Coronavirus, Trump dichiara emergenza nazionale(Altre News)

Coronavirus, Ue: "Pronti a dare a Italia tutto ciò che serve" - Coronavirus, in Cina solo 8 nuovi contagi - Coronavirus,Danimarca,Polonia,Repubblica Ceca e Austria chiudono confini

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Coronavirus, Trump dichiara emergenza nazionale

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Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato un’emergenza nazionale di fronte all’emergenza coronavirus. Un passo, ha detto, che permetterà di mobilitare risorse per 50 miliardi. I 50 stati dovranno aprire centri per affrontare la crisi e approntare piani per l’emergenza.

Trump ha inoltre detto di aspettarsi che "già la settimana prossima saranno disponibili mezzo milione in più di test" per il corononavirus. "Ciò porterà probabilmente a 1,4 milioni di test la settimana prossima e cinque milioni in un mese", ha aggiunto. Il presidente ha spiegato che la proclamazione dell’emergenza nazionale permetterà al segretario alla Salute di sospendere una serie di leggi e regolamenti, in modo da concedere più flessibilità agli operatori sanitari nella lotta contro la diffusione del coronavirus.

Il presidente Usa, che non ha escluso di poter estendere in futuro anche alla Gran Bretagna il bando ai voli deciso verso gli altri paesi europei, ha presentato in conferenza stampa un sito dedicato all’emergenza coronavirus. Il sito, ha spiegato la coordinatrice per l’emergenza coronavirus Deborah Birx, guiderà il pubblico attraverso una serie di domande, indirizzando verso l’assistenza medica di cui ciascuno ha bisogno.

Trump ha poi ordinato al segretario all’Energia di acquistare petrolio per le riserve strategiche, in risposta all’emergenza coronavirus. "Sulla base del prezzo del petrolio, ho dato istruzioni al segretario dell’energia di comprare, ad un vero buon prezzo, grandi quantità di greggio per stoccarli nelle riserve strategiche americane", ha affermato poi.

Coronavirus, Ue: "Pronti a dare a Italia tutto ciò che serve"

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Alla Commissione europea "siamo assolutamente pronti ad aiutare l’Italia con qualsiasi cosa di cui abbia bisogno. Qualsiasi cosa serva, risponderemo". Ad assicurarlo la presidente Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Bruxelles, presentando insieme ai vicepresidenti Valdis Dombrovskis e Margrethe Vestager il pacchetto di misure economiche approvato dall’esecutivo Ue per contrastare gli effetti recessivi che la pandemia di Covid-19 avrà sull’economia europea."Per tutti noi è molto chiaro che il prossimo potrebbe essere un altro Stato membro. Qui stiamo dando l’esempio, aiutando il popolo italiano, il governo italiano e il Paese intero, perché questo significa per noi aiutare anche l’Ue. In questo momento, siamo tutti italiani", ha aggiunto.

Quindi "noi a livello Ue - continua von der Leyen - daremo massima flessibilità sugli aiuti di Stato e massima flessibilità all’interno del patto di stabilità. Le regole sugli aiuti di Stato consentono agli Stati di agire rapidamente per sostenere imprese e cittadini: per esempio ieri abbiamo approvato in poche ore la prima richiesta, arrivata dalla Danimarca, per compensare le società della cancellazione di eventi con un gran numero di partecipanti".

L’Unione europea è in grado di "reggere" allo choc creato dalla Covid-19, ma deve essere "determinata, coordinata e unita", sottolinea .

La pandemia di Covid-19, continua Von der Leyen, "ci mette tutti alla prova: istituzioni, servizi sanitari, economie, ma soprattutto le persone. Non è solo una sfida senza precedenti ai nostri sistemi sanitari, ma anche un grande choc per le nostre economie". "Sono convinta che l’Ue può reggere a questo choc. Ma ogni Stato deve assumersi interamente le proprie responsabilità e l’Ue nel suo insieme deve essere determinata, coordinata ed unita", prosegue von der Leyen.

"Siamo solo all’inizio. Tutti gli Stati membri, anche quelli che hanno numeri molto bassi oggi, tutti noi dobbiamo capire che non è possibile fermare la diffusione del virus, ma è possibile e della massima importanza rallentarla. Questo è fattibile", afferma.

"Misure come quelle che servono a contenere e affrontare la pandemia, assicurare un sostegno di liquidità a imprese e settori e a proteggere posti di lavoro e salari dei lavoratori colpiti, possono essere considerate come spese una tantum" ai fini del computo del deficit per valutare il rispetto del patto di stabilità, chiarisce la comunicazione approvata oggi dalla Commissione Europea, diffusa poco fa.

Coronavirus, in Cina solo 8 nuovi contagi

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Segnali positivi dalla Cina, che ha riportato solo otto nuovi casi di coronavirus in un giorno, il numero più basso dall’inizio dell’emergenza sette settimane fa. Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale, riferendo di sette vittime a causa de Covid-19. Cinque dei nuovi contagi e sei morti sono stati registrati nella provincia di Hubei, epicentro della pandemia.

Coronavirus, Danimarca,Polonia e Repubblica Ceca chiudono confini

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La Danimarca chiuderà le sue frontiere a mezzogiorno di oggi a causa dell’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato la premier Mette Frederiksen. "Tutti i turisti e gli stranieri che non potranno provare un’importante ragione per visitare la Danimarca non potranno entrare nel paese", ha detto la premier danese, spiegando che il provvedimento sarà in vigore fino al 13 aprile. L’esercito sarà mobilitato per aiutare nel controllo dei confini. La frontiera rimarrà aperta per il passaggio di beni alimentari e medicine. La Danimarca ha notificato la decisione ai suoi vicini: Germania, Norvegia e Svezia.

Anche la Polonia vieterà l’ingresso agli stranieri per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il governo di Varsavia, specificando che i collegamenti internazionali via treno e aereo saranno sospesi domenica. I cittadini polacchi potranno rientrare in patria dall’estero ma dovranno mettersi in quarantena per due settimane. I confini rimarranno aperti solo per le merci. All’interno della Polonia saranno chiusi i centri commerciali, salvo la vendita di alimentari e le farmacie. Club, casinò, bar, pub e ristoranti chiuderanno domani. Saranno vietate riunioni di più di 50 persone, anche nelle chiese. "Sono decisioni difficili, ma ci permetteranno di evitare tempi ancora più duri", ha detto il primo ministro Mateusz Morawiecki.

La Repubblica Ceca si blinda contro il coronavirus e vieta l’ingresso a tutti gli stranieri. Il ministro dell’Interno Jam Hamcek ha annunciato dalla mezzanotte di domenica e per 90 giorni il divieto di entrare nel Paese a qualsiasi straniero ed ai propri cittadini di uscire dalla Repubblica Ceca. Sono esclusi dalla misura i transfrontalieri che lavorano in un raggio di 50 chilometri dal confine. Nella Repubblica ceca si contano 117 casi di coronavirus e 1.200 persone in quarantena.

L’Austria chiude 47 valichi di frontiera minori con l’Italia, la maggior parte dei quali si trova in alta montagna, nel quadro delle misure prese per far fronte al dilagare del coronavirus. A stabilirlo è un regolamento del ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer. Il regolamento prevede inoltre che il traffico frontaliero lungo la strada federale vicino Thoerl-Maglern sarà possibile solo tra le 6 e le 21.

Chiusi, tra gli altri, il Passo Nassfeld e il Passo Ploecken in Carinzia, lo Staller Sattel nel Tirolo orientale e il Timmelsjoch in Tirolo. Gran Parte dei valichi di frontiera ora chiusi sono raggiungibili solo tramite sentieri escursionisti, sottolinea la stampa austriaca. I valichi di frontiera su strade principali come Passo Resia, Brennero, Sillian e Thoerl-Maglern sono quindi ancora aperti.

Redazione

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