Coronavirus, "un milione di nuovi poveri"(Altre News)

Banca d’Italia: "Crisi senza precedenti" - Istat: "Calo Pil eccezionale, mai così dal 1995" - Gualtieri: "Prematuro parlare di scostamenti di bilancio aggiuntivi"

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Coronavirus, "un milione di nuovi poveri"

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Il crollo del Pil ha provocato la perdita di posti di lavoro con un milione di nuovi poveri che hanno bisogna di aiuto addirittura per mangiare. E’ quanto stima la Coldiretti sugli effetti del calo del Pil del 5,4% in termini tendenziali nel primo trimestre del 2020 rilevato dall’Istat. Fra i nuovi poveri – sottolinea la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che si sono fermate.

"Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti - avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche con richieste di aiuto anche da padri e madri che non sanno piu’ come sfamare i figli con la chiusura delle mense scolastiche che per molti rappresentavano una occasione per un pasto caldo garantito".

Banca d’Italia: "Crisi senza precedenti"

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"Dall’inizio dell’anno la rapida diffusione in tutto il mondo del nuovo coronavirus ha causato una gravissima emergenza sanitaria, milioni di persone sono state colpite, centinaia di migliaia hanno perso la vita. Il contenimento della pandemia ha reso necessarie l’introduzione di misure drastiche di limitazione delle libertà personali di movimento e di interazione sociale, la sospensione della didattica in presenza nelle scuole e nelle università, la chiusura temporanea di molte attività produttive. È una crisi senza precedenti nella storia recente, che mette a dura prova l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società". E’ questo lo scenario tratteggiato dal Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, all’inizio delle sue Considerazioni finali.

GOVERNO - "Il Governo italiano si è mosso secondo le medesime priorità che hanno guidato gli interventi a livello internazionale, concentrandosi sulla capacità di risposta del settore sanitario e sugli aiuti ai lavoratori, alle famiglie, alle imprese", sottolineai. "Tra marzo e maggio, sono state varate misure che accrescono il disavanzo pubblico di quest’anno di circa 75 miliardi, il 4,5 per cento del prodotto", dice.

"Il sistema di protezione sociale, già razionalizzato e rafforzato dopo la crisi dei debiti sovrani, è stato temporaneamente potenziato, con l’estensione della possibilità di ricorrere ai trattamenti di integrazione salariale e l’ampliamento della durata dei sussidi di disoccupazione; sono stati introdotti un sostegno per i lavoratori autonomi, specifici trasferimenti per categorie di lavoratori solo parzialmente coperti dagli ammortizzatori sociali e per famiglie in difficoltà", prosegue Visco.

"A questi interventi - aggiunge ancora - se ne aggiungono altri a favore delle imprese; sono in particolare previsti trasferimenti a fondo perduto per quelle di minori dimensioni che hanno subito una forte riduzione del fatturato. Per sostenere la liquidità delle piccole e medie imprese e delle famiglie è stata data la possibilità di usufruire di moratorie ex lege sui finanziamenti in essere, alle quali si aggiungono quelle attuate mediante accordi volontari".

RIPRESA - Visco sottolinea come ora sia difficile "prevedere tempi e intensità della ripresa". "L’incertezza oggi è forte; riguarda non solo l’evoluzione della pandemia ma anche gli effetti sui nostri comportamenti, sulle abitudini di consumo, sulle decisioni di risparmio. Ci si chiede quali nuovi bisogni si affermeranno e quali consuetudini saranno definitivamente superate. E ci si interroga sulle possibili conseguenze, oltre il breve periodo, per l’organizzazione della società e dell’attività produttiva".

"Gli effetti immediati sull’attività produttiva mondiale sono stati marcati. Quelli che ancora si registreranno sono difficili da valutare, rifletteranno in primo luogo fattori di natura non economica quali l’evoluzione dei contagi, con il possibile riemergere di nuovi focolai, e la durata delle misure di contenimento. Molto dipenderà - spiega Visco - dalla dimensione e dall’efficacia delle politiche di sostegno messe in campo nei diversi paesi, dall’andamento della fiducia delle famiglie e delle imprese e da quanto questa esperienza modificherà i nostri comportamenti. Le pressioni disinflazionistiche potrebbero essere forti e persistenti; ne è un segnale la caduta, nei principali paesi, delle attese di inflazione a breve e a lungo termine".

"La profondità della recessione - avverte Visco- potrebbe essere amplificata da nuove turbolenze sui mercati, dall’accentuarsi delle tendenze protezionistiche emerse nello scorso biennio, dal diffondersi di casi di insolvenza nelle economie in misura tale da innescare crisi sistemiche nel settore finanziario".

LAVORO - Secondo Visco, inoltre, "la recessione avrà significative ripercussioni sul mercato del lavoro. Rispetto ad altri paesi gli effetti sull’occupazione sono contenuti in Italia dalla sospensione dei licenziamenti e dall’ampio ricorso alla Cassa integrazione guadagni, che ha finora coinvolto circa sette milioni di lavoratori, quasi la metà dell’occupazione privata alle dipendenze". "La partecipazione al mercato del lavoro è caduta di quasi 300.000 unità, scoraggiata dal peggioramento delle prospettive economiche e dalle limitazioni alla mobilità e alle attività produttive che persistono in alcuni settori", dice.

"In queste condizioni - prosegue Visco - il tasso di disoccupazione (sceso in marzo all’8,4 per cento, quasi un punto in meno rispetto a febbraio) restituisce un’immagine molto attenuata del reale impatto dell’epidemia. La caduta dell’attività economica ha ridotto le nuove opportunità di impiego, ripercuotendosi in particolare sui giovani che per la prima volta si affacciano sul mercato del lavoro, su chi è abitualmente impegnato in attività stagionali, con contratti a tempo determinato o di apprendistato. Colpisce con maggiore intensità le attività tradizionalmente svolte dai lavoratori autonomi e il lavoro irregolare, ancora troppo diffuso nel nostro paese". "Nel breve periodo - sottolinea ancora Visco - gli ammortizzatori sociali contrastano l’impoverimento di ampi strati della popolazione e l’allargamento delle differenze economiche, accresciuti dalla maggiore presenza di lavoratori a basso reddito nei settori più colpiti. Limiti nella disponibilità di attività finanziarie liquide tra i nuclei familiari con i redditi più bassi possono amplificare le conseguenze dello shock, determinando un aumento significativo del numero di famiglie che non riescono a mantenere standard di vita accettabili".

PIL - Davanti a una crisi ampia e in rapida evoluzione come quella aperta dal coronavirus è difficile fare stime sulle ricadute economiche, a ogni livello: ad esempio "nello scenario ipotizzato dal Fondo monetario internazionale nei primi giorni di aprile il commercio mondiale diminuirebbe dell’11 per cento nel 2020" con un Pil globale che "calerebbe del 3 per cento, con una caduta concentrata nel primo semestre"., sottolinea Visco riconoscendo tuttavia come "l’intensità della successiva ripresa resta molto incerta". Pertanto "i rischi su questo scenario, che già prefigura andamenti peggiori di quelli registrati nel corso della crisi finanziaria globale, sono orientati al ribasso". L’incertezza riguarda anche le previsioni sulla recessione che colpirà l’Eurozona: le proiezioni della Bce "saranno pubblicate tra pochi giorni" mentre "secondo le valutazioni della Commissione europea il calo dell’attività produttiva sarebbe prossimo all’8%", in linea con la media delle stime comprese in un intervallo tra il 5 e il 13 per cento.

BCE - "E’ senza precedenti la portata degli interventi finora stabiliti" dalla Bce per contrastare gli effetti negativi della pandemia. L’Eurotower "dapprima ha rafforzato i programmi esistenti di acquisto di attività, innalzandone il volume a 360 miliardi fino alla fine del 2020 (APP), e ne ha poi introdotto uno nuovo, straordinario, specificamente destinato a fronteggiare le conseguenze dell’emergenza pandemica", dice Visco evidenziando la portata degli interventi dell’Eurotower, che hanno di conseguenza potenziato gli acquisti per la quota che compete a Via Nazionale.

Infatti, nel solo quadro dell’App "a marzo e aprile la Banca d’Italia ha portato il ritmo di investimento in titoli di Stato italiani a oltre 10 miliardi al mese. A essi si sono aggiunti ulteriori interventi, di ammontare anche più alto, nel contesto" del Pepp. Ma davanti a questa crisi il Consiglio direttivo della Bce – ricorda Visco – "ha annunciato che, se necessario, l’ammontare del programma straordinario di acquisto sarà aumentato e la sua composizione rivista. Siamo pronti a fare ricorso anche agli altri strumenti a nostra disposizione per garantire che tutti i settori dell’economia possano beneficiare di condizioni di finanziamento accomodanti e di un’ampia disponibilità di fondi e per assicurare che l’inflazione si riporti stabilmente verso l’obiettivo di una crescita dei prezzi al consumo prossima al 2 per cento".

Istat: "Calo Pil eccezionale, mai così dal 1995"

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"La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali mai registrate dal primo trimestre del 1995. Nella stima preliminare il calo era risultato del 4,7%". E’ il commento dell’Istat ai dati, che correggono al ribasso le stime preliminari diffuse il 30 aprile.

Nel primo trimestre del 2020 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del primo trimestre del 2019, rileva l’Istat. La flessione congiunturale del Pil diffusa il 30 aprile 2020 era stata del 4,7% mentre quella tendenziale era stata del 4,8%. Il primo trimestre del 2020 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al primo trimestre del 2019. La variazione acquisita per il 2020 è pari a -5,5%.

La domanda nazionale al netto delle scorte - rileva ancora l’Istat - ha contribuito per -5,5 punti percentuali alla contrazione del Pil: -4 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private Isp, -1,5 gli investimenti fissi lordi e -0,1 la spesa delle Amministrazioni Pubbliche. Per contro, la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per 1 punto percentuale, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato pari a -0,8 punti percentuali.

A trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna (incluse le scorte), mentre quella estera, anch’essa in calo, ha fornito un contributo negativo meno marcato (-0,8 punti percentuali). Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è stato fortemente negativo per 4 punti e quello degli investimenti per 1,5, mentre un ampio contributo positivo (+1 punto percentuale) è venuto dalla variazione delle scorte. Alla contrazione dell’attività produttiva ha corrisposto una decisa riduzione dell’input di lavoro in termini sia di ore lavorate sia di Ula, mentre le posizioni lavorative hanno registrato una sostanziale stabilità.

Gualtieri: "Prematuro parlare di scostamenti di bilancio aggiuntivi"

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"E’ prematuro parlare di scostamenti aggiuntivi, a parte che ci sono anche le risorse Ue", ma "se serve lo faremo". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a Sky Tg24 sull’ipotesi di nuove manovre. Parlando di riforma fiscale poi il ministro ha escluso che possa essere finanziata con le risorse Ue. "La riforma fiscale è un altro tavolo che intendiamo finanziare" puntando sulla "digitalizzazione dei pagamenti" e sul "contrasto all’evasione".

Rispetto all’eventualità che l’Italia faccia richiesta di attivazione del Mes alla Ue: "Vedremo, abbiamo già fatto tre decreto corposi". Valuteremo - ha insistito - rispetto alla situazione dei prossimi mesi".

Useremo "la massima prudenza" ma sui casi di Covid-19 i numeri sono "in netto miglioramento" e consentono di essere "cautamente ottimisti sul futuro", ha detto ancora il ministro aggiungendo: "Le previsioni Istat sono leggermente migliori di quanto previsto" nel Def. "Il nostro governo ha sempre fatto previsioni prudenti e proprio per questo le nostre previsioni sono credibili e noi crediamo molto a quelli che vedono una prospettiva di ripresa per la nostra economia", ha aggiunto Gualtieri.Le risorse Ue "arriveranno all’inizio del 2021", ha pois sottolineato.

Redazione

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