Colossi del web in ascesa, pagati al fisco 64 mln di euro

Alta velocità, Trenitalia sbarca in Spagna - Black Friday, italiani pronti a spendere

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Colossi del web in ascesa, pagati al fisco 64 mln di euro

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Non si ferma la crescita dei colossi mondiali del web e del software. Nel 2018 il fatturato complessivo dei primi 25 gruppi ha toccato quota 850 miliardi di euro, con una crescita del 24% sul 2017 e del 109% rispetto al 2014. Lo scorso anno i primi tre giganti, Amazon, Alphabet, la holding di Google, e Microsoft, hanno registrato circa la metà dei ricavi aggregati del settore. Un podio tutto statunitense, con il settore che vede però la corsa dei gruppi cinesi, con Netease (+54,8%) e Alibaba (+49,1%), seguite da Facebook (+45,5%). Crescono anche gli utili, saliti a quota 110 miliardi di euro, con una media di 15 milioni al giorno per ciascun gruppo, raddoppiati in cinque anni.

Un risultato a cui hanno contribuito i benefici derivanti dal pagare le tasse nei Paesi a fiscalità agevolata, come Irlanda e Lussemburgo in Europa. In cinque anni i principali colossi del web hanno risparmiato 49 miliardi di euro di imposte, secondo quanto calcolato dall’ultimo rapporto sul settore dell’Area Studi di Mediobanca. Si distinguono in particolare Microsoft, Alphabet e Facebook per aver risparmiato rispettivamente 16,5 miliardi, 11,6 miliardi e 6,3 miliardi in cinque anni. E sempre fra il 2014 e il 2018 la tassazione in Paesi a fiscalità agevolata ha determinato per Apple un risparmio fiscale cumulato che sfiora i 25 miliardi. L’impatto della tassazione in Paesi dal fisco più amico ha determinato un tax rate effettivo del 14% che altrimenti si sarebbe attestato al 18%.

Le grandi multinazionali di internet e dei software occupano complessivamente quasi 2 milioni di persone in tutto il mondo, quasi raddoppiate rispetto al 2014. La sola Amazon ha contribuito per oltre la metà di tale incremento. L’azienda di Jeff Bezos è il primo datore di lavoro del settore e ha più che quadruplicato il numero dei propri dipendenti tra il 2014 e il 2018, raggiungendo 647mila unità lo scorso anno. Al secondo posto si trova un gruppo cinese, Jd, con 179mila occupati, e al terzo l’americana Oracle (136mila). La prima europea, la tedesca Sap, è al settimo posto, con 94mila dipendenti.

I titani del web navigano in un mare di liquidità, che utilizzano per operazioni di buy back, per distribuire dividendi e per comprare, senza badare a spese, startup o aziende che potrebbero diventare concorrenti. I primi 25 gruppi lo scorso anno detenevano 507 miliardi di euro di liquidità, pari a oltre un terzo del totale attivo.

Per quanto riguarda l’Italia il fatturato complessivo delle filiali italiane dei giganti del web e del software supera nel 2018 i 2,4 miliardi di euro e occupa oltre 9.800 persone. Una frazione rispetto sia al fatturato mondiale del settore websoft (lo 0,3%) che degli occupati (lo 0,5%). Rispetto al 2017 si calcolano 1.770 dipendenti in più, in massima parte assunti dalle società del gruppo Amazon che conta il maggior numero di occupati in Italia (4.608).

Le filiali italiane dei giganti del settore nel 2018 hanno versato al fisco italiano 64 milioni di euro, contro i 59 milioni del 2017, pari al 2,7% del fatturato (2,9% nel 2017) e hanno pagato, a seguito di accordi con le autorità fiscali, sanzioni per un totale di 39 milioni, contro i 73 milioni nel 2017. Anche se gli ordini di grandezza del settore sarebbero diversi, con il valore degli acquisti dell’ecommerce in Italia che sfiorerà nel 2019 i 31,6 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto al 2018, secondo l’Osservatorio eCommerce B2c.

Amazon replica però in una nota che "è fondamentalmente errato equiparare tutte le aziende digitali senza tenere in considerazione le differenze dei business in cui operiamo: l’imposta sulle società si basa sui profitti, non sui ricavi, e i nostri profitti sono rimasti bassi sia perché il retail è un business con margini ridotti sia per i continui, forti investimenti di Amazon in Italia che, dal 2010, ammontano a oltre 1,6 miliardi di euro".

Alta velocità, Trenitalia sbarca in Spagna

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Successo in Spagna per Trenitalia. Il consorzio Ilsa, che comprende la società del gruppo FS Italiane e Air Nostrum, è stato infatti selezionato da Adif, il Gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola, come primo operatore privato ad accedere nel mercato iberico. L’inizio del servizio commerciale è previsto per gennaio 2022 e avrà una durata decennale.

Il consorzio Ilsa offrirà 32 collegamenti giornalieri sulla rotta Madrid - Barcellona (16 in ciascuna direzione) mentre la rotta Madrid - Valencia avrà otto collegamenti al giorno, e sette saranno quelli sia fra Madrid e Malaga sia fra Madrid e Siviglia. Da Madrid ad Alicante, invece, ci saranno quattro collegamenti giornalieri, incrementabili durante le settimane estive di punta. Le cinque rotte aggiudicate saranno servite grazie a una flotta di 23 treni e la scelta è ricaduta sul Frecciarossa 1000: il treno di punta della flotta di Trenitalia e più veloce d’Europa, è stato progettato e costruito secondo le Specifiche Tecniche di Interoperabilità internazionali che consentono al treno di poter circolare su più reti europee.

Il Frecciarossa 1000 è il primo treno alta velocità ad aver ottenuto la certificazione di impatto ambientale (EPD) ed è costruito con materiali riciclabili e riutilizzabili per quasi il 100%, oltre ad avere ridotti consumi idrici ed elettrici. ’’Questo progetto segna l’ingresso del Gruppo FS nel mercato ferroviario alta velocità iberico’’ ha sottolineato Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale di FS Italiane. ’’Siamo orgogliosi di mettere a disposizione anche in Spagna il know-how sviluppato in 10 anni di alta velocità con 350 milioni di passeggeri trasportati in Italia, unici in Europa in un mercato competitivo’’, ha continuato Battisti.

’’Il Gruppo FS Italiane è un player internazionale primario, pronto ad affrontare le sfide per le gare nel mercato americano, dopo l’aggiudicazione sia dei servizi ferroviari fra Londra ed Edimburgo, operativi dal 9 dicembre in Gran Bretagna, sia del progetto per l’alta velocità in Thailandia.’’Trenitalia è presente con società controllate in Gran Bretagna con Trenitalia c2c (trasporto pendolare) e Trenitalia UK che dal 9 dicembre 2019 gestirà i servizi InterCity da Londra a Glasgow/Edimburgo (West Coast Partnership); in Germania con Netinera (passeggeri); in Francia con Thello (collegamenti internazionali Italia - Francia) e in Grecia con TrainOSE (servizi passeggeri).

Black Friday, italiani pronti a spendere

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C’era una volta il Black Friday degli americani, con i suoi centri commerciali presi d’assalto e le code oceaniche nei negozi. Ma quella che credevamo fosse soltanto una moda statunitense ha fatto presa in pochi anni anche in Italia. Il 94% dichiara, infatti, di conoscerlo e oltre due terzi della popolazione (68%) afferma che farà degli acquisti. Acquisti che vedono i consumatori sempre più preparati e con una fortissima preferenza per lo shopping on line. Questo i principali dati emersi dall’indagine dell’Osservatorio Compass, la ricerca condotta dalla società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca dedicata al ’venerdì nero’ dello shopping.

Sono sicuramente i giovani (il 79% degli under 35) alla ricerca dell’affare dell’anno. Ma l’amore per il Black Friday contagia anche gli adulti: il 68% di quelli di età compresa tra i 35 e i 54 anni è intenzionato a fare almeno un acquisto, mentre più della metà gli over 54 (58%) ne approfitterà. La ricerca mostra inoltre come, nonostante non vi siano troppe differenze, gli uomini siano più inclini all’acquisto (71%) rispetto alle donne (66%).

"Il Black Friday - ha dichiarato Luigi Pace, direttore centrale marketing e innovation di Compass - è diventato ormai un appuntamento fisso per gli italiani. Con il Natale alle porte molti preferiscono organizzarsi per tempo e iniziare a mettere qualche pacchetto sotto l’albero, evitando l’ansia del regalo last minute. Se a questo aggiungiamo anche le tante occasioni e i forti ribassi che si trovano on-line e nei negozi fisici ecco spiegato l’amore degli italiani per il Black Friday. Con uno strumento come il credito a consumo, poi, può essere ancora più semplice e comodo realizzare i propri desideri, anche quelli che sembravano inarrivabili. Ed è proprio per aiutare gli italiani a realizzare quei progetti, piccoli o grandi che siano, che Compass è presente su tutto il territorio nazionale".

Ma perché gli italiani approfitteranno del Black Friday? Circa metà degli intervistati (52%) potrà acquistare qualcosa che solitamente eccede il proprio budget, specialmente i regali di Natale. Già, uno dei grandi vantaggi del Black Friday è proprio la sua vicinanza al Natale. Per questo, per due italiani su tre (76%), il 29 novembre sarà un’occasione per anticipare i regali da mettere sotto l’albero. C’è anche una parte degli intervistati (18%) che dichiara che farà durante il Black Friday acquisti finalizzati alla sostituzione di un prodotto da rinnovare.

Quanto spenderanno gli italiani? Il budget medio supera i 300 euro, in aumento rispetto ai circa 290 euro del 2018. Gran parte degli intervistati spenderà fino a 250 euro (46%), mentre altri potranno permettersi qualche sfizio in più e spendere dai 250 euro ai 500 euro (26%). C’è poi qualcuno che spenderà tra i 500 euro e i 1.000 euro (12%), chi oltre i 1000 euro (1%) e chi non ha un budget predefinito (15%). Budget che, per quasi un terzo degli italiani (29%), sarà destinato totalmente all’acquisto dei regali di Natale, mentre per il 54% servirà a coprirlo almeno in parte.

Quasi 9 italiani su 10 (85%) acquisteranno on line, soluzione preferita rispetto al centro specializzato (42%), al centro commerciale (41%) e al negozio (16%). Un’altra cosa però è certa: gli italiani arriveranno al Black Friday preparati: il 38% monitora i prezzi dei prodotti individuati, il 35% va in giro nei punti vendita per informarsi e il 25% aggiunge i prodotti alla lista dei desideri. I giovani (26%) poi si preparano risparmiando, molto più della media (16%) e dandosi un tetto di spesa massimo (23%, contro il 17% dell’intero campione). Gli over 54 (20%), invece, decideranno all’ultimo momento facendosi ispirare dalle offerte disponibili.

Redazione

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