DI SONNO SI PUO’ MORIRE

ANDARE IN APNEA RISCHIANDO I RICORDI

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Scendere nella profondità degli abissi marini è sicuramente la modalità più bella per scegliere di sospendere il respiro, sebbene molti di noi (più uomini che donne) sono predisposti all’apnea, quando entrano nel mondo del sonno notturno.

Pare che soffra di questo disturbo un numero superiore a 936 milioni di persone, nell’intero globo terrestre. Chi ne è affetto fa fatica a ricordare dettagli della propria esistenza, con il risultato di avere un risveglio nervoso e strascichi di depressione e vulnerabilità.

Una recente ricerca sul tema, è stata pubblicata su “The Journal of the International Neuropsychologic Society” alcuni giorni addietro. Ma come si manifestano le apnee durante il sonno? Semplicemente si interrompe il respiro e ce lo spiega l’Equipe di ricercatori dell’Università di Melburne.

Sono stati esaminati 44 soggetti, controllati da terapia da apnea, ed altri 44 soggetti con lo stesso problema, non sottoposti a terapia.

Si è riscontrato come la perdita del respiro agisca sulla parziale cancellazione di episodi legati alla memoria episodica, sebbene ancora non risulti chiara la connessione tra perdita di memoria e perdita del respiro.

La memoria episodica di un passato lontano, come risulta dall’esperimento dei soggetti presi in esame, è preservata nel momento dell’apnea nei soggetti trattati con terapia, mediante l’immissione nelle vie respiratorie di un flusso costante di aria pressurizzata, che impedisce al soggetto di collassare nel sonno. Terapia questa, già conosciuta e che ha riscontrato un alto tasso di successo.

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La ricerca del Team continua con l’intento di poter ripristinare la memoria episodica.

La medicina ideale per preservare i ricordi è sicuramente un sonno sano e tranquillo, ma quando il sonno è particolarmente profondo si può rischiare di morire per errore. Pare sia successo al grande condottiero macedone Alessandro Magno. Molte sono state le tesi storiche ipotizzate circa il suo decesso.

E’ possibile che si sia trattato di una falsa diagnosi di morte a causa di un complotto ordito contro il grande generale macedone; potrebbe essere stato semplicemente un errore di una morte decretata dai medici per insufficienza di mezzi e competenze (a quel tempo era d’uso controllare il respiro, e non il polso).

Ma è accertato che sia stato tumulato quando era ancora vivo. Il suo male oggi è stato identificato ed ha il nome di sindrome di Guillain-Barrè, un disturbo neurologico raro che lo colpì, privandolo inizialmente della capacità di parlare, poi di camminare, e in ultimo di respirare.

Questa è la tesi avanzata oggi, frutto di una ricerca curata da Katherine Hall dell’università di Hotago, pubblicata su “The Ancient History Bulletin”.

La morte del prode condottiero avvenuta nel 323 avanti Cristo, si concentra sulla febbre e i dolori addominali, e pare che il corpo del Generale abbia cominciato a decomporsi dopo sei giorni dalla morte apparente.

Pertanto è sfatata la credenza antica che egli fosse un Dio, dovuta al fatto che il corpo si fosse conservato perfettamente proprio perché il grande Alessandro, fu sepolto ancora vivo.

Susy Tolomeo

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