Conti pubblici, Tria: "Non è stata manovra correttiva"

"Oltre 5mila assunzioni all’Inps" - Bonus bollette, ne beneficia solo una famiglia su tre - "Sono vivo e lotto, lo dico anche a Fratoianni" - Roma brucia sul blog di Grillo

5_7_2019_Notizie_daLL_Italia.jpg

Conti pubblici, Tria: "Non è stata manovra correttiva"

cms_13373/tria_FTG.jpg

L’Italia ha realizzato un "forte" intervento sui conti 2019 che mette in sicurezza il paese permettendo che eventuali riduzioni fiscali abbiano "effetto". Il consolidamento dovrà proseguire anche nel prossimo anno ma non ci saranno manovre "lacrime e sangue". Il ministro dell’Economia Giovanni Tria parla davanti alle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato, il giorno dopo lo stop alla procedura sul Bilancio da parte della Commissione europea.

Si tratta di "una correzione molto forte che ha portato ad un aggiustamento strutturale dello 0,3-0,4%, il più forte fatto negli ultimi anni", sottolinea il ministro sulle misure taglia-deficit per 7,6 mld varate dal governo in extremis lunedì sera. "Un’operazione importante - insiste Tria - perché credo che ci abbia messo in sicurezza sui mercati finanziari e lo vediamo nella riduzione dello spread e dei rendimenti dei titoli e di questo si avvantaggeranno le imprese" in termini di "clima disteso sui mercati". E del calo delle tensioni potrebbe beneficiarne anche la politica fiscale del Belpaese. "Dare sicurezza e prospettiva alla finanza pubblica significa far sì che anche interventi di riduzione fiscale che abbiano effetto perché non basta ridurre le tasse perché se c’è incertezza nessuno investe", scandisce Tria.

Ma non chiamiamola "manovra correttiva per lo meno nel senso tradizionale del termine", dice Tria rivolto ai senatori. Si tratta bensì "di una correzione di bilancio", precisa, rivendicando che "l’aggiustamento è stato fatto senza nessun taglio di spesa", ma attraverso "una conduzione attenta e prudente della finanza pubblica".

Il ministro smentisce i rumors dei giorni scorsi su un veto del governo nei negoziati sulle nomine alle istituzioni europee per trovare un accordo con Bruxelles evitando l’azione disciplinare sui conti. "Non c’è stato mai nessun collegamento" tra le due trattative, "si è svolto tutto su piani completamente diversi, nessun collegamento e nessuna commistione", chiarisce.

Nessuna indicazione al momento sulla flat tax, sulla quale pesa il nodo risorse nel 2020, con 23 mld di clausole Iva da sterilizzare "Sulla flat tax c’è un tavolo al Mef, la stiamo studiando", spiega Tria.

Quanto al 2020 "un minimo aggiustamento strutturale per il prossimo anno per il prossimo anno andrà fatto, lo vedremo", dice escludendo però interventi "lacrime e sangue". "Si sta lavorando - aggiunge - per soddisfare le indicazioni date dal Parlamento all’approvazione del Def", in primis evitare l’aumento dell’Iva con misure alternative. In sintesi, conclude Tria ripetendo quello che ormai è diventato un ’mantra’, si tratterà di attuare il consolidamento fiscale "non attraverso aumenti delle tasse, ma con il contenimento della spesa" senza tagliare "la spesa sugli investimenti".

"Oltre 5mila assunzioni all’Inps"

cms_13373/dipendenti_ufficio_ftg.jpg

Assunzioni in arrivo all’Inps. Ad annunciarlo, in un post su Facebook, è il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. "Oltre 5.000 assunzioni all’Inps - si legge nel post -. Le annuncerò insieme al presidente Pasquale Tridico questo pomeriggio a Roma e in diretta Facebook. Vi aspetto".

Gli fa eco il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: "Tra il 2019 e il 2020 entreranno nell’Istituto 5.400 nuovi dipendenti - annuncia a margine della presentazione della Relazione programmatica 2020-2022 del Civ dell’Inps - 3.507 di questi sono già entrati dal 1° luglio e oggi concludono le giornate formative; 1.869 sono quelli che verranno assunti nel 2020 in sostituzione dei dipendenti che andranno in pensione con quota 100. Avremmo un tasso di sostituzione, quindi, del 100%. Credo che sia l’evento più grosso di assunzioni mai avvenuto nella Pa".

Quanto a reddito di cittadinanza e quota 100, il presidente dell’Inps fa sapere che "a fine anno arriveremo a 1,4 milioni di domande per reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza pervenute, con un 1 milione di queste pagate". Mentre per quota 100 "credo che arriveremo intorno alle 200mila domande, circa 100mila sotto quelle che erano le previsioni". " Concordo - aggiunge Tridico - sulla previsione della Ragioneria sui risparmi dalle due misure, quota 100 e reddito di cittadinanza, di 1,5 miliardi di euro. Finora il 75% delle domande per quota 100 pervenute è composta da lavoratori, il restante 25% da disoccupati e percettori di sostegno al reddito. Della parte riguardante i lavoratori gran parte provengono dalla Pa".

Intanto, l’Istituto di previdenza ha diffuso nuovi dati. Al 31 dicembre 2018, l’evasione contributiva accertata a seguito della vigilanza ispettiva Inps ammonta a 1 miliardo e 117 milioni di euro.

"Prende corpo un importante programma di consolidamento dell’Inps, chiamato a svolgere nei prossimi mesi compiti delicati e cruciali legati alle nuove misure fiscali predisposte dal governo". Così il premier Giuseppe Conteesprime il proprio apprezzamento verso le oltre 3.500 nuove assunzioni all’Inps, in un messaggio indirizzato al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che è stato letto dallo stesso Tridico alla giornata di formazione conclusiva dei neo assunti, alla presenza del vicepremier Luigi Di Maio, nella sede della direzione generale dell’istituto, affollata da molti di loro, e in collegamento con le varie direzioni regionali, da dove i giovani nuovi consulenti della protezione sociale hanno seguito l’evento.

Conte nell’esprimere "sincero compiacimento e i miei più lieti rallegramenti" inoltre ha sottolineato come "l’occasione è gradita per ricordare quanto i temi del lavoro e nella fattispecie dell’occupazione giovanile stiano a cuore al governo che guido. In particolare, guardiamo con favore al necessario ricambio generaziona le nella Pubblica Amministrazione che - scrive Conte - consente l’inserimento di molti giovani nel mondo del lavoro, attraverso la nuova linea dei prossimi neo assunti".

"Nell’augurare ai giovani che prenderanno servizio a breve presso l’Istituto un futuro lavorativo denso di impegni, dedizione e soddisfazione, invio a lei e a tutti l’espressione della mia cordiale amicizia", conclude Conte.

Bonus bollette, ne beneficia solo una famiglia su tre

cms_13373/bollette_ftg.jpg

Ci sono 2,2 milioni famiglie con una certificazione Isee utile per l’accesso ai bonus, ma ad oggi meno di un terzo degli aventi diritto ne usufruisce. E’ quanto denuncia il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini nel corso della sua relazione Annuale 2019 sullo Stato dei servizi e sull’Attività svolta. "Gli ultimi dati disponibili - sottolinea - solo 800 mila nuclei familiari hanno effettivamente usufruito del bonus elettrico. Rispetto alla platea dei potenziali aventi diritto si è raggiunto il 36%, peraltro con una significativa variabilità territoriale e per di più con un rapporto inversamente proporzionale alla concentrazione di potenziali destinatari".

Per Arera questo sconto dovrebbe essere applicato in maniera automatica agli aventi diritto e a tal dine, con "una recente segnalazione a Parlamento e Governo", ha chiesto che "sia approvata al più presto una norma, aperta anche al fattivo contributo degli enti locali, che consenta l’efficiente scambio telematico tra la banca dati Inps e quella del Sistema Informativo Integrato. Procedura che, introducendo elementi di automatismo nell’assegnazione del bonus, aumenterebbe la platea dei beneficiari e determinerebbe una significativa riduzione dei costi di gestione del sistema".

GAS - I prezzi del gas naturale per i consumatori domestici italiani al lordo di oneri e imposte si confermano anche per il 2018 sensibilmente più alti della media dei prezzi dell’area euro, con differenziali in crescita. Fa sempre eccezione la prima classe di consumo (< 525 m3, per lo più usi cottura e acqua calda) per la quale però per la prima volta si registra un differenziale nullo nel confronto tra i prezzi netti. Per la classe di consumo 525-5.254 m3 (che presenta la quota maggiore sul totale dei consumi domestici, 74% circa) il differenziale con la media dei prezzi lordi dell’area euro, rileva l’Arera, è stato del +17% (era +15% nel 2017); per la classe di consumo oltre 5.254 m3 (per lo più riscaldamento centralizzato) è stato del + 22%, contro il + 18% dell’anno precedente. In termini netti spicca per entrambe le classi un differenziale con l’Area euro del +10% nel 2018 (era del +6% e del +3% nel 2017). Sono gli aumenti dei prezzi netti più sensibili di quelli della media dell’Area euro a spingere i valori finali dei prezzi: l’incremento è stato infatti intorno al 7% per le prime due classi e oltre l’11% per la terza classe, a fronte di percentuali che nell’area euro non hanno superato il 4% circa. Per quanto riguarda la componente oneri e imposte, anch’essa ha conosciuto aumenti di qualche punto percentuale, sempre però inferiori a quelli medi dell’area euro.

ELETTRICITÀ - In merito alla qualità della fornitura del sistema elettrico, sia in termini di durata che di numerosità delle interruzioni tra il 2017 ed il 2018 si è registrato un peggioramento e una mancata riduzione delle differenze territoriali, con il mantenimento di peggiori performance nelle regioni del sud e nelle isole". Nel 2018, si evidenzia nella relazione annuale, si interrompe il trend di miglioramento iniziato due anni prima per il servizio di trasmissione. Il numero medio delle interruzioni lunghe (di durata superiore a 3 minuti) e brevi (di durata compresa tra un secondo e tre minuti) per utente dovute a tutte le cause anche estranee alla responsabilità di Terna, inclusi gli incidenti rilevanti, è leggermente peggiorato su base nazionale rispetto ai valori registrati nel 2017 anche se in alcune aree territoriali vi sono miglioramenti (Torino, Firenze, Roma e Cagliari). In peggioramento anche il servizio di distribuzione sia per durata sia per numero di interruzioni, un trend che conferma l’andamento del 2017 e dovuto principalmente alle condizioni meteorologiche eccezionali. Rispetto al 2000, anno di prima introduzione della regolazione, il miglioramento è pari al 49% per la durata delle interruzioni e pari al 40% per il numero di interruzioni lunghe (>3 minuti). Anche nel 2018 si conferma per i vari indicatori il divario tra Centro-Nord e Sud del Paese.
Nel complesso con 284.507 reclami scritti nel 2018 si è assistito a un calo del 12% rispetto all’anno precedente, in gran parte dovuto ai clienti domestici, sia del mercato libero, sia di quello tutelato. Il 53% dei reclami scritti proviene dai clienti del mercato domestico, sia libero sia tutelato". E’ quanto emerge dalla relazione annuale 2019 dell’Arera. I casi di mancato rispetto degli standard che hanno determinato il diritto a ottenere un indennizzo, si rileva, "sono stati 31.276, per un ammontare totale di circa 1,5 milioni di euro, il maggior numero dei quali per casi di mancato rispetto dello standard di risposta ai reclami scritti ai clienti del mercato libero domestico, nel 94,4% dei casi per cause riconducibili alle imprese".

ACQUA - In merito al settore idrico, "emerge con sempre maggiore evidenza il fenomeno del Water Service Divide. A fronte di una ampia area del Paese, collocata in prevalenza al Nord e al Centro, in cui la fruizione dei servizi, la realizzazione degli investimenti, l’attività legislativa regionale, i meccanismi decisori degli Enti di governo dell’ambito e le capacità gestionali e industriali degli operatori appaiono in linea con il raggiungimento dei più elevati obiettivi del settore, persistono situazioni, principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui si perpetuano inefficienze, abusivismo e tassi di morosità che raggiungono il 50%". E’ quindi necessario che, per quanto riguarda, "i mancati pagamenti" si arrivi ad "una regolazione che consenta di non far ricadere sulla generalità degli utenti l’onere complessivo". Al contempo, aggiunge Besseghini, "si ritiene che un’operazione di aggregazione gestionale, in grado di coinvolgere anche rilevanti risorse pubbliche, possa garantire un servizio idrico in linea con gli standard nazionali ed europei, anche nelle aree del Paese attualmente penalizzate".
Permane, inoltre, rileva il presidente dell’Arera, "la forte necessità di una governance stabile e indipendente, che eviti gli elementi di sovrapposizione tra i diversi livelli istituzionali, e di un sistema di regole certe, affinché tutti gli attori del settore possano compiere le proprie scelte perseguendo l’obiettivo dell’efficienza a beneficio del consumatore. Anche in questo ambito l’obiettivo è portare gradualmente a denominatore comune realtà geografiche estremamente difformi". Dunque, spiega Besseghini, "il costante monitoraggio sull’effettiva realizzazione degli investimenti previsti, la riduzione del Water Service Divide, la promozione di gestioni industriali in grado di fornire il servizio a costi efficienti, nonché l’utilizzo efficace delle risorse pubbliche eventualmente disponibili rappresentano le priorità su cui concentrarsi".

"Sono vivo e lotto, lo dico anche a Fratoianni"

cms_13373/minniti_fg_1203.jpg

"Il compagno Minniti è vivo e lotta insieme a noi. Lo dico anche a Fratoianni". Ha commentato così Marco Minniti, intervistato a Omnibus su La7, le dichiarazioni del deputato di Leu che ieri, nel corso di un dibattito parlamentare sulle missioni militari italiane all’estero, aveva sentenziato che nel Pd la ’linea-Minniti’ sulla gestione dei flussi migratori e dei profughi era morta e sepolta.

L’ex ministro dell’Interno ha ricordato che "i trattati politici tra Italia e Libia sono ancora in vigore, nessuno li ha cancellati. In Libia è in corso una drammatica guerra civile e si vuole affrontare il tema dei corridoi umanitari e dei rimpatri, se si vogliono svuotare i centri di permanenza in Libia, quella cornice normativa è utilissima".

Minniti ha poi commentato caso Sea Watch, sostenendo che c’è stata una "colossale responsabilità del governo. Non c’era nessun motivo per cui una nave che trasportava 42 naufraghi fosse tenuta fuori per 16 giorni da tutti i porti italiani. La cosa curiosa è che mentre a quei migranti veniva impedito lo sbarco, altri 100 sbarcavano a Lampedusa trasportati illegalmente dai trafficanti di esseri umani. Carola Rachete, da comandante di una nave che svolge una funzione umanitaria, ha fatto quel che voleva e che doveva fare", ha continuato. "Io credo che chi non abbia fatto il proprio dovere siano stati il governo italiano e l’Europa. Perché una questione che riguarda 42 migranti la si risolve in 5 minuti".

"Tra un nazional-populismo che cavalca l’emergenza immigrazione, anche quando non c’è e l’accoglienza indiscriminata e assoluta, c’è una via di mezzo: il governo dei grandi flussi migratori, tenendo insieme sicurezza, umanità e libertà. Questa è la sfida storica per la sinistra. Se la sinistra non fa questo temo che non ce la farà a sconfiggere i nazional-populisti".

L’ex ministro ha poi definito inaccettabile l’attacco di Matteo Salvini nei confronti dei magistrati politicizzati, "soprattutto perché è il ministro dell’Interno. Sono preoccupato." Poche ore prima che il gip di Agrigento revocasse gli arresti domiciliari al capitano Rackete, Salvini, riferendosi al pm che aveva emesso il provvedimento "aveva detto finalmente c’è un giudice. Dopo pochissime ore quel giudice non c’è più. Non si può fare che la giustizia funziona solo fa comodo. Ci vuole rispetto per l’autonomia dei magistrati".

"A me la retorica dei capitani non piace", ha infine affermato riferendosi al soprannome con cui è stato politicamente ribattezzato da Salvini. "Ogni volta che i capitani hanno guidato la storia non è finita molto bene".

Roma brucia sul blog di Grillo

cms_13373/grillo_blog_colosseo_brucia_rit2.jpg

Tre lunghe citazioni del libro edito da Einaudi e scritto da Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, ’La notte di Roma!’. Sul blog di Beppe Grillo Roma brucia, c’è un’immagine che raffigura il Colosseo circondato dalle fiamme e degli stralci del libro che sembrano diretti ad attaccare il sistema, ma che non risparmiano nemmeno i romani. Il post, criptico, arriva proprio nei giorni in cui il garante del M5S è tornato nella città amministrata da Virginia Raggi.

“Tu credi di poter governare Roma senza di me? - si legge nel primo dei tre stralci - Senza di noi? Ti fai delle illusioni, tesoro. È finito il tempo in cui la politica poteva permettersi di dettare legge. Vuoi escludermi? Ti dico che cosa accadrà, mia povera ’decido tutto io’. Tu fammi fuori e Roma si paralizzerà. Non si muoverà più una pietra, in questa benedetta città. I cantieri si bloccheranno, e dovrete vigilarli con l’esercito. Ma per quanti uomini metterete in campo, noi ne avremo sempre uno più di voi. E vuoi sapere perché? Perché questo mondo, e questa città, sono pieni di disperati. Gente che è pronta a vendersi la madre per dieci euro. E noi di soldi ne abbiamo tanti, ma tanti".

"A differenza di voi, che dovete fare i conti con il bilancio, le regole, le restrizioni, la legalità. Vuoi escludermi? I campi rom si incendieranno. Le periferie esploderanno. Gli autobus si fermeranno. La metropolitana si bloccherà. I tassisti occuperanno le strade. I vigili urbani volteranno la testa dall’altra parte. Gli appartamenti saranno saccheggiati. Le curve dello stadio si scateneranno", prosegue il testo citato da Grillo.

Seguono altre due citazioni dell’opera Bonini-De Cataldo. “Il tipo sorrise scoprendo la sua corona di denti marci. – So’ ‘na bella sommetta. Che te serve? – Devi seppellire Roma nella sua merda. – Se po’ fa’. Me devi solo di’ quanta merda te serve. – Tutta. Per una settimana non voglio vedere un solo camion della raccolta dentro il Raccordo. La gente deve uscire di casa con le maschere e fare lo slalom tra i ratti. E il giorno di Pasqua i pellegrini a San Pietro devono girare con le galosce.”

E ancora: “Stecca stava all’Atac, la municipalizzata dei trasporti, come Scopino all’Ama. Una settimana di sciopero selvaggio, giusto? – Sí. Da domani fino al 9 aprile. Pasqua e pasquetta comprese. – Sai che casino. – Altrimenti non sarei qui. – Come me devo regola’? – Come credi. Picchetti davanti ai depositi. Sabotaggio dei mezzi. Magari pure qualche bel presidio in Campidoglio. Voglio vedere Roma collassare”.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su