Corruption gripes help Five Star Movement top Italy local election polls

The anti-establishment M5S party is tipped for success in Sunday’s elections, including the race to become mayor of Rome

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Alessandro Aquilini had her by the hand. And he wasn’t letting go. Virginia Raggi, the woman tipped to be the next mayor of Rome, was hunting for votes in the street market in Boccea, a lower middle-class district of the Italian capital. Raggi’s trademark is exquisite courtesy – she proffers a slender hand even to reporters who approach her with hostile questions. At the butcher’s stall, though, she got more of a handshake than she bargained for.

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“We need help,” the 50-year-old Aquilini began. “Left. Right. Centre. We can’t take any more [of party politicians]. This country needs a bit more honesty.” Still gripping Raggi’s hand as he stretched across the slabs of veal, the burly butcher added: “We’re up to here with taxes and corruption.”

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His monologue captured many of the reasons why Raggi, the candidate of the Five Star Movement (M5S), is leading the polls ahead of local elections in Rome and other Italian cities on Sunday. Unlike other non-traditional movements that have prospered in Europe, such as Syriza in Greece, the M5S’s protest is not so much against austerity as the corruption and cronyism of Italy’s mainstream parties.

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Nowhere has this been highlighted more vividly than Rome, where establishment politicians and officials are on trial alongside alleged mobsters, charged with conspiring to pocket millions of euros from rigged public contracts. All three of the final polls released before a ban took effect on 21 May put Raggi ahead by 3-6 percentage points in the mayoral race.

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Run-offs between the two leading candidates in each town are slated for 19 June. Only then will it be known if the 37-year-old lawyer – almost unknown to the public until a few months ago – has won. A victory for Raggi would be a stinging reverse for Italy’s prime minister, Matteo Renzi, who leads the centre-left Democratic party, and a dramatic breakthrough for the internet-based M5S. Founded less than seven years ago by the comedian Beppe Grillo and his digital guru, the late Gianroberto Casaleggio, the M5S is today Italy’s leading opposition party.

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Grillo has said he will set fire to himself in public if Raggi fails to win. But he may yet regret that pledge. Recent weeks have seen his movement beset by challenges. Its first resounding electoral triumph came four years ago when Federico Pizzarotti was elected mayor of the northern city of Parma. Last month, the M5S suspended him after he was placed under investigation over appointments in the city. The mayor denies any wrongdoing, but the affair is embarrassing to a movement that vaunts rigorous probity.

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Two other unresolved issues are coming to a head. One is leadership – a concept that inspires deep misgivings in the M5S, whose mottos include uno vale uno : literally, “one is worth one”. In fact, Grillo and Casaleggio have taken many of the key decisions. But the charismatic Grillo has been scaling back his involvement in the M5S since last year to concentrate again on his career as a comedian, and even before Casaleggio’s death in April, the day-to-day running of the M5S had passed to a five-strong “directorate”. Two of its members have already begun to stand out, and it may not be long before one emerges as de facto leader.

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The other, deeper issue is the movement’s political orientation. It has always claimed left and right are concepts outdated by the end of the cold war and that it can cherry pick policies from both sides. Surveys show its voters are spread more or less evenly across the political spectrum. Aquilini, the impassioned butcher, who said he intended to vote for M5S, said he had cast his last ballot for the far right. Grillo is a Eurosceptic who gets on with Nigel Farage. But, as the political scientist Piero Ignazi noted, the M5S’s activists “are decidedly inclined to the left, so there is an ideological mismatch between [its] representatives and [its] variegated electorate”.

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Raggi makes the point. She began her political life on the left as a grassroots activist working with, among others, juvenile offenders on probation. Yet her campaign has, from the outset, seemed aimed at disillusioned rightwingers. With Silvio Berlusconi’s once-triumphant Forza Italia party continuing to lose ground, there are plenty to be wooed. But they will need convincing that Raggi, with no experience of running anything, can run Europe’s fourth largest city. “Experience in Italy belongs to the parties who have ruined Rome and the country,” she replied when the Guardian made the point to her. She stressed she had spent three years on the city council and equipped herself with a team of expert advisers.

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Ultimately, though, the Romans on Sunday – like British voters later this month – will have to decide if they are ready for a leap in the dark.

cms_4031/italfahne.jpgLe lamentele riguardo la corruzione aiutano il Movimento Cinque Stelle a raggiungere i migliori sondaggi elettorali locali in Italia. L’anti-establishment del partito M5S è capovolto per il successo nelle elezioni di domenica, tra cui la corsa per diventare sindaco di Roma.

Alessandro Aquilini la teneva per mano. E non intendeva lasciarla andare. Virginia Raggi, la donna candidata ad essere il prossimo sindaco di Roma, è andata a caccia di voti al mercato di strada di Boccea, un piccolo quartiere della classe media della capitale. Il marchio di fabbrica della Raggi è la squisita cortesia - anche verso i giornalisti - e il suo approccio quando le si pongono domande ostili. Alla stalla del macellaio, però, ha ottenuto più di una stretta di mano di quanto si aspettasse.

"Abbiamo bisogno di aiuto", il cinquantenne Aquilini ha cominciato. "Sinistra. Destra. Centro. Non possiamo votare i politici dei classici partiti. Questo paese ha bisogno di un po’ più di onestà." Ancora presa la mano della Raggi, mentre si estendeva attraverso le lastre di carne di vitello, il macellaio corpulento ha aggiunto: "Siamo fin qui con le tasse e la corruzione".

Il suo monologo ha catturato molte delle ragioni per le quali la Raggi, il candidato del Movimento Cinque Stelle (M5S), sta portando i sondaggi in vista delle elezioni locali di Roma e di altre città italiane tra due domeniche. A differenza di altri movimenti non tradizionali che hanno prosperato in Europa, come Syriza in Grecia, la protesta del M5S non è tanto contro l’austerità ma la corruzione e il clientelismo dei partiti tradizionali italiani.

Ha un posto ben delineato questa lotta nella città di Roma, dove i politici e i funzionari sono sotto processo accanto a mafiosi, accusati di aver cospirato per intascare milioni di euro dagli appalti pubblici truccati. Tutti e tre i sondaggi finali rilasciati prima del divieto entrato in vigore il 21 maggio porta Raggi in vantaggio di 3-6 punti percentuali nella corsa alla poltrona di sindaco.

Lo scontro tra i principali candidati in ogni città sono in programma per il 19 giugno. Solo allora si saprà se l’avvocato trentasettenne – quasi sconosciuta al grande pubblico fino a pochi mesi fa – avrà vinto. Una vittoria della Raggi sarebbe una inversione bruciante per il primo ministro d’Italia, Matteo Renzi, che guida il Partito Democratico di centro-sinistra, e una svolta epocale per il M5S nato su Internet. Fondato meno di sette anni fa dal comico Beppe Grillo e il suo guru digitale, alla fine degli anni, Gianroberto Casaleggio, il M5S è oggi il partito di opposizione leader in Italia. Grillo ha detto che si darà fuoco in pubblico se Raggi non vincerà la Raggi.

Nelle ultime settimane il suo movimento è stato afflitto da problemi. Il suo primo trionfo elettorale clamoroso risale a quattro anni fa, quando Federico Pizzarotti è stato eletto sindaco della città di Parma. Il mese scorso, il M5S lo ha sospeso dopo che è stato messo sotto inchiesta in alcuni processi che riguardano la città. Il sindaco nega ogni accusa, consapevole che la vicenda è imbarazzante per un movimento che vanta una dura rigorosità. Due altri problemi irrisolti stanno venendo al pettine. Uno riguarda la leadership - un concetto che ha creato un profondo disaccordo nel M5S, il cui moto include Uno Vale Uno: letteralmente, "uno vale uno".

In realtà, Grillo e Casaleggio hanno preso molte delle decisioni chiave. Puntare sul carismatico Grillo è stato fondamentale. Il suo coinvolgimento nel M5S dallo scorso anno si è pero’ allentato perchè si è concentrato di nuovo sulla sua carriera come comico, e, anche prima della morte di Casaleggio nel mese di aprile, il funzionamento dei M5S era passato ad un solido "direttorio" rappresentato da cinque parlamentari. Due membri dell’ICT hanno già cominciato a stare fuori, e potrebbe non essere molto tempo prima che uno emerga come leader di fatto.

L’altro problema più profondo è l’orientamento politico del movimento. E’ sempre rivendicato che "destra" e "sinistra" sono concetti superati dalla fine della guerra fredda e che può scegliere le politiche da entrambi i lati. Le indagini mostrano che gli elettori sono distribuiti più o meno uniformemente. Aquilini, il macellaio appassionato, ha detto che voterà il M5S, ha ribadito che aveva nelle ultime elezioni votato per l’estrema destra. Grillo è un euroscettico molto vicino a Nigel Farage. Ma, come il politologo Piero Ignazi, il quale dice: "sono decisamente inclini a sinistra, per cui vi è una mancata corrispondenza tra ideologico [TIC] i rappresentanti e [TIC] un elettorato variegato".

Raggi fa il punto. Ha iniziato la sua vita politica a sinistra come attivista di base di lavoro con, tra gli altri, i minorenni delinquenti in libertà vigilata. Eppure la sua campagna ha, fin dall’inizio, creato una sorta di illusione quasi a farla sembrare una vocazione. Con il partito di Forza Italia di Silvio Berlusconi che continua a perdere terreno, ci sono un sacco di possibili elettori pronti a "corteggiarla". Necessiteranno il bisogno che la convincente Raggi, senza alcuna esperienza di correre qualsiasi cosa, potrà guidare la quarta città più grande d’Europa.

"L’esperienza in Italia è rappresentata da parti politiche che hanno rovinato Roma e il paese", ha risposto quando il Guardian ha fatto il punto su di lei. Ha sottolineato che aveva trascorso tre anni in consiglio comunale e si è dotata di un team di consulenti esperti. Alla fine, però, i romani delle elezioni di domenica prossima - come gli elettori britannici a fine mese – si decideranno se sono pronti per un salto nel buio.

(Tradotto dall’articolo Corruption gripes help Five Star Movement top Italy local election polls scritto da John Hooper pubblicato su guardian.com giovedì 2 giugno 2016.)

Domenico Moramarco

Tags: Movimento 5 Stelle Virginia Raggi Elezioni Roma Mafia Capitale

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