Conte: "Procedura va evitata, senza indugio"

Stangata Tari, in un anno più alta in 4 città su 10 - Scintille Carfagna-Calenda - Abbattuto Ponte Morandi - Pedaggi bloccati fino a metà settembre

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Conte: "Procedura va evitata, senza indugio"

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"Nella valutazione del governo la procedura di infrazione dovremmo evitarla non per magia o espedienti ma perché i nostri conti sono in ordine e lo stiamo dimostrando: il flusso di cassa è superiore alle attese e riusciamo a contenere" il deficit 2019 al 2,1%. Insomma, alla Commissione Europea "non chiediamo sconti o favori, solo l’applicazione delle regole". Lo ribadisce in conferenza stampa - al termine del G20 di Osaka - il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ribadendo che di aver avuto "vari incontri con partner europei, ma non erano questi la sede e il momento per condurre la trattativa" . "L’Italia - ha sottolineato - ha un percorso ben chiaro. Lunedì nel consiglio porteremo il nostro provvedimento per l’aggiustamento di bilancio". "Abbiamo fatto il nostro, siamo sereni", afferma.

Sulla stessa il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale ha assicurato che sull’assestamento di bilancio che sarà approvato lunedì "c’è concordia". "Queste cose sono state già discusse e i provvedimenti che prenderemo sono stati evidentemente concordati" . E, ha sottolineato il ministro, "mi aspetto un giudizio positivo perché è nelle cifre". "Sulla manovra stiamo lavorando, non c’è ancora, ci sono solo gli obiettivi". Quanto alle critiche all’Italia formulate ieri dal primo ministro olandese Mark Rutte, Tria osserva: "Non voglio commentare dichiarazioni di altri governi. Quello che fa la Commissione lo decide la Commissione, che aspetta le decisioni italiane".

"Il rinvio della procedura di infrazione è come quando a scuola si viene rimandati a settembre, non ti boccio adesso ma ti posso bocciare a settembre. Non è questo il concetto, noi vogliamo semplicemente capire se le cose che questo governo vuole fare, in particolare la flat tax, la riforma fiscale, si possono fare o no. Se rimandare a settembre è un escamotage per in qualche modo portarci in un terreno dove poi queste riforme non si possono più fare perché siamo soggetti ad un altro sindacato, ad un’altra valutazione, ad un altro giudizio, evidentemente non ci sta bene", ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ospite de ’L’Intervista’ di Maria Latella su SkyTg24. "L’importante -ha aggiunto- è evitare la procedura di infrazione chiarendo esattamente qual era il programma di governo senza infingimenti".

Conte ha poi parlato della Flat tax. "Siamo molto ambiziosi, anzi io sono ambiziosissimo", ha detto, ma "a fine giugno non si fa la manovra" e "io intendo la flat tax non solo come rimodulazione delle aliquote ma come riforma fiscale". Al momento opportuno, ha spiegato ancora Conte, "faremo una manovra complessiva con le risorse per valorizzare al massimo il nostro obiettivo: vogliamo alleviare la pressione fiscale, oltre a riformare l’intero quadro fiscale".

Quanto alla nomina del presidente della Commissione Europea "la mia richiesta è per una personalità di grande spessore" in grado non solo di sostenere "la crescita economica ma anche disponibile a sedersi al tavolo per rivedere per quanto opportuno le regole". Domani, ha ricordato Conte, i leader europei si incontreranno alle 18 a Bruxelles. Tuttavia, precisa, a Osaka "non abbiamo ancora chiuso nessun accordo, anche per rispetto verso chi non c’è". "Circolano alcune ipotesi" ammette il premier ribadendo comunque di avere "come rappresentante dell’Italia fatto la richiesta di una logica di ’pacchetto’. Non credo si possa definire posizione preminente senza definire le altre posizioni". Conte ha definito un "errore" l’idea di ’spitzenkandidat’ visto che "vorrebbe dire prediligere solo la logica dell’affiliazione politica". Un appello poi per dare più spazio a candidate donne: "Parliamo tanto di empowerment e quindi vorrei richiamare a un equilibrio di genere. Comunque - conclude - sino a quando non avremo definito tutte le posizioni manterrò una riserva".

Altro tema affrontato al G20, quello dei cambiamenti climatici sul quale sono stati raggiunti "nel complesso risultati positivi, con un testo sottoscritto a 19+1, con una caratterizzazione su un passaggio da parte degli Usa". Al summit, sottolinea Conte, "in un giorno e mezzo di dialogo sui temi della governance mondiale sono state passate in rassegna le principali sfide in un dialogo aperto, franco, nel complesso costruttivo". Al termine del quale - conclude - sono state "raggiunte posizioni comuni, anche se sono emerse diverse sensibilità, come è normale".

Stangata Tari, in un anno più alta in 4 città su 10

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Dal 2018 al 2019 la Tari aumenta in 4 città su 10, tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli; rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna; diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze e Venezia. E’ quanto emerge da uno studio effettuato dal Servizio Politiche Territoriali della Ui. Tra il 2015 e il 2019, ovvero in 5 anni, la Tassa sui Rifiuti, aumenta mediamente dell’1,6%, mentre nell’’ultimo anno si assiste a un aumento pari allo 0,9% sul 2018. In valori assoluti, le famiglie italiane verseranno nel 2019 nelle casse comunali 302 euro medi, a fronte dei 299 euro dello scorso anno e dei 296 euro versati nel 2015.

Lo studio ha elaborato i costi in 105 città capoluogo di provincia, per una famiglia con una casa di 80 mq e 4 componenti. In valori assoluti, nel 2019, spiega la segretaria confederale Uil Ivana Veronese, il costo maggiore si registra a Trapani con 550 euro medi l’anno a famiglia; a Benevento se ne pagano 492 euro; ad Agrigento 470 euro; a Reggio Calabria e Salerno 461 euro; a Cagliari 447 euro; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; ad Asti 434 euro; a Ragusa 431 euro.

Per quanto riguarda le città metropolitane a Reggio Calabria la tassa sui rifiuti pesa per 461 euro medi a famiglia; a Cagliari 447 euro; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; a Catania 403 euro; a Bari 380 euro; a Genova 358 euro. Si paga un po’ meno a Bologna (229 euro medi); a Firenze (235 euro); a Palermo (281 euro); a Roma (308 euro); a Torino (326 euro); a Milano (338 euro); a Venezia (342 euro).

Sul fronte degli aumenti tra il 2018 e il 2019, a Matera si registra un aumento del 19,9%; a Catania del 17,9%; a Pistoia del 16,2%; a Imperia del 15,7%; a Chieti del 14,6%; a Viterbo del 10,5%; a Brindisi del 10,2%; a Bolzano dell’8,3%; a Trieste del 6,9%; a Padova del 6,2%. Invece, a Trapani nell’ultimo anno si assiste a una diminuzione del 16,8%; a Potenza del 13,7%; a Frosinone del 13,2%; ad Avellino del 7,8%%; a Pisa del 7,1%; a Forlì del 6,7%; a Cesena del 5,8%; a Prato del 5%; a Rovigo del 4,5% e a Grosseto del 4,1%.Nelle Città metropolitane, invece, la Tari aumenta del 17,9% a Catania; a Napoli e Messina dell’1,9%; a Palermo dell’1,5%; a Genova dello 0,8%; a Torino dello 0,7%. Rimane invariata a Bologna, Bari, Reggio Calabria, Milano e Roma. Mentre diminuisce dell’1,5% a Cagliari e Firenze e del 2,6% a Venezia. Nello specifico, tra il 2015 e il 2019 a Lecce si registra un aumento medio del 35,6%; a Trapani del 30,9%; ad Isernia del 30,1%; a Pistoia del 25,2%; a Bari del 23,4%; a Teramo del 22,8%; ad Imperia del 22,1%; a Viterbo del 20,8%; a Catania del 17,9%; a L’Aquila del 17%. Per quanto riguarda le Città metropolitane, sempre tra il 2015 e il 2019, continua Veronese, a Bari l’aumento è del 23,4%; a Catania del 17,9%; a Genova dell’8,4%; a Venezia del 2,3%; a Milano del 2,1%; a Napoli dell’1,5%. Rimane invariata a Bologna.Diminuisce, invece, dello 0,3% a Torino; dello 0,7% a Cagliari; dell’1% a Messina; dell1,2% a Firenze; del 2,8% a Palermo; del 2,4% a Reggio Calabria; del 3,2% a Roma.

"Rimane il dato- spiega Veronese - del costo molto alto di questa tassa, così come il tema dell’efficienza del servizio. Infatti, le tariffe della Tari devono assicurare effettivamente la copertura integrale dei costi sia di investimento sia di gestione del servizio e, più è alto il costo del servizio, troppo spesso a causa di inefficienze, tanto più saranno alte le tariffe".

Scintille Carfagna-Calenda

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Lite a colpi di tweet tra Mara Carfagna e Carlo Calenda. Adaccendere la miccia, l’intervento di Mara Carfagna ad Agorà, su Raitre, dove la vicepresidente della Camera e coordinatrice nazionale di Forza Italia, parlando dell’ipotesi di un nuovo movimento a sinistra guidato dall’ex ministro ha commentato con ’il ragazzo mi sembra un po’ confuso’. Piccata arriva la risposta di Calenda via social: "Non ho il piacere di conoscerLa - scrive rivolgendosi all’esponente azzurra - immagino che lei sia una politica capace e resiliente dopo 20 anni di Cosentino e Berlusconi. Le consiglio di occuparsi della sfida importante che l’attende piuttosto che del sottoscritto. Ps ragazzo ci chiami Mezzaroma". "Il cattivo gusto e la maleducazione di Calenda si commentano da soli - risponde Carfagna via Twitter - Oltre ad essere confuso, è un ragazzino viziato e cafone".

In serata, però, ecco arrivare le scuse di Calenda, che chiudono il botta e risposta: "@mara_carfagna. Scusa. Ragazzo ci chiami Toti", replica ancora l’ex ministro dello Sviluppo economico. In particolare, l’eurodeputato di Siamo Europei è tornato sul fatto di aver chiamato in causa l’ex marito della vice presidente della Camera: "Mi sono già scusato per il riferimento personale. Il resto rimane. Non la conosco. Lavoro da quando ho 18 anni, ho 4 figli e non sono suo amico o conoscente. Ragazzo denota mancanza di educazione e una confidenza che no Le ho mai accordato", ha scritto tra l’altro Calenda aggiungendo in un altro tweet: "Se mi fossi permesso di chiamare Ragazza confusa la Vicepresidente della Camera sarebbero piovute decine di critiche di sessismo. Giusto. Ma questo non vuol dire che è permesso o consentito l’inverso".

Abbattuto Ponte Morandi

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Abbattuti a Genova i resti del ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 trascinando con sé 43 vite. L’implosione che ha cancellato quel che restava della struttura è avvenuta poco prima delle 9:40. La mattinata è iniziata con le evacuazioni dei residenti, oltre 3.400 persone, nel raggio più vicino, quello di 300 metri dall’area interessata dalle operazioni. A cancellare le pile 10 e 11 del viadotto circa 1 tonnellata di esplosivo tra plastico e tritolo e 6 secondi per l’esplosione e l’abbattimento di 20mila metri cubi di materiale. Per la gestione della sicurezza sono stati impiegati oltre 700 uomini delle forze di polizia in città.

Nei prossimi giorni potrebbero essere individuati e sequestrati per essere analizzati eventuali reperti parte della struttura del ponte utili alle indagini. A poter essere utili in particolare ai fini dell’incidente probatorio, gli stralli segnati preventivamente alla demolizione con diverse colorazioni per poter essere riconoscibili. Proprio come accaduto dopo il disastro dello scorso 14 agosto, i reperti giudicati eventualmente necessari per la ricostruzione delle condizioni del ponte all’atto del crollo potrebbero essere recuperati e conservati per essere analizzati.

Forte la vicinanza del governo a Genova con Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Elisabetta Trenta. Arrivato anche il governatore ligure, Giovanni Toti, sul ponte Monsignor Romero che attraversa il Polcevera a Sud del Morandi, area individuata per la stampa per seguire le operazioni.

"Una giornata molto importante - ha detto Toti - per la città di Genova. Significa che il cantiere del Ponte sta andando avanti ed è una giornata molto importante anche per il suo valore simbolico. E’ un’altra promessa mantenuta. Genova entra nel suo futuro, in una nuova epoca che supera questa tragedia e ci porta al ritorno alla normalità".


BUCCI - "E’ andato tutto come da programma" ha detto il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione di Ponte Morandi, Marco Bucci, sottolineando che c’è stato "un ritardo di una mezz’ora" legato al controllo di un appartamento nel corso delle evacuazioni "ma alle 9:37 il ponte è venuto giù. Dal punto di vista tecnico la procedura è stata rispettata al 100 per cento. Siamo in linea con il piano".

E per il sindaco in serata ecco i primi passi nell’area evacuata, accompagnato dall’assessore alla Protezione civile della Regione Liguria Giacomo Giampedrone e dal consigliere delegato alla Protezione civile del Comune Sergio Gambino. Bucci è stato il primo a rientrare spostando le transenne: "Siamo riusciti a ottenere i risultati della seconda tornata dei campionamenti sull’amianto - ha detto - abbiamo i nove risultati di prima, i nove di adesso, più altri della struttura commissariale: tutti i risultati ci dicono che l’amianto è assente quindi ci sono le condizioni per dare come da procedura la luce verde. Abbiamo detto all’Amiu di cominciare lo spazzamento, alle 21.45 manderemo gli autobus a riprendere le persone per tornare a casa".

Pedaggi bloccati fino a metà settembre

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Stop all’aumento dei pedaggi fino al 15 settembre. A deciderlo il cda di Autostrade per l’Italia che ha deliberato di prolungare la sospensione degli adeguamenti tariffari già decisa lo scorso 1° gennaio 2019. Per effetto della decisione, i pedaggi sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia non aumenteranno a partire dal 1° luglio, come era previsto, ma rimarranno invariati fino a metà settembre.

La decisione è stata assunta con l’obbiettivo di favorire gli spostamenti degli italiani verso le mete di vacanza, che impegneranno nei mesi estivi la rete in concessione di Autostrade per l’Italia. Confermando la massima attenzione e vicinanza alla comunità genovese, il cda di Autostrade per l’Italia ha inoltre deciso di mantenere le esenzioni totali attualmente in vigore sulle principali tratte che interessano la città di Genova. Nelle rimanenti tratte liguri individuate, non ci sarà alcun aumento di pedaggio almeno fino alla fine dell’anno.

Autostrade per l’Italia ha comunicato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tale autonoma decisione, ricordando la necessità di giungere, entro la prima metà del mese di settembre 2019, a soluzioni condivise in relazione ai programmi d’investimento futuri e a quelli in corso da parte della società (in primis la Gronda di Genova, il Passante di Bologna e altri importanti investimenti riguardanti l’ampliamento di tratte autostradali di accesso alle aree metropolitane).

Redazione

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