Crollo viadotto, chiuso nuovamente tratto A6

Terrorismo, arrestato italiano rimpatriato dalla Libia - Naufragio Lampedusa, rinvenuti altri 5 cadaveri - Hiv, test rapidi e gratuiti nelle piazze italiane - 16enni scomparsi, l’appello della mamma di Nicolò

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Crollo viadotto, chiuso nuovamente tratto A6

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Nuova chiusura per il tratto di autostrada A6 Torino-Savona sulla carreggiata sud tra Savona e Altare sulla quale era stato istituito un doppio senso di marcia, dopo il crollo del viadotto Madonna del Monte. La chiusura è scattata nel pomeriggio in via precauzionale, dopo il superamento di alcuni riferimenti di sicurezza nei valori rilevati dai sensori che monitorano il movimento franoso sottostante (la frana che travolgendo il pilone del viadotto sulla carreggiata nord avrebbe innescato il crollo).

"Al momento la sp 29 del Cadibona risulta l’unico collegamento diretto tra la A10 Savona Valbormida e il Piemonte"."E una super-precauzione, aspettiamo domani mattina confidando nella riapertura - spiega il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri - il piano di emergenza prevede allo scattare di uno dei dati più tecnici la chiusura". Dalle 22 con la riapertura del traffico pesante la Provincia raccomanda massima attenzione per possibili sovraccarichi di traffico.

Terrorismo, arrestato italiano rimpatriato dalla Libia

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Al suo rientro in Italia, a Roma, dopo essere stato rimpatrio dall’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (Aise) che ha curato i rapporti con le autorità libiche nelle varie fasi, i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della procura di Roma, dal gip nei confronti di Giulio Lolli, 54enne bolognese, a carico del quale gli inquirenti ipotizzano i reati di associazione con finalità di terrorismo internazionale e traffico di armi e munizioni da guerra.

Dalle indagini è emerso, fanno sapere i carabinieri del Ros, come "Lolli sia stato tra i comandanti del cartello islamista Majlis ShuraThuwar Benghazi" e operava sino "all’ottobre 2017 quale ’Comandante delle forze rivoluzionarie della marina’". Majlis Shura Thuwar Benghazi, formazione jihadista controllata dall’organizzazione terrorista Ansar Al Sharia (affiliata ad Al Qaeda, sino al suo definitivo scioglimento avvenuto a novembre 2017), era molto attiva nel 2017 nella città di Bengasi e nel 2017 aveva la sua base operativa a Misurata.

"Proprio da Misurata - sottolinea il Ros - Lolli si occupava di garantire alle milizie di Majlis Shura Thuwar Benghazi a Bengasi i rifornimenti di armi; approvvigionamenti che, via mare (non essendo sicuro il trasporto via terra), dovevano giungere da Misurata".

Le indagini su Lolli sono partite da due controlli "effettuati in acque internazionali, tra maggio e giugno 2017, al largo della Libia da parte di unità navali operanti nell’ambito della missione militare europea Eunavfor Med – ’Operazione Sophia’". In entrambe le circostanze, in ottemperanza alla risoluzione nr. 2292 (2016) del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e in accordo al mandato dell’operazione, il Ros sottolinea che è stato trovato e sequestrato "un ingente quantitativo di armi da guerra, inclusi lanciarazzi e mine anticarro".

La Procura di Roma, gruppo antiterrorismo, assunta la direzione delle indagini, ha delegato il Reparto antiterrorismo del Ros e, per gli accertamenti iniziali, il Comando di Eunavfor Med – “Operazione Sophia”, a sviluppare le indagini del caso, "dalle quali emergeva che l’imbarcazione fermata era (sino al suo trasferimento in Libia ormeggiata presso il porto turistico di Rimini) originariamente uno yacht registrato in Italia sotto il nome di ’Mephisto’ poi ridenominato “El Mukhtar” all’atto della sua militarizzazione".

L’arrestato, secondo l’accusa degli investigatori, "aveva effettuato analoga operazione in precedenza con un’altra imbarcazione, anche questa proveniente dall’Italia, la ’Leon’, ridenominata ’Buka El Areibi’".

Dalle indagini è emerso che "Giulio Lolli, in concorso con altri soggetti, di cui tre già indagati, aveva fatto in modo di porre a disposizione la propria esperienza marittima, ed almeno due mezzi navali fatti venire dall’Italia, nella formazione e organizzazione delle truppe del Majlis Shura Thuwar Benghazi".

Provvedimento equivalente è stato emesso dal gip anche a carico di un libico, censito tra i membri dell’equipaggio dell’El Mukhtarin occasione di entrambi i controlli in mare. Su altro fronte investigativo, i carabinieri del comando provinciale di Rimini hanno eseguito nei confronti di Lolli ulteriori due provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Rimini in relazione ad ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e la fede pubblica, legati a numerose compravendite di imbarcazioni di lusso, nonché di estorsione. Concluse le formalità del caso, Lolli è stato condotto nel carcere di “Regina Coeli” a disposizione del Gip di Roma.

INDAGINE RIMINI YACHT - Al rientro in Italia all’imprenditore Lolli, oltre al provvedimento per associazione con finalità di terrorismo e traffico di armi notificato dal Ros, sono state anche notificate le due ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Rimini Sonia Pasini, nell’ambito dell’indagine “Rimini Yacht”. I fatti riguardano una estorsione ed una associazione per delinquere ed il provvedimento è stato notificato su delega del pm di Rimini, Davide Ercolani, dai carabinieri del comando provinciale di Rimini.

"Giulio Lolli, latitante dal 2010, si era reso responsabile di altri gravi reati in Libia, ove aveva trovato rifugio dal 2012 - sottolineano i carabinieri di Rimini - A Lolli, condannato l’8 settembre scorso dal Giudice libico al carcere a vita, è stata data la possibilità, grazie all’intervento determinante del personale diplomatico in servizio all’ambasciata d’Italia a Tripoli, di ottenere l’espulsione amministrativa al fine di consentire al cittadino italiano di rispondere dei propri reati all’autorità giudiziaria italiana". "Giulio Lolli si era reso irreperibile dalla fine di maggio 2010", ricostruiscono i carabinieri.

Dopo alcuni accertamenti incrociati, come emerso dalle indagini, "relativi alle iscrizioni di numerosi Motoryacht, era emerso che grazie ad una Società di San Marino, ove operava una sua testa di legno ed una serie di prestanome che figuravano come intestatari, ciascuno yacht (imbarcazioni con valore commerciale che oscillava tra i 300.000 euro ed i 6,5 milioni di euro), veniva finanziato due o addirittura tre volte, mediante contratti di leasing stipulati con società legate ad istituti bancari italiani e stranieri, per lo più sammarinesi, ai quali venivano sottoposti in sede di compravendita, documenti di conformità falsi, precedentemente estorti con la violenza ad una sua ex dipendente che disponeva di una tipografia".

"Ben 86 le imbarcazioni oggetto dell’indagine: tutte con due proprietari, qualcuna con tre, alcune totalmente inesistenti e create ad hoc solo sulla carta, per ottenere i finanziamenti - sottolineano i carabinieri del comando provinciale di Rimini - Gli utilizzatori in buona fede delle imbarcazioni vendute dalla Rimini Yacht, nel corso delle indagini, si erano dunque visti sequestrare le costosissime barche, in attesa che il giudice decidesse chi, tra le due o tre finanziarie, fosse il reale proprietario. Tra i clienti di Giulio Lolli vi erano imprenditori e commercianti di altissimo livello e finanche Flavio Carboni (condannato nel marzo 2018 per la questione legata alla loggia massonica P3)".

"Allo stesso Carboni Lolli faceva utilizzare una lussuosissima Aston Martin acquistata con un contratto di leasing stipulato a San Marino e poi non pagato. L’autovettura fu poi ritrovata dal personale dell’Arma dei Carabinieri, dopo la fuga di Lolli, in stato di abbandono, presso l’aeroporto di Cagliari - osservano i carabinieri - Proprio con la barca che lo stesso Flavio Carboni intendeva acquistare, un costosissimo ed americanissimo Bertram 570, Lolli si dava alla latitanza approdando dapprima in Tunisia, quindi a Tripoli".

"Nel frattempo il personale dell’Arma di Rimini e della Capitaneria di Porto, recuperavano in giro per l’Italia e all’estero, Yacht (Bertram, Aicon, Azimut, Galeon), autovetture (Ferrari, Lamborghini, Maserati), orologi (Cartier, Patek Philippe), vari gioielli, quadri antichi e danaro, per un valore stimabile intorno ai trecento milioni di euro", sottolineano i carabinieri.

Naufragio Lampedusa, rinvenuti altri 5 cadaveri

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I sommozzatori della Guardia costiera di Lampedusa hanno rinvenuto altri 4 cadaveri in fondo al mare nella zona attorno al naufragio di sabato scorso. Inoltre trovata una salma in galleggiamento. Sale così a 17 il numero di salme rinvenute finora. Mentre sono 149 i sopravvissuti.

Hiv, test rapidi e gratuiti nelle piazze italiane
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In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, la Croce Rossa Italiana scende nelle strade, da Milano a Roma e Napoli, per parlare con i cittadini, fare prevenzione, eseguire test rapidi e sensibilizzare soprattutto i giovani ai corretti stili di vita. Dopo il successo dell’anno scorso con oltre 2 mila test eseguiti in tutta Italia, la campagna ’Meet, Test & Treat’ torna nelle piazze, nei luoghi della movida ma anche nei penitenziari e nelle zone frequentate da sex workers, per offrire a tutti la possibilità di effettuare test di screening gratuiti, anonimi per HIV e Sifilide attraverso il prelievo capillare con risultati in soli 10 minuti. Esami che saranno effettuati da una équipe di medici e volontari opportunamente formati.

La diagnosi precoce della malattia è fondamentale. Eppure ancora oggi, circa un terzo delle persone che hanno contratto l’HIV non ne è a conoscenza. L’Italia è al tredicesimo posto in Europa per nuove diagnosi e l’85,6% delle nuove infezioni sono attribuibili a rapporti sessuali non protetti.

Per questo, i Giovani volontari della Croce Rossa inoltre si ritroveranno nei luoghi di aggregazione: nelle scuole, nelle piazze, nei locali e discoteche con la Campagna “Ama bene, ama sano” per sensibilizzare i loro coetanei sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Grazie alla partnership con l’azienda LifeStyles Europe SAS quest’anno verranno distribuiti oltre 130mila preservativi Akuel insieme a materiale informativo sui comportamenti sessuali corretti. Nel 2018 i Giovani CRI hanno organizzato oltre 230 attività in tutta Italia raggiungendo 56mila persone.

“E’ una tappa importante della strategia di prevenzione e cura delle malattie sessualmente trasmissibili che la Croce Rossa Italiana - spiega il Presidente Francesco Rocca - sta portando avanti da anni, grazie anche al contributo dei nostri Giovani CRI e di Villa Maraini, Agenzia nazionale per le tossicodipendenze della CRI. Vogliamo coinvolgere le persone in quel processo di sensibilizzazione che portiamo avanti ogni giorno. Desideriamo rendere tutti sempre più consapevoli e soprattutto i giovani, sul fatto che lo stile di vita è un fattore chiave per la propria salute”.

16enni scomparsi, l’appello della mamma di Nicolò

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"Premetto che è una cosa molto seria". Inizia così l’appello di Tiziana Tonetti, mamma del 16enne Nicolò, che su Facebook ha lanciato il grido d’aiuto da Alessandria per la scomparsa del figlio e della coetanea Marika. I due, spiega, non danno notizie dallo scorso mercoledì e "sono scomparsi in momenti differenti". Si tratta di Marika DeCata e Nicolò Balbiano.

Lui, spiega la madre "è alto 185 cm, corporatura longilinea, capelli corti castani, occhi verdi. Al momento della scomparsa indossava una felpa grigia con cappuccio, pantaloni tipo tuta neri, scarpe nike nere e un giubbotto di pelle nera. Sicuramente - aggiunge - "i due ragazzi si trovano in compagnia di una terza persona", una certa Alessia "di 25 anni munita di un’autovettura nissan micra di colore grigio argento metallizzato. Chiunque avesse informazioni utili - la richiesta - è pregato di contattarmi in privato via messanger, oppure di contattare le forze dell’ordine. È stata sporta denuncia di scomparsa di entrambi i ragazzi. Vi prego - aggiunge la mamma di Nicolò - di condividere il più possibile questo post".
Almeno per ora sul caso non sembra esserci alcuna novità: "È così assordante questo silenzio", il post di qualche ora fa di Tiziana, alla ricerca dei ragazzi.

Redazione

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