Dazi, Trump:"Storico accordo con la Cina,andrò a Pechino"(Altre News)

Iran, Nyt: "Boeing ucraino abbattuto da due missili" - Venezuela, spari contro l’auto di Guaidò - Caso Regeni, procura Cairo: nuova squadra investigativa

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Dazi, Trump: "Storico accordo con la Cina, andrò a Pechino"

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"Oggi facciamo un passo enorme che non è mai stato fatto prima con la Cina verso un futuro di commercio equo e reciproco firmando la fase uno dello storico accordo commerciale". Lo ha detto Donald Trump durante una cerimonia alla Casa Bianca per la firma dell’accordo alla presenza del vice premier cinese Liu He.

Trump ha inoltre annunciato che andrà in Cina "in un futuro non troppo distante". Parlando nell’East Room della Casa Bianca, alla presenza di Liu He e con al suo fianco il vice presidente Mike Pence, il rappresentante Usa per il Commercio Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, Trump ha rivolto i saluti al presidente Xi Jinping, dicendo che stava seguendo la cerimonia.

Parlando dell’accordo raggiunto con la Cina, Trump ha sottolineato che "non poteva essere più grande di così, mantenere questi due giganti e queste due nazioni potenti insieme in armonia è importante per il mondo. Il mondo oggi ci sta guardando". Sulla base dell’accordo, Pechino si impegna ad acquistare prodotti Usa per un valore di 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni, tra i quali decine di miliardi di prodotti commerciali. L’accordo prevede dei meccanismi di controllo dell’applicazione. Trump ha detto che se verrà raggiunta la fase due saranno ritirati i dazi alla Cina.

L’accordo, che dagli esperti è stato definito piuttosto una tregua, prevede il congelamento da parte degli Usa del rialzo delle tariffe. "Insieme stiamo raddrizzando gli errori del passato e consegnato un futuro di giustizia economica e sicurezza, molta gente pensava che questo non poteva mai succedere", ha detto Trump.

L’accordo commerciale firmato da Washington e Pechino è "buono per Cina, per gli Stati Uniti e per il mondo intero", ha detto Xi Jinping in una lettera a Trump che è stata letta dal vice premier cinese Liu He durante la cerimonia della firma alla Casa Bianca. "In questo spirito spero che la parte americana tratterà in modo equo le società cinesi e le loro attività di commercio ed investimenti" prosegue il messaggio del presidente cinese che chiede "un’onesta applicazione" del trattato. "Il prossimo passo che le due parti devono intraprendere è l’applicazione dell’accordo in un modo veramente onesto e ottimizzare il suo impatto positivo", conclude la lettera.

Iran, Nyt: "Boeing ucraino abbattuto da due missili"

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Non uno, ma ben due missili sarebbero stati lanciati dalla contraerea iraniana per abbattere il Boeing 737 della Ukrainian Airlines dopo il decollo dall’aeroporto di Teheran l’8 gennaio scorso. Ad affermarlo è il New York Times, che pubblica delle immagini esclusive e "verificate" riprese da alcune telecamere di sicurezza. Nel video, che mostra tutte le fasi dell’abbattimento del volo, è possibile vedere i due vettori lanciati a breve distanza uno dall’altro - circa 30 secondi - e come "l’aereo, in fiamme, ha continuato a volare per diversi minuti prima di schiantarsi e uccidere tutte le 176 persone a bordo", spiega il Nyt. Secondo il quotidiano americano, inoltre, "i missili sono stati lanciati da un sito militare iraniano a circa otto miglia dall’aereo".

Intanto, ieri alcune persone sono state arrestate in Iran in relazione all’abbattimento avvenuto per errore. Lo ha reso noto il portavoce della magistratura iraniana, Gholamhossein Esmaili. L’Iran, ha promesso il presidente iraniano Hassan Rohani durante un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, punirà tutti coloro che hanno una responsabilità nell’abbattimento non intenzionale del Boeing 737. Rohani ha aggiunto che ’’il tragico evento’’ sarà indagato in modo approfondito. ’’E’ stato un errore imperdonabile. Non è possibile che ci sia solo una persona responsabile dello schianto dell’aereo’’, ha dichiarato. ’’Le forze armate iraniane hanno ammesso il loro errore e questo rappresenta un primo passo positivo. Dobbiamo garantire al popolo che questo non accadrà più’’, ha proseguito, affermando che il suo governo ’’è responsabile nei confronti dell’Iran e delle altre nazioni che hanno perso la vita nell’incidente aereo’’.

Venezuela, spari contro l’auto di Guaidò

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Il presidente autoproclamato del Venezuela, Juan Gauidò, ha denunciato che oggi forze della sicurezza venezuelana e "gruppi paramilitari armati" hanno circondato ancora una volta il Palazzo Legislativo per impedire a lui e agli altri deputati dell’opposizione di partecipare all’Assemblea Nazionale. Su Twitter altri esponenti dell’opposizione hanno anche pubblicato video in cui si mostra come le forze paramilitari hanno attaccato, lanciato pietre e persino sparato contro le loro auto dirette alla sede del Parlamento.

"Il regime vuole militarizzare il Palazzo Legislativo per impedire la sessione dell’Assemblea Nazionale - ha denunciato su Twitter il Centro de Comunicación Nacional, che funziona come ufficio stampa di Guaidò - continua il sequestro militare".

Caso Regeni, procura Cairo: nuova squadra investigativa

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Il procuratore generale del Cairo, Hamada Al-Sawy, e la squadra investigativa egiziana nel caso della morte del cittadino italiano "Giulio Regeni" hanno incontrato un gruppo di investigatori italiani, per sviluppare la cooperazione e hanno annunciato la formazione di una nuova squadra investigativa che sta esaminando e organizzando i documenti del caso e lavora a tutte le procedure di indagine necessarie per svelare la verità in piena imparzialità e indipendenza.

Il procuratore generale, Hamada Al-Sawy, si legge sul sito del quotidiano Youm7, ha riaffermato la continuazione e lo sviluppo della cooperazione giudiziaria tra il pubblico ministero egiziano e il suo omologo a Roma, al fine di arrivare alla verità in modo obiettivo e completamente trasparente, lontano dalle false informazioni diffuse nel caso.

Durante le riunioni congiunte che si sono svolte ieri e oggi, la squadra investigativa egiziana ha ascoltato il parere e punti di vista degli investigatori. Le due parti hanno convenuto di proseguire la cooperazione proficua tra le due procure e hanno affermato che ciascuna parte dovrebbe eseguire tutti le procedure richieste nel rispetto delle leggi dei due paesi.

Le prossime settimane saranno decisive nella vicenda del sequestro e dell’omicidio del ricercatore italiano, scomparso il 25 gennaio 2016 e trovato morto pochi giorni dopo in Egitto, sulla strada che collega la capitale egiziana con Alessandria d’Egitto. Dopo l’incontro di due giorni fra investigatori italiani ed egiziani che si è svolto al Cairo e che si è concluso oggi, ora a Piazzale Clodio si attendono risultati concreti dall’Egitto che possano ad aprire la strada a un incontro fra procuratori. In particolare gli inquirenti italiani attendono risposte alla rogatoria inviata nell’aprile dello scorso anno.

Nell’ambito dell’incontro, secondo quanto si apprende da fonti di Piazzale Clodio, il team italiano è stato ricevuto dal Procuratore egiziano Hamanda Al Sawi il quale "si è impegnato a fare tutto quanto possibile per arrivare a stabilire la verità ed ha ribadito la volontà di proseguire i rapporti bilaterali". I carabinieri del Ros e la Polizia dello Sco hanno presentato al team egiziano il quadro probatorio che emerge dagli elementi raccolti in questi anni di attività investigativa e che ha portato ad indirizzare le indagini su cinque persone appartenenti alla National Security.

Redazione

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