha detto una fonte governativa citata dall’agenzia.

Tutti i britannici tornati in patria a bordo dei voli di evacuazione da Wuhan hanno firmato un contratto che gli impegna a rispettare una quarantena di 14 giorni. E’ emersa però la preoccupazione che il governo non possa legalmente obbligare i contraenti a rispettare il contratto. Per questo motivo sono stati decisi i nuovi regolamenti che prevedono la possibilità di imporre obbligatoriamente di quarantena.

Ballerino italiano bloccato in Cina, l’appello del padre

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(Maria Cristina Vicario) -"L’Italia mi aiuti a riportare mio figlio a casa". A parlare così con l’Adnkronos è Roberto De Fazio, padre di Gabriele, un ballerino professionista rimasto bloccato a Kunming, in Cina, a causa dell’emergenza coronavirus. Il ragazzo, 22 anni, vive praticamente recluso nel suo appartamento, non viene più pagato dal datore di lavoro e deve affrontare la scarsità di viveri nei negozi e banche che aprono solo a singhiozzo.

Danzatore con anni di esperienza all’estero, malgrado la giovane età, Gabriele ha avuto la sfortuna di rientrare in Cina nei giorni in cui uscivano le prime notizie sul virus, quando non era ancora chiara la portata dell’emergenza.

"E’ un anno e mezzo che Gabriele lavora con questa compagnia a Kunming. Si trovava in Italia, ma il suo datore di lavoro gli ha detto di rientrare in Cina perché stavano per organizzare una tournée in America e Russia. E’ partito il 23 gennaio con una compagnia aerea cinese, ma nessuno gli ha sconsigliato allora il viaggio" spiega De Fazio, che vive a Roma. L’aereo doveva fare scalo a Wuhan, ma in volo gli è stato comunicato che a causa dell’epidemia avrebbero proseguito diretti per Canton, racconta il padre.

Arrivati a Canton "è stato un caos. Sono saliti a bordo uomini in tute bianche che hanno portato via una passeggera che stava male. Solo dopo un’ora hanno dato il via libera per scendere, dopo che era stato superato l’allarme" dice ancora De Fazio. Suo figlio è poi riuscito a prendere un aereo per Kunming. Ma quando è arrivato, della compagnia di balletto erano rimaste solo altre due persone, oltre a Gabriele e la sua compagna serba Teodora Durca. Il datore di lavoro cinese è irrintracciabile e non li ha più pagati.

Gabriele e Teodora avevano preso un nuovo appartamento a dicembre, per il quale avevano pagato sei mesi di affitto anticipato. Ora ci vivono praticamente reclusi. "I viveri scarseggiano, sono aperti solo supermercati con scaffali semivuoti e niente merce fresca. Le banche sono chiuse e le aprono a singhiozzo. Il suo bancomat ancora funziona, ma i soldi finiranno" sottolinea il padre, spiegando che in questo momento è difficile mandare soldi in Cina. E non è facile nemmeno comunicare, cosa che avviene solo attraverso il social cinese ’We Chat’.

Il blocco dei voli fra Italia e Cina rende estremamente difficile il ritorno del ragazzo, così come degli altri italiani che si trovano in zone diverse da Wuhan, sottolinea De Fazio. Bisognerebbe infatti fare scalo in un altro Paese, con il rischio di essere bloccati e costretti ad una quarantena, magari in un ospedale con poche garanzie igieniche, o di essere rimandati in Cina, rimarca il padre, che cita il caso di tre ricercatori italiani posti in quarantena a Taipei mentre cercavano di fare rientro in patria via Taiwan. Inoltre è ora molto difficile lasciare Kunming per viaggiare verso una città cinese con un aeroporto internazionale.

Ballerino classico, Gabriele De Fazio ha danzato al Cairo con l’Opera House (la compagnia nazionale egiziana), con il Washington ballett, il balletto nazionale di Costanza (Romania) e a Perm, in Russia. Come professionista dovrebbe seguire una dieta speciale e allenarsi tutti i giorni, cosa che al momento è impossibile nel minuscolo appartamento dove è di fatto recluso.

Al momento le autorità italiane non sembrano aver offerto alcun aiuto per tornare. Il padre ha telefonato due volte all’Unità di crisi della Farnesina, ma gli è stato risposto che sarebbero andati a riprendere Gabriele se fosse stato in Cina con un incarico del governo italiano e non un contratto privato con cinesi. L’ambasciata a Pechino gli ha detto di mettersi in contatto con il consolato. "Comunicando che Kunming ricade sotto la competenza del consolato d’Italia a Chongqing al quale la invitiamo a rivolgersi, La informiamo che al momento non è previsto nessun piano di trasferimento per persone non interessate da misure di restrizione all’interno della provincia dello Hubei" gli è stato risposto il 5 febbraio dall’ambasciata.

Virus,Trump: "Sparirà con il caldo"

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"Il caldo, in linea di massima, uccide questo tipo di virus". Donald Trump ritiene che l’aumento delle temperature possa contribuire a eliminare il coronavirus. "Sarebbe positivo", dice il presidente degli Stati Uniti, come riferisce la Cnn. "Molti pensano che sparirà ad aprile, con il caldo", ha detto, ribadendo una convinzione già espressa nei giorni scorsi su Twitter.

La ’teoria’ presidenziale, in realtà, non appare solidissima. "Sarebbe azzardato ritenere che la situazione si calmerà in primavera e in estate", le parole del dottore Peter Hotez, della National School of Tropical Medicine al Baylor College of Medicine, in Texas. "Non comprendiamo del tutto la base della stagionalità e non sappiamo assolutamente nulla di questo virus specifico", ha aggiunto. "La sua speranza e la nostra speranza", ha detto il dottor William Schaffner, esponente di rilievo del Vanderbilt University Medical Center. "Ma non sappiamo se andrà così".

Redazione

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