DAL TINELLO DI CASA AL BOUDOIR

GRAZIE AI SEGRETI DI VITTORIA!

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Lo scorso trenta novembre a Parigi, città dell’amour per eccellenza, si è svolta in un Grand Palais tutto colorato all’esterno di rosa, la sfilata-evento più attesa dell’anno, quella degli angeli di Victoria’s Secret che spiazzando tutti gli addetti del settore moda la 21esima edizione è andata in scena a Parigi e non a New York dove sarà trasmessa in tv il cinque dicembre dal canale CBS che è riuscito ad accaparrarsi i diritti della messa in onda dato che le passate edizioni hanno fatto ascolti record quasi paragonabili allo show americano per eccellenza: la finale del Super Bowl.

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A sfilare per il brand di lingerie più famosa e desiderata al mondo c’erano le cinquantadue donne più belle e più informa del pianeta, tanto che dopo aver visto la sfilata ho preso in seria considerazione, almeno per quella sera, di darmi alla latitanza sportiva, stravaccarmi sul divano e svaligiare il frigo perché come loro, diciamocelo, nessuna di noi comuni mortali sarà mai! Gli angeli inarrivabili avevano il nome di Adriana Lima, Elsa Hosk, Sara Sampaio, le sorelle Hadid, Alessandra Ambrosio, Irina Shayk bellissima anche se in dolce attesa, ma anche nuove modelle che presto diventeranno top una su tutte Alanna Arrington. Il brand di lingerie nasce nel lontano 1977, ma è dal 1995 con l’ingaggio dell’armata delle super top di allora che diventa un fashion show imperdibile, dove le star si rendono conto che non sei nessuna a Hollywood se non indossi la lingerie di Victoria’s Secret, oggi molte celebrità si candidano per essere le testimonial del brand, ma famosa rimane la frase dichiarata a Forbes da Edward Razek, uno dei responsabili di Victoria’s Secret: “è il brand che rende celebri le sue modelle, non il viceversa!”.

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La casa di lingerie nasce dall’intuizione di un giovane imprenditore di nome Roy Raymond che entrando in un centro commerciale per acquistare biancheria intima per la sua fidanzata si accorse che poteva scegliere solo tra accappatoi in spugna o informi camicie da notte a fiori. Bisogna ricordare che a quei tempi la biancheria intima era concepita solo per essere comoda e durare nel tempo, non certo per essere sexy, inclinazione alquanto disdicevole per l’America puritana del tempo. Ottenuto un piccolo prestito da una banca decise di creare un brand di lingerie che non fosse comoda, ma adatta ad un boudoir vittoriano (da qui il nome in omaggio alla Regina Vittoria e al suo boudoir). Difatti i suoi negozi erano arredati in stile vittoriano: legni scuri e tappeti ovunque e divani in velluto rosso, ambienti che attiravano gli uomini, ma che mettevano in imbarazzo e disagio le donne. E’ superfluo ricordarvi che con la nascita dei movimenti femministi degli anni settanta dove venivano bruciati in piazza i reggiseni, simboli dell’oppressione maschile sulle donne, il brand di lingerie e il suo fondatore divennero il male assoluto.

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Questo causò, dopo l’enorme boom iniziale, una forte difficoltà economica e l’azienda rischiò concretamente di chiudere, si deve a Leslie Wexner, uno degli uomini più ricchi d’America, che intuendo la potenzialità del brand rilevò l’azienda nel 1982 e la trasformò completamente. I negozi divennero moderni e raffinati, accoglienti per le donne senza perdere attrattiva sul genere maschile, conquistando in breve tempo le copertine dei maggiori giornali di moda che sino ad allora avevano ritenuto la lingerie di Victoria’s Secret solo volgare ciarpame adatta ad appagare unicamente l’eros e l’ego maschile. Nel 1992 quando il brand valeva cinque milioni di dollari Roy Raymond che in un primo momento rimase presidente dell’azienda per poi lasciare tentando senza successo di creare una linea di abbigliamento per bambini, si suicidò lanciandosi dal Golden Gate Bridge. Da quell’anno in poi il brand ha continuato a crescere anche se non sono tutte rose e fiori, quest’anno le azioni dell’azienda sono scese del trentadue per cento, annunciando per aprile prossimo una ristrutturazione aziendale che si tradurrà in duecento posti di lavoro in meno, smetterà di mandare cataloghi per posta (questo avveniva solo in America) e cesserà la produzione di costumi da bagno, decisione che condivido visto lo scarso appeal degli stessi ai miei occhi, ma a quanto leggo anche per gli occhi di milioni di donne.

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Tornando al trenta novembre posso dirvi che lo show è iniziato molto prima della sfilata vera e propria perché tutti gli “angeli” hanno viaggiato tutte insieme postando sui social i loro selfie come Alessandra Ambrosio che ha pubblicato una sua foto con il comandante in cabina di pilotaggio o come Gigi Hadid che sulla scaletta dell’aereo si è fatta ritrarre con una bandierina tricolore in mano. Tutto questo ha contribuito notevolmente a pubblicizzare il fashion show sui social creando una spasmodica attesa.

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Sulla passerella si respirava un’atmosfera carnevalesca carica di gioia e sensualità, i mood di sempre sono stati rispettati: tanto pizzo e piume, tacchi vertiginosi, le famose ali che si agitano grazie alle falcate sinuose delle super top e cantanti internazionali che scandiscono ogni momento dello show con esibizioni da brivido. Quest’anno ci hanno pensato Lady Gaga, Bruno Mars e The weeknd. La cantante pop ha rubato la scena ai due maschietti confermando il suo attuale stato di grazia canoro, cambi d’abito e una silhouette più longilinea del solito che non aveva nulla da invidiare agli angeli.

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E’ apparsa algida ed elegante che per Lady Gaga è un avvenimento, il suo primo outfit era un abito in pizzo vedo decorato da preziosi ricami a forma di rose rosse con un make up e un’acconciatura dal sapore di altri tempi che le donava particolarmente.

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Il secondo autfit consisteva in una jumpsuit attillatissima nera scintillante che non ho trovato entusiasmante, ma che rispecchiava in pieno lo stile Lady Gaga a cui siamo abituati.

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Il terzo outfit era un completo in pizzo che sottolineava perfettamente la sua silhouette di grande impatto.

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Anche nel party post sfilata la pop star ha catalizzato su di se tutti gli sguardi e gli scatti fotografici incoronandola, definitivamente, la regina dell’evento, il suo abito era splendido e portato con gran classe. Lady Gaga ha anche calcato la passerella con alcune creazioni di Victoria’s Secret senza però scoprirsi troppo.

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Protagonista assoluto della passerella è stato il push-up fantasy bra che quest’anno è stato indossato dalla modella Jasmine Tookies e creato dal designer-gioielliere Eddi Borgo tempestato di pietre preziose, per la precisione novemila tra diamanti e altre gemme dal valore di tre milioni di dollari nel caso qualcuna di voi fosse interessata all’acquisto. Per realizzarlo ci sono volute settecento ore di lavoro, fatto su misura sulla modella scelta per indossarlo che non deve assolutamente muoversi per tutto il tempo. Jasmine ha dichiarato: “non potevo quasi nemmeno respirare, altrimenti avrei rischiato di far sballare le misure”…dura la vita di una top, ancor di più a voler credere alle indiscrezioni che sono trapelate sulla dieta ferrea a cui si è sottoposta la top Bella Hadid una settimana prima della sfilata, in cui, a dir il vero, è apparsa ancora più filiforme di quanto già non fosse. Il repentino calo di peso è stato merito o demerito, giudicate voi, dalla dieta detox ideata dal dietologo delle star Charles Passler della durata massima di sette giorni nei quali vengono totalmente eliminati caffeina e carboidrati e solo consentite barrette proteiche per mantenere costante i livelli di glucosio nel sangue, verdure cotte o crude e probiotici per favorire digestione e mantenere alti i livelli del sistema immunitario. La dieta, se siete interessate, è così concepita: ore sette: (dovrete rispettare rigorosamente gli orari) integratore proteico, ore nove e trenta: barretta proteica, ore tredici: verdure cotte o crude o in zuppa, ore quattordici e trenta: integratore proteico, ore diciassette: barretta proteica, ore diciannove: verdure cotte o crude, ore ventidue: tre capsule di magnesio e due di probiotici. L’unico intoppo dell’intero show è occorso alla bella Gigi Hadid che mentre sfilava nel suo magnifico completino intimo ha dovuto fronteggiare un laccio del suo bustino che si è improvvisamente rotto lasciando intravedere le grazie della modella che dal canto suo, da vera professionista, non ha fatto una piega e ha continuato imperturbabile la sua passerella come una vera professionista, un piccolo gesto certamente, ma che gli è valso un applauso scrosciante a fine passerella, soprattutto dagli addetti ai lavori.

T. Velvet

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