Conte: "Multe da 400 a 3000 euro"(Altre News)

Conte a opposizioni: confronto su prossime misure - Fico:"Torneremo Paese più forte e più bello di prima" - Salvini: "Sciacalli pronti a fare shopping in Italia" - Mes, Meloni:A Conte ho detto riprendiamoci i nostri soldi

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Coronavirus, Conte: "Multe da 400 a 3000 euro"

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"A livello sanzionatorio abbiamo introdotto una multa da 400 a 3000 euro" che ricalca le sanzioni per la "violazione del codice della strada". Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo annuncia in conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm che ha varato un nuovo decreto sull’emergenza coronavirus. Ma nel caso di violazione delle regole previste per l’emergenza "non c’è il fermo amministrativo" per le automobili.

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita, ai sensi dell’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale, con la reclusione da uno a cinque anni.

Si tratta di "un decreto che riordina le misure di questa fase" spiega il premier, che "ogni 15 giorni" riferirà "in Parlamento sulle misure adottate" a partire da mercoledì quando alle 18 sarà alla Camera per un’informativa e giovedì alle 10 al Senato.

"Abbiamo regolamentato in modo più puntuale e trasparente i rapporti tra attività del governo e il Parlamento - sottolinea - Ogni decreto, ogni iniziativa governativa sarà trasmessa ai presidenti delle Camere".

"Abbiamo regolamentato in modo lineare gli interventi del governo e le regioni - precisa - Lasciamo che i presidenti delle regioni possano adottare nell’ambito delle loro competenze anche provvedimenti più restrittivi, più severi e ovviamente però rimane la funzione di coordinamento, di omogeneità che viene assicurata a tutto il territorio nazionale dai nostri interventi".

Riguardo al rapporto con le parti sociali, "i sindacati sanno che con loro la porta di Palazzo Chigi e dei vari ministeri che sono interessati è sempre aperta. Lavoro con loro - evidenzia il presidente del Consiglio - non dico che è un lavoro quotidiano ma quasi. Ritengo che la modalità migliore per assumere decisioni sia il confronto con tutte le parti sociali, ma nello stesso tempo dico sempre che la responsabilità della decisione spetta al governo, anche perché non possiamo pensare di introdurre modalità di codecisione. La concertazione degli anni Novanta è un periodo storico che dobbiamo considerare superato". E "mi auguro che non ci sia uno sciopero, in questo momento il Paese non se lo può permettere". Conte assicura che "la filiera alimentare sarà assolutamente garantita e posso garantire che sarà assicurato il rifornimento di carburante".

Quanto alle misure messe in campo, il premier sottolinea che "le forze dell’ordine stanno facendo un attento monitoraggio ma devo dire che la stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando alle nuove regole e nuove abitudini di vita. Questo ci deve rendere tutti particolarmente orgogliosi". Riguardo all’impiego dei militari, "ben venga l’uso dell’Esercito, ma l’ordine pubblico non si mantiene dando l’immagine di una militarizzazione del Paese. Stiamo già utilizzando l’Esercito’’, come le pattuglie dell’Operazione Strade Sicure che stanno integrando il lavoro delle forze dell’ordine.

"E’ una prova durissima. In queste giornate costretti a stare a casa avremo più tempo per riflettere sulla nostra vita - osserva il presidente del Consiglio - E ne trarremo insegnamento’’. Inoltre ’’sono convinto che questa prova difficilissima ci renderà migliori. Questo periodo è anche l’occasione per fare riflessioni che di solito non facciamo perché presi dal tran tran frenetico di ogni giorno. L’Italia non ha mai affrontato problematiche di questo tipo’’.

"Stiamo vivendo una situazione drammatica ma stiamo reagendo in modo efficace rispetto a quello che era la situazione di partenza’’ osserva ancora. "Decidere di chiudere interi comparti individuando di punto in bianco quali sono le attività essenziali e non essenziali è una operazione complicatissima - puntualizza - L’Italia non ha mai affrontato problematiche di questo tipo. Stiamo facendo degli aggiustamenti, è una cosa complicata, perché le filiere produttive sono molto integrate".

Il premier parla poi della bozza circolata, che è "una versione precedente e superata. Per tutta la mattinata e poi in Cdm abbiamo apportato ulteriori modifiche e vorrei precisare, visto che si è creato un po’ di dibattito sul fatto che l’emergenza sarebbe stata prorogata fino al 31 luglio 2020 con questo decreto, che non c’è nulla di vero. Assolutamente no".

"Vorrei ricordare che quando abbiamo adottato il primo provvedimento a fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale per uno spazio di 6 mesi, sino al 31 luglio 2020. Questo non significa che le misure restrittive che sono in vigore saranno prorogate fino al 31 luglio" mette in chiaro il presidente del Consiglio. "Noi siamo pronti in qualunque momento, e mi auguro prestissimo, ad allentare la morsa delle misure restrittive, a superarle e siamo confidenti e fiduciosi che ben prima di quella scadenza", ovvero il 31 luglio, "potremo tornare alle nostre abitudini di vita".

Conte a opposizioni: confronto su prossime misure

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Il governo è pronto a convocare un tavolo tecnico per discutere con l’opposizione il prossimo provvedimento contro l’emergenza Covid-19. Il premier Giuseppe Conte, raccontano, durante il vertice a palazzo Chigi con le opposizioni avrebbe promesso che d’ora in poi coinvolgerà il centrodestra nella stesura delle future misure, a cominciare da quelle economiche per contrastare il Covid-19. Siamo disponibili a discutere eventuali proposte presentate da Lega Fdi e Fi, avrebbe detto il presidente del Consiglio in nome di uno spirito di collaborazione necessario per affrontare questo momento delicato. Tradotto: d’ora in poi scriveremo insieme i provvedimenti.

Fico: "Torneremo Paese più forte e più bello di prima"

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"Insieme riusciremo a superare questo momento molto difficile, ritorneremo un Paese più forte e più bello di prima". Così il presidente della Camera Roberto Fico, nel corso di una video-conferenza stampa.

"Vi ho voluto aggiornare sui lavori della Camera dei deputati - ha chiarito Fico - e su ciò che abbiamo deciso nella conferenza dei capigruppo proprio per dirvi un cosa molto, molto semplice: la Camera dei deputati, il Parlamento non ha mai chiuso. Stiamo continuando a lavorare nell’interesse di tutti i cittadini italiani. Lo stiamo facendo in una modalità di sicurezza perché dobbiamo tutelare la salute dei parlamentari e dei dipendenti della Camera".

Nessun ’oscuramento’, secondo Fico, c’è stato del ruolo delle Camere. "Proprio nel mese di marzo -ha ricordato - abbiamo autorizzato il governo a far sì che ci fosse lo scostamento di bilancio di 25 miliardi di euro, che adesso aiuteranno famiglie e imprese italiane. Senza quel voto, che è un voto importantissimo, non ci sarebbe stato lo scostamento. Questo significa centralità del Parlamento e ruolo delle Camere".

Ma "non c’è dubbio - ha sottolineato la terza carica dello Stato -che non solo per questo decreto (il dl ’Cura Italia’, ndr) ma anche per tutti gli altri provvedimenti, le Camere devono avere la possibilità di analizzarli, di poterli modificare e far sì che la nostra Repubblica parlamentare abbia pienamente funzione. Quindi mi farò garante, come so che garante è la presidente del Senato. Nelle nostre interlocuzioni condividiamo sempre il passaggio delle due Camere rispetto ai provvedimenti".

Quindo ha ricordato che "domani, alle 15, ci sarà il question time alla Camera ma sarà un question time rafforzato. Saranno presenti i ministri della Giustizia, delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione, dell’Università e della Pubblica amministrazione. Sarà un question time rafforzato perché ogni gruppo parlamentare potrà presentare due interrogazioni al governo". "In questo modo - ha spiegato Fico - rafforziamo la funzione della Camera, ovvero quella del controllo. Il question time si ripeterà con queste modalità anche il mercoledì successivo".

Poi alle 18 in Aula "ci sarà l’informativa del presidente del Consiglio dei ministri, che verrà a riferire sulla situazione attuale. Ogni gruppo potrà intervenire e avrà circa 10 minuti di tempo per fare il proprio intervento".

Coronavirus, Salvini: "Sciacalli pronti a fare shopping in Italia"

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"C’è qualche sciacallo che sta aspettando di fare acquisti sottocosto di aziende italiane. C’è chi approfitta del virus per fare guerra commerciale a prodotti italiani. A proposito di Unione Europea: ci sono tonnellate di materiali sanitari bloccati alle frontiere". E’ un passaggio dell’intervento di Matteo Salvini a Cartabianca.

"La gente si chiede se avrà lo stipendio a fine mese, quando partirà cassa integrazione, c’è tema degli affitti per chi è in questo momento non lavora ed è a casa. Il decreto Cura Italia e non copre milioni di italiani. Se ci mettiamo insieme e garantiamo economicamente chi è scoperto, noi lo votiamo. In Gran Bretagna, lo Stato garantisce l’80% degli stipendi di tutti i lavoratori. In USA piano da 2000 miliardi. Bisogna avere coraggio e guardare al dopodomani. Preferisco spendere 100 oggi che sopportare costi economici domani, con chiusurà di attivtà e cassa integrazione. Qui c’è in ballo la sopravvivenza di un Paese", afferma il leader della Lega.

"All’Unione Europea chiediamo di lasciarci usare per gli italiani i soldi degli italiani. Fino ad oggi abbiamo fatto i compiti a casa, come siamo messi? Rispettando lo zerovirgola abbiamo chiuso ospedali, caserme. I sacrifici per rispettare vincoli rischiano di farci morire", dice Salvini. "Lo Stato deve garantire protezioni per chi deve lavorare, in questo momento diritto alla vita e alla salute, servono certezze"-

Mes, Meloni: "A Conte ho detto ’riprendiamoci i nostri soldi’"

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Al premier Giuseppe Conte "ho posto la questione" del Mes "facendo riferimento proprio a quegli Paesi che ci hanno sempre dato lezioni. Al presidente Conte ho detto che non possiamo in alcun modo rischiare l’attivazione di condizionalità che sarebbero mortali per i risparmi degli italiani e ci ridurrebbero come la Grecia. Forse è meglio che ci riprendiamo i soldi che ognuno ha messo il quel fondo. Punto". Lo ha detto Giorgia Meloni, leader di Fdi, intervistata da ’La Stampa’.

"L’Olanda dice che non consentirà l’attivazione senza condizionalità. Allora io ho detto a Conte: vi do un consiglio, andate alla riunione dell’Eurogruppo a porre il problema di quelle Nazioni che in Europa hanno attivato paradisi fiscali. Chiedete sanzioni per quei Paesi, come appunto l’Olanda, che drenano soldi dagli Stati membri consentendo alle grandi aziende di non pagare le tasse in patria. Così vediamo se queste nazioni così brave a dare lezioni agli altri,abbassano le penne", ha aggiunto.

"Ribadisco che il decreto è solo un cerotto e non una cura noi non possiamo esprimere un giudizio se non sappiamo cosa ci sarà scritto nei decreti successivi. Vogliamo sapere complessivamente quanto spenderemo perché con 25 miliardi l’Italia non la curi. Ce ne vogliono tre, quattro di quei decreti", ha detto ancora.

Redazione

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