Decreto Bonafede finisce alla Consulta (Altre News)

Coronavirus, pm Bergamo: "Zona rossa decisione governativa" - Regione Lombardia querela Gimbe: "Dati certificati da Iss" - Riaprono piscine e palestre in Lombardia - Scuola, le regole per il ritorno a settembre - Caporalato sui rider,

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Decreto Bonafede finisce alla Consulta

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Il decreto Bonafede, con il quale il ministro della Giustizia ha previsto il ritorno in carcere dei boss detenuti scarcerati nei mesi scorsi per l’emergenza Coronavirus, finisce davanti alla Consulta. E’ un giudice di sorveglianza del Tribunale di Spoleto a sollevare una questione di legittimità costituzionale, come apprende l’Adnkronos. Il magistrato di sorveglianza Fabio Gianfilippi lo mette nero su bianco sul provvedimento con il quale dichiara "rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 2 del d.l. 10 maggio 2020, n.29, nella parte in cui prevede che proceda a rivalutazione del provvedimento di ammissione alla detenzione domiciliare o di differimento della pena per motivi connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19". Gli atti sono così stati trasmessi alla Corte costituzionale. Il giudice ha anche ordinato la trasmissione degli atti al Presidente del consiglio Giuseppe Conte e ai presidenti delle due camere.

Nelle 19 pagine dell’ordinanza, il giudice di sorveglianza di Spoleto, trattando il caso di un detenuto, condannato a 5 anni di carcere, che era finito ai domiciliari. L’uomo è stato sottoposto a un trapianto di organi "con la necessità - si legge nel provvedimento - di continuare il trattamento con immunosoppressore e immunoglobuline anti-Hbv". Il detenuto è stato ritenuto a rischio per il coronavirus e dopo la richiesta del legale scarcerato e mandato ai domiciliari. Ma dopo la norma Bonafede la sua vicenda è tornata al magistrato di sorveglianza per la revoca dei domiciliari e il ritorno in carcere. Ma il magistrato, leggendo gli atti, ha deciso di sollevare una questione di legittimità costituzionale, mandando gli atti alla Consulta.

Coronavirus, pm Bergamo: "Zona rossa decisione governativa"

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"Da quello che ci risulta è una decisione governativa". Così il Procuratore facente funzione di Bergamo, Maria Cristina Rota, ai microfoni del Tg3, alla domanda su chi avrebbe dovuto prendere una decisione sulla zona rossa. La Procura di Bergamo ha sentito come persone informate sui fatti tra ieri e oggi l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, e il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. "Noi vogliamo lavorare serenamente, abbiamo bisogno di pace". "C’è un dovere da parte nostra di rendere giustizia, in questo momento siamo al primo gradino", ovvero, "ricostruzione dei fatti".

Regione Lombardia querela Gimbe: "Dati certificati da Iss"

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"Regione Lombardia, attraverso il proprio ufficio legale, ha deciso di presentare una querela contro la fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta. Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della fondazione che, parlando dei dati sanitari della Lombardia, ha dichiarato, fra l’altro, che ’si combinano anche dei magheggi sui numeri’". Lo comunica in una nota la Regione Lombardia.

"Accuse intollerabili e prive di ogni fondamento - si legge nella nota - per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente. I nostri dati, come da protocollo condiviso da tutte le Regioni, vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all’Istituto Superiore Sanità".

Riaprono piscine e palestre in Lombardia

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Da lunedì 1 giugno in Lombardia riapriranno palestre, piscine, circoli culturali e ricreativi. Lo prevede la nuova ordinanza alla firma del presidente della Regione, Attilio Fontana. Via libera anche all’accesso nei parchi tematici e di divertimento, oltre che nei parchi faunistici.

"L’attività fisica all’aperto potrà essere eseguita nel rispetto delle misure di distanziamento di 2 metri, previste dal Dpcm vigente" e tutte le attività, spiega una nota della Regione, "dovranno rispettare le puntuali indicazioni contenute nelle ’linee guida’ approvate dalla Conferenza delle Regioni".

La nuova ordinanza, firmata vale dal 1 al 14 giugno e "conferma l’obbligo su tutto il territorio regionale di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto", spiega una nota della Regione. Resta obbligatoria anche la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e per i dipendenti; così come la stessa misura continua a valere anche per i clienti dei ristoranti. Rimane il blocco delle slot machine nei locali pubblici.

Scuola, le regole per il ritorno a settembre

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"A settembre riporteremo studenti e studentesse tra i banchi. Lo faremo anche seguendo le indicazioni del documento del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute che individua regole di buon senso e chiare fra cui: Distanza interpersonale di un metro; Mascherina per tutti i maggiori di 6 anni di età; Scaglionamento degli ingressi; Nessuna prova delle febbre per entrare a scuola, ma se si hanno 37.5 gradi di temperatura si deve restare a casa; Valorizzazione degli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche; Prima della riapertura della scuola sarà prevista una pulizia approfondita di tutti gli spazi". Lo scrive su Facebook la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

"A questo link trovate il documento per intero, che avremo modo di continuare a discutere nei prossimi giorni: https://www.miur.gov.it/…/scuola-dal-distanziamento-alle-mo… - continua Azzolina - Questo lavoro è la cornice in cui inserire il piano complessivo di riapertura delle scuole. Girano come sempre informazioni parziali e non ufficiali che a volte possono mandare in confusione le famiglie, gli studenti e il personale scolastico".

"Per tutti quelli che me lo stanno chiedendo: il piano definitivo per gli aspetti didattici sarà pubblicato il prima possibile sul sito del Ministero. Così come abbiamo fatto con quello sanitario. L’obiettivo di tutti è tornare a scuola in presenza e in piena sicurezza. Grazie al lavoro Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute, del Governo con le importanti risorse economiche stanziate, e di tutto il mondo della scuola lo raggiungeremo", conclude Azzolina.

Caporalato sui rider, Uber Italia commissariata

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Uber Italia è stata commissariata dal Tribunale di Milano con l’accusa di caporalato. Il decreto di amministrazione giudiziaria è stato notificato oggi alla filiale italiana del colosso americano dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Milano, che ha condotto le indagini.

Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, il materiale probatorio raccolto in diversi mesi di indagine su Uber Eats, il servizio di consegna a domicilio del gruppo, ha portato la Procura di Milano a chiedere al Tribunale il provvedimento di amministrazione giudiziaria. Nel mirino degli investigatori le condizioni in cui erano costretti a lavorare almeno un migliaio di rider, sottopagati e spesso privati anche delle mance in una situazione descritta come di "totale illecità".

Sempre secondo quanto si è appreso, molti dei rider sfruttati sono stati reclutati tra richiedenti asilo e all’interno, spiegano le stesse fonti, di centri di accoglienza. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria durerà un anno e commissario giudiziario è stato nominato Cesare Meroni.

"Uber Eats ha messo la propria piattaforma a disposizione di utenti, ristoranti e corrieri negli ultimi 4 anni in Italia nel pieno rispetto di tutte le normative locali. Condanniamo ogni forma di caporalato attraverso i nostri servizi in Italia". E’ quanto si legge in una nota di Uber Italia. Inoltre, sottolinea la società, "partecipiamo attivamente al dibattito sulle regolamentazioni che crediamo potranno dare al settore del food delivery la sicurezza legale necessaria per prosperare in Italia. Continueremo a lavorare per essere un vero partner di lungo termine in Italia".

Redazione

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