Dazi, l’Italia esce indenne da revisione Usa (Altre News)

Busta paga 2020, le novità - Vita più cara per i single, ecco quanto - Bonus facciate, la guida online

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Dazi, l’Italia esce indenne da revisione Usa

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"L’Italia oggi esce indenne dalla revisione della lista dei prodotti soggetti a dazi che gli Usa avevano emanato lo scorso ottobre. Sono stati colpiti altri Paesi ma non il nostro. Sono salvi i vini, l’olio d’oliva e gli altri prodotti italiani che rischiavano dazi fino al 100%. La nostra azione diplomatica e la nostra amicizia con gli Stati Uniti hanno scongiurato il peggio per le nostre aziende. Così difendiamo il Made in Italy, così difendiamo i prodotti della nostra terra, orgoglio della nazione". Così in una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

"Il lavoro fatto in questi mesi ha dato i suoi frutti. L’agroalimentare italiano non compare nella lista dell’Ustr americana appena pubblicata dei prodotti soggetti a dazi", afferma la ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova. "Abbiamo scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subissero danni irreparabili. Nell’incontro avuto con il segretario all’Agricoltura Usa Perdue il 30 gennaio scorso lo avevo ribadito a chiare lettere: tenere l’agroalimentare italiano fuori dalla vicenda Airbus. E avevo registrato condivisione e disponibilità", evidenzia Bellanova.

"Oggi - sottolinea ancora Bellanova - raccogliamo i risultati dell’impegno messo in campo e di un grande lavoro di squadra. In Italia e in Europa. Il che ci conferma in quello che affermiamo da mesi: azione di sistema vuol dire anche capacità e autorevolezza in Europa e presidio costante dei tavoli europei".

Busta paga 2020, le novità

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Tante le novità che nel 2020 i lavoratori dipendenti si troveranno in busta paga a partire dal 1° luglio, quando il taglio del cuneo fiscale sarà operativo. L’intervento porterà dei vantaggi per circa 16 milioni di contribuenti: a tanto ammonta il numero di lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra gli 8.174 e i 40.000 euro.

Tuttavia, la maggior parte di loro vedrà un cambiamento minimo in busta paga, poiché si trova già tra i beneficiari del bonus Renzi 2020.

A partire dal 1° luglio il nuovo bonus IRPEF sarà erogato in due modi diversi in base al reddito. Nello specifico, fino a 28.000 euro di reddito sarà percepito come credito in busta paga. Per i redditi più alti, dai 28.001 fino a 35.000 euro, sarà erogato come una detrazione fiscale pari a 80 euro. Infine, per i redditi tra i 35.001 e 40.000 euro, l’importo della detrazione diminuisce gradualmente con l’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi.

Ad oggi, ricorda money.it, gli 80 euro di Renzi vengono già percepiti dai lavoratori dipendenti con reddito fino a 26.600 euro. Per i lavoratori con redditi fino a 24.600 euro, dunque, l’aumento effettivo in busta paga sarà pari a 20 euro, importo che sale a 100 euro sommando al taglio del cuneo anche il preesistente bonus Renzi.

Sono i lavoratori con redditi tra i 26.600 e i 28.000 euro che vedranno l’aumento più consistente in busta paga: 100 euro in più da luglio, per un totale di 600 euro nel 2020 e 1.200 euro nel 2021.

Il decreto sul taglio del cuneo fiscale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio, è il primo passo del Governo verso la riforma dell’IRPEF, il cui scopo è quello di abbassare la pressione fiscale, soprattutto per i redditi più bassi.

Vita più cara per i single, ecco quanto

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Nel giorno di San Faustino, eletto protettore dei "non accompagnati", c’è poco da festeggiare per gli oltre 8,5 milioni di single italiani che per vivere da soli devono affrontare un costo della vita in media più alto del 78% rispetto a quello pro capite di una famiglia tipo di tre persone. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti che, per il giorno successivo a quello di San Valentino dedicato ai single, ha messo a confronto i costi della vita da soli con la spesa media di ogni componente di una famiglia tipo, sulla base dei dati Istat.

"Negli ultimi cinque anni – spiega la Coldiretti – i single sono aumentai di quasi il 9% superando gli 8,5 milioni. Rappresentano una famiglia italiana su tre. L’aumento delle famiglie composte da una sola persona si scontra – continua la Coldiretti – con una vera corsa a ostacoli nella vita quotidiana dovuta spesso alle difficoltà per far quadrare i bilanci. Vivere da soli è più costoso secondo una analisi Coldiretti dalla quale si evidenzia che la spesa media per alimentari e bevande di un single è di 285 euro al mese, il 55% superiore a quella media di ogni componente di una famiglia tipo di tre persone che è di 184 euro.

Per i single, prosegue la Coldiretti, l’aumento di costi è più del doppio (140%) per l’abitazione rispetto alla media per persona di una famiglia tipo di tre persone. I motivi della maggiore incidenza della spesa a tavola sono certamente da ricercare, continua la Coldiretti, nella necessità per i single di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati che comunque anche quando sono disponibili risultano molto più cari di quelli tradizionali. D’altra parte gli appartamenti e le case più piccole hanno prezzi più elevati al metro quadro sia in caso di acquisto che di affitto, usare l’automobile da soli costa di più come pure riscaldare un appartamento.

La scelta di non stare in coppia, continua la Coldiretti, non è peraltro sempre volontaria, ma è anche determinata dall’invecchiamento della popolazione con un maggior numero di anziani rimasti in casa da soli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Non è un caso che oltre un milione di persone sopra i 65 anni, che vivono da sole, si trovano, conclude la Coldiretti, a rischio di povertà e di esclusione sociale secondo l’Istat.

Bonus facciate, la guida online

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Pubblicate le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate per usufruire del cosiddetto ’bonus facciate’, la detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2020. La circolare di oggi fornisce, infatti, i primi chiarimenti sugli adempimenti da seguire, sugli interventi agevolabili e sui soggetti che possono accedere al beneficio. Pronta anche una guida che fornisce tutte le informazioni necessarie per permettere ai contribuenti di fruire della detrazione d’imposta dedicata al restauro delle facciate degli edifici. La guida è disponibile sul sito www.agenziaentrate.it.

COME AVERLO - Per godere dell’agevolazione, i contribuenti non titolari di reddito d’impresa, devono effettuare il pagamento delle spese tramite bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita Iva/codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Inoltre, è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione. L’Agenzia ricorda che possono essere utilizzati i bonifici predisposti da banche e Poste spa per il pagamento delle spese ai fini dell’Ecobonus o della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia.

Per gli interventi che influiscono dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio si applicano anche le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti per l’Ecobonus dal decreto 19 febbraio 2007 e che entro 90 giorni dalla fine dei lavori deve essere inviata all’ENEA, esclusivamente in via telematica, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

È obbligatorio, infine, conservare ed esibire, se richiesta dagli uffici, tutta la documentazione indicata nella circolare di oggi, tra cui i documenti comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi, la copia della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, ecc.

INCLUSI BALCONI E FREGI ESTERNI - Ai fini del riconoscimento del ’bonus facciate’, gli interventi devono essere finalizzati al ’recupero o restauro’ della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle “strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. L’agevolazione, pertanto, sottolinea l’Agenzia delle Entrate in una nota, riguarda "gli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Tra i lavori agevolabili rientrano quelli per il rinnovo e consolidamento della facciata esterna dell’edificio, inclusa la mera tinteggiatura o pulitura della superficie, e lo stesso vale per i balconi o per eventuali fregi esterni. E ancora, lavori sulle grondaie, sui pluviali, sui parapetti, sui cornicioni e su tutte le parti impiantistiche coinvolte perché parte della facciata dell’edificio".

Beneficiano della detrazione, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, "anche le spese correlate agli interventi e alla loro realizzazione, ad esempio perizie, sopralluoghi, progettazione dei lavori, installazioni di ponteggi, ecc. Anche gli interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio rientrano nel campo del bonus facciate".

Tali lavori devono però soddisfare i requisiti indicati nel decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 (decreto “requisiti minimi”) e i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l’involucro edilizio.

AFFITTUARI - Anche gli affittuari potranno usufruire del cosiddetto ’bonus facciate’. E’ quanto precisa l’Agenzia delle Entrate. "Ai fini della detrazione, i soggetti beneficiari devono possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) oppure detenere l’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario", sottolinea l’Agenzia delle Entrate.

Redazione

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