Cina: si sposa Li Chi-ling

Simbolo delle “donne-avanzo” asiatiche

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Negli anni ‘70, per porre un argine allo sfrenato aumento demografico in atto, il governo cinese venne costretto ad attuare quello che è passato alla storia come uno dei più stringenti controlli delle nascite di sempre: nessuna coppia avrebbe potuto avere più di due figli. Inoltre, su tutto il territorio nazionale vennero disposti rigidi controlli ed attuate leggi in grado di incoraggiare l’uso di contracettivi e perfino dell’aborto. Sebbene tali politiche siano state abrogate nel 2015 tramite una sentenza della corte suprema cinese, esse non hanno potuto tuttavia che avere delle ripercussioni significative non solo sul tessuto sociale del Paese, ma perfino sulla cultura dello stesso. Già, perché non poche sono state negli ultimi anni le famiglie che, pur di poter vantare al proprio interno un figlio maschio, sono arrivate alla cruenta ed estrema decisione di non dichiarare all’anagrafe o perfino di uccidere le proprie figlie femmine.

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Oggigiorno, secondo le statistiche ufficiali, i giovani cinesi di sesso maschile supererebbero le ragazze della stessa generazione di circa venti milioni d’unità. Tali numeri non hanno potuto che determinare una profonda preoccupazione nei sempre zelanti vertici del partito comunista cinese, i quali avrebbero riscontrato che la maggior parte degli uomini privi di una donna sarebbero più frequentemente vittime di vizi ed autori di condotte violente ed amorali.

A tutto ciò bisogna aggiungere che, contrariamente agli iniziali proclami maoisti sul fatto che le donne avrebbero potuto “reggere l’altra metà del cielo”, ad oggi nel paese asiatico sembra che le disuguaglianze fra sessi siano più vive che mai: coerentemente con una tradizione ancestrale legata forse più all’antica cultura della Cina rurale che al comunismo, è opinione comune che ogni donna abbia il dovere di mettere al centro della propria vita la necessità di sposarsi lasciando in secondo piano gli studi, la carriera e qualunque possibile velleità di realizzazione personale. Pechino ha nel corso degli anni coniato un’apposita e più che mai dispregiativa classificazione per tutte le donne che, superati i 27 anni, non riescono a contrarre matrimonio: le “donne-avanzo”. Il più delle volte si tratta di ragazze provenienti da ambienti urbani e profondamente istruite, che, tuttavia, forse proprio a causa della paura che molti uomini possono nutrire nei confronti di una ragazza autonoma ed intelligente non hanno mai trovato il principe azzurro. Ciò che non è quantificabile, ma non per questo risulta maggiormente indifferente, è invece la pressione che ciascuna famiglia d’origine esercita sulle proprie rispettive ed eventuali figlie rimaste single, offrendo loro l’impressione che tale status sociale debba necessariamente essere interpretato come un umiliante fallimento per loro e per i propri cari.

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Non v’è dunque da stupirsi se, malgrado le leggi cinesi sul matrimonio siano tutt’altro che favorevoli alle spose (il giorno delle nozze il marito diventa automaticamente l’unico proprietario di case e terreni), la maggior parte delle ragazze dagli occhi a mandorla sarebbero disposte a qualunque sacrificio pur di incontrare l’uomo dei propri sogni o, più semplicemente, pur di liberarsi da quella schiavizzante etichetta di “zitelle”. Si stima che nel 2018 le studentesse universitarie cinesi, costrette per una serie di regolamenti interni a non potersi incontrare che saltuariamente con i propri colleghi maschi, si sarebbero iscritte a numerosi siti d’incontri giungendo, al solo fine di rendere i propri profili più accattivanti per i loro potenziali partner, a spendere l’equivalente di circa venticinque milioni di euro per usufruire di alcune funzioni extra e di gadget virtuali.

Tuttavia, nel corso degli anni le poche coraggiose signorine che hanno osato opporsi alle convenzioni cercando una vita libera e solitaria hanno trovato un insperato ma non per questo meno gradito simbolo al quale ispirarsi: Li Chi-ling. Sebbene in occidente possa non essere particolarmente conosciuta, la donna in questione rappresenta una delle modelle più apprezzate dell’intera Cina. Dopo aver studiato storia dell’arte all’università di Toronto, la ragazza è tornata in patria divenendo la portavoce ufficiale della China Airlines (che in suo onore ha fatto perfino stampare delle figurine che la ritraggono), partecipando alle riprese di uno dei più mastodontici colossal della storia del suo Paese, “La battaglia dei tre regni”, e facendosi apprezzare soprattutto grazie alla mitezza con cui è solita parlare al punto che oggi, nel paese del Dragone, milioni di automobilisti hanno impostato il proprio navigatore satellitare in modo tale che le indicazioni stradali sonore vengano emesse da una voce analoga alla sua. Per le riviste di moda è “la donna più bella del Paese”, per il governo una “qualità A”, l’ennesima etichetta maschilista con la quale vengono classificate le ragazze cinesi dalle notevoli virtù fisiche e caratteriali; per tutti, ad ogni modo, ella è un modello di grazia e perfezione.

cms_13133/4v.jpgCon gli anni, però, Li Chi-ling è divenuta nota anche per una ragione non meno rilevante: la sua solitudine. Malgrado gli innumerevoli corteggiatori, infatti, l’attrice-modella ha sempre dichiarato di non avere alcuna fretta di sposarsi e, tralasciando una breve storia con il cantante taiwanese Jerry Yan, è sempre rimasta single fino al punto che numerose enciclopedie cinesi alla voce “ragazza-scarto” hanno preso la non troppo elegante decisione d’inserire una sua foto. La nostra protagonista, ad ogni modo, non si è mai lasciata demoralizzare ed ha anzi continuato a rifiutare qualunque relazione mediocre arrivando a rappresentare per milioni di ragazze cinesi la certezza che è possibile vivere una vita appagante anche senza avere accanto a sé un uomo e che la propria indipendenza non deve rappresentare una ragione d’imbarazzo, bensì un punto di forza ed un vanto.

Ebbene, sembrerebbe proprio che a partire da oggi le giovani “ragazze-scarto” asiatiche dovranno cercare punti di riferimento diversi dalla loro ex beniamina: l’ormai quarantaquattrenne Li Chi-ling, infatti, nella giornata di ieri sarebbe convolata a nozze con l’invidiatissimo ballerino giapponese Akira, al secolo Ryohei Kurosawa, che contrariamente alla tradizione locale è di ben sette anni più giovane di lei. “Mi sono sposata!” si sarebbe limitata a scrivere Chi-ling sul suo seguitissimo profilo Weibo (l’equivalente cinese di Facebook), ornando il tutto con una foto in cui lei e il novello sposo appaiono palesemente raggianti. I due hanno inoltre fatto sapere che sperano di poter presto allargare la famiglia sebbene, ancora una volta, in Cina mettere al mondo un figlio dopo aver superato i quaranta rappresenterebbe l’ennesima decisione rara e non convenzionale, se non addirittura una sorta di primato.

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Ad ogni modo, i due sono ora in viaggio di nozze, dove potranno finalmente godersi le dolcezze del proprio amore. Il lieto fine di una lunga e tormentata storia? Nemmeno per sogno: a giudicare dai commenti sui social e perfino su taluni giornali cinesi, si direbbe al contrario che siano in molti a condannare con veemente acrimonia la modella per aver scelto un marito straniero, soprattutto in considerazione dell’antica rivalità che esiste fra la Cina e il Paese del Sol Levante. Insomma, si direbbe proprio che non importa quali decisioni possano essere prese nella vita o con quanta coerenza possano essere portate avanti: in qualunque parte del mondo, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarle.

Gianmatteo Ercolino

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