Coronavirus: Twitter dichiara guerra alle fake news

Mentre Facebook lancia un portale di news certificate

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Così come Facebook e Whatsapp, anche Twitter mette al bando tutte le fake news che circolano sulla pandemia Coronavirus. In un post, il social elenca una lista di contenuti che saranno eliminati dalla piattaforma, con priorità a quelli più dannosi. Ecco dunque un chiaro divieto di pubblicare informazioni false o fuorvianti sul Covid-19. Inoltre saranno cancellati anche i post che vanno contro le raccomandazioni delle autorità sanitarie per evitare il contagio e, in questo modo, incentivano comportamenti rischiosi, sostenendo ad esempio che la distanza di sicurezza è inutile. Subiranno la stessa sorte anche tutti quei tweet che sostengono teorie complottistiche (“il virus è solo un’invenzione per far vendere più disinfettanti”) o atti a instillare il panico (“i supermercati non saranno riforniti per due mesi”). Questa decisione segue le orme di quella messa in atto da Facebook che a gennaio eliminò i post con fake news o cospirazionistici riguardanti il famigerato virus. Il problema della falsa informazione è un problema che è sempre esistito ma che con il Coronavirus è aumentato a dismisura, nonostante tutti gli sforzi da parte dei big della comunicazione.

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È proprio per questo che Mark Zuckerberg, ha presentato il “centro informazioni” di Facebook, un portale per accedere a tutte le informazioni sul Coronavirus. Questo centro ha come obbiettivo combattere la falsa informazione e fornire soltanto informazioni sicure, accurate e certificate. Su questo portale saranno proposti contenuti di ricercatori e studiosi, ma anche quelli di personaggi famosi per cercare di promuovere ancor di più le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Facebook ha inoltre affermato di aver messo a disposizione un piano di 100 mila dollari per le piccole imprese alle prese con il virus, ed un extra di 1000 dollari a ognuno dei propri lavoratori. Un portavoce ha confermato la notizia alla CNN spiegando che quel bonus servirà per far fronte alle numerose spese extra, come la necessità di una babysitter o la creazione di una postazione lavorativa casalinga. Infine Zuckerberg ha precisato che non ha ricevuto dalle agenzie governative nessuna richiesta di condividere informazioni personali per controllare la diffusione del virus.

Francesco Maria Tiberio

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