Clima da Guerra Fredda

Nord Corea, torna la paura del nucleare

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Ad oggi la Corea del Nord dispone di un arsenale atomico tra i più moderni e affinati al mondo, dotato di infrastrutture efficienti che comprendono centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, reattori sperimentali per la produzione di plutonio, laboratori radiochimici per l’estrazione del plutonio stesso e un centro specializzato per la produzione dei dispositivi nucleari. Questa risorsa infatti non è utilizzata solo in ambito bellico, ma anche come fonte primaria per la produzione energetica del Paese. Considerando ciò, non sarebbe da tutti avere il coraggio di sfidare un colosso del suo calibro sul piano dell’avanguardia tecnologica ad un duello a suon di armi atomiche; eppure, l’orgoglio americano non cessa mai di stupirci. Le ultime dichiarazioni del vicepresidente Mike Spence, che durante un’intervista a Fox News attribuiva ai coreani l’etichetta di «stupidi e ignoranti», non hanno di certo lusingato i vertici coreani. Il viceministro Choe, infatti, dichiara: «come persona che si occupa degli affari esteri Usa, non posso celare la mia sorpresa per l’ignoranza e la stupidità dei commenti del vicepresidente Usa», delineandolo come un «manichino politico» con un ego abbastanza spropositato da aver saputo minacciare la Corea del Nord, di infliggerle lo stesso destino del regime del libico Muammar Gheddafi, in una situazione già tanto tesa. L’incompetenza diplomatica dimostrata in questa vicenda ha di certo inasprito i rapporti già difficoltosi tra i due paesi al punto da far svanire ogni speranza per quell’eventuale summit del 12 giugno che avrebbe visto seduti allo stesso tavolo i presidenti Kim Jong-un e Donald Trump. Il vertice salta, lo dichiara il presidente Usa in una lettera indirizzata al leader coreano con un velato tono accusatorio, «Per il bene di entrambe le parti, il meeting di Singapore non si svolgerà. […] Il mondo, e in particolare la Corea del Nord, ha perso una grande opportunità per una pace duratura e una grande prosperità e benessere»

All’indomani della storica distensione tra le due Coree incoronata dall’incontro tra Kim Jong-un e Moon Jae-in, di buon auspicio se non preparatoria all’attessisimo vertice di giugno, la storia deve registrare una grande delusione.

cms_9284/2v.jpgIl vociare dei giorni scorsi aveva in tutti i modi previsto una tale misura, anche se non ci si auspicava tanta drasticità. «Non intendiamo pregare gli Stati Uniti affinché dialoghino con noi, o provare a persuaderli nel caso non vogliano sedere al tavolo con noi» aveva affermato il viceministro coreano secondo una dichiarazione pubblicata dall’agenzia Kcna, sottolineando che «se gli Stati Uniti ci incontreranno in una sala riunioni o ci incontreranno durante uno scontro nucleare, dipende interamente dalle decisioni e dai comportamenti degli Stati Uniti». Intanto, la Corea del Nord ha confermato la demolizione del sito nucleare di Punggye-ri, assicurandosi che ad assistere alle esplosioni controllate da punti di osservazione allestiti a circa mezzo chilometro di distanza ci fossero reporter internazionali, sudcoreani, statunitensi, cinesi, russi e britannici. A esplodere sono stati almeno tre tunnel, gli edifici per l’osservazione e altre strutture del sito per i test nucleari di Punggye-ri. Di certo gli Stati Uniti non sono all’oscuro delle risorse belliche coreane, delle quali la Corea stessa non ne fa un mistero: basti pensare che nel 2011 lo scienziato americano Siegfried S. Hecker, nientemeno che ex direttore del Los Alamos National Laboratory, il più importante centro di ricerca nucleare statunitense, era stato invitato a visitare alcuni centri nordcoreani che lo avevano lasciato sbalordito per l’altissimo livello tecnologico soprattutto delle strutture di arricchimento, dove 2000 centrifughe operavano contemporaneamente sotto la ferrea supervisione delle sale di controllo. Ad oggi, le centrifughe sono gli elementi fondamentali per ogni programma atomico, perchè permettono di fornire uranio altamente arricchito (95%) per produrre armi atomiche. Esse possono anche produrre la miscela di uranio arricchito e non, per alimentare i reattori nucleari sperimentali, dai quali si ottiene il plutonio. Basti pensare che una delle bombe utilizzate per i bombardamenti dell’agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki, detta Fat Man, era proprio un ordigno a plutonio.

Federica Scippa

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