Decima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi

“..creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze”.

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L’obiettivo dell’edizione che segna il decennale dell’iniziativa è quello di “diffondere sempre più maggiormente il linguaggio fotografico, e la sensibilità culturale che ne consegue, tra i non addetti ai lavori”, come affermano gli organizzatori Alberto Prina e Aldo Mendichi. E ancora: “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze”.

Scopi ambiziosi, certo, ma non impossibili da raggiungere considerati i successi delle passate edizioni, che hanno consacrato il Festival di Lodi a vero e proprio punto di riferimento nell’ambito della fotografia.

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Il successo e la partecipazione sempre crescenti (90 mila le presenze lo scorso anno, un vero e proprio boom) al Festival - proseguono gli organizzatori - premiano la scelta di raccontare il mondo con immagini che possano parlare ad un vasto pubblico attraverso il filtro dello sguardo di fotografi pluripremiati a livello internazionale. A volte questo sguardo può essere crudo e privo di filtri, altre invece viene mediato da una sorta di poetica visiva che smussa leggermente gli angoli della realtà per restituire comunque una idea di speranza e condivisione. In ogni caso, il Festival è la conferma della fotografia come linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente e con immediatezza la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la lampadina della riflessione e della discussione”.

Quest’anno sono pervenute ben 600 candidature da fotografi di 44 nazionalità differenti, in rappresentanza di ogni singola zona del mondo.

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La Giuria, composta da Alberto Prina - Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi - Festival della Fotografia Etica, Rick Shaw - Ex-Direttore del POY, Pierre Fernandez - Multimedia Content Manager per AFP, Jon Jones - Responsabile della Fotografia presso Tortoise Media, è giunta dopo la selezione e la valutazione dei lavori a comunicare i vincitori delle 7 categorie che compongono World Report Award: per la sezione MASTER, Darcy Padilla con il reportageDreamers, potentissimo portfolio sulla riserva indiana di Pine Ridge, considerato il posto più povero in America, dove la comunità sta lottando con il flagello dell’abuso di alcol e delle metanfetamine; per la sezione SPOTLIGHT, Senthil Kumaran Rajendran con il reportageBoundaries: Human and Tiger Conflict, che documenta il rapporto tutt’altro che semplice tra le tigri e la popolazione in India, nelle ampie zone selvatiche in prossimità dei santuari; per la terza sezione SHORT STORY, il tedesco Emile Ducke con il reportage Diagnosis, che racconta di un treno medico che viaggia in città remote e sottoservite in Siberia, garantendo così uno screening sanitario gratuito per la popolazione; per la sezione STUDENT, il giovane tedesco Arne Piepke con il reportage Faith, Custom and Homeland, che indaga la tradizione secolare, e unica al mondo, dei club dei tiratori in Germania e dei Festival che rafforzano il senso di comunità; per la nuova sezione WORLD ITALY, creata proprio per celebrare la decima edizione del Festival, vince Mariano Silletti con Serra Maggiore; per la categoria SINGLE SHOT la vincitrice è Giulia Frigieri con la foto intitolata Surfing Iran; una menzione speciale nella stessa categoria va a Jo-Anne McArthur con la fotografia Raabia&Puppy; e infine la sezione NO PROFIT che premierà gli enti EMERGENCY con il reportage Zakhem-Ferite, La guerra a casa, Médecins du Monde Foundation con il reportage Unwanted Pregnancies among Adolescent Girls in Ivory Coast e Positive Change Can Happen con il reportage Living on a Dollar a Day: The Lives and Faces of the World’s Poor.

Per ulteriori informazioni: www.festivaldellafotografiaetica.it

Roberto Pedron

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