DIRITTI LESI E OMERTA’DI TUTTI

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Ogni tanto è lecito porsi qualche dubbio, soprattutto quando si parla di diritto a una vita dignitosa e alla salute. Insomma, ci sono flussi di parole che incombono in maniera perentoria sulla bocca di tutti ma poi si fermano lì, a mezz’aria e sull’uscio della porta. Oltrepassano la lingua senza cimentarsi in azioni, così rimangono semplicemente sproloqui. Forse perché la moda impone una parlantina priva di fatti corrispondenti. Tuttavia occorre domandarsi il perché di ogni situazione, con nonchalance s’intende. Senza quel bisogno innato di alzare la voce contro l’altro poiché, si sa, la ragione va difesa con serietà. In questo caso il discorso cade sulla ricchezza che s’accompagna alla povertà nel mondo. Quando si tratta di lesione di un diritto, spesso ci vanno di mezzo le brave persone, quelle a cui la vita ha fatto un torto ma loro si danno comunque da fare per vivere al meglio.

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Ci sono tanti esempi da citare nel nostro mondo. Uno tra tanti concerne quello delle industrie posizionate vicino a quartieri poveri, una piaga senza fine: gente povera costretta a subire a causa dell’egoismo altrui. Se pensiamo di essere incolpevoli, facciamo un passo indietro perché non è così. La responsabilità nasce innanzitutto dalla mancanza del desiderio di informarsi realmente, poi dal modo meschino di chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie. D’altronde a noi non importa, è lontano da casa nostra, non ci tange, sono la madre e il figlio di qualcun altro a morire. Vi pare corretto? Cari miei, la verità bussa alla porta ogni giorno, insieme ai cadaveri di chi ignoriamo. E’ profondamente ingiusto ciò che facciamo e ne siamo consapevoli. Navighiamo, però, nella certezza che finché capita ad altri, il problema nemmeno esiste. Ecco che qui dovrebbe nascere una coscienza comune che si innalza al di sopra dell’egoismo umano e sia libera da questa insensata maniera di vivere. A rifletterci con attenzione, perseverando nell’intento distruttivo, facciamo del male soprattutto a noi stessi (per non parlare dei nostri figli). Conviene, dunque, darsi una calmata, almeno per rispetto delle generazioni future. Insegniamo l’empatia e trasmettiamo la sensibilità necessaria per reagire di fronte alle tematiche importanti, cercando di essere dei modelli che ispirano alla costruzione di un pianeta migliore.

Alessia Gerletti

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