Cattive notizie per il popolo dei crocieristi

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Lo sapevate che la boccata d’ossigeno sul ponte della nave è ben lontana dall’essere salutare? Ebbene, il risultato di un’indagine dell’emittente televisiva britannica Channel 4 non è dei più rassicuranti: i livelli di inquinamento su alcuni ponti delle navi da crociera sono peggiori rispetto alle città più inquinate del mondo.

La nave “esaminata” è la P&O Cruises, la più grande compagnia di crociere britannica. Una misurazione delle particelle ultra sottili prodotte dalla combustione degli oli e presenti nell’aria intorno alle navi ha rilevato un picco di 226mila vicino ai fumaioli della nave. Con lo stesso modus operandi è stata eseguita una misurazione intorno a Piccadilly Circus con un risultato decisamente inferiore, 38.400. Una nave da crociera di medie dimensioni brucia fino a 150 tonnellate di carburante al giorno, producendo una quantità di polveri ultrasottili simile a quella emessa da un milione di automobili al giorno.

“Questi sono i livelli che ci si aspetterebbe di trovare nelle città più inquinate del mondo, come Shanghai, Delhi e così via” ha commentato al team del programma il dottor Matthew Loxham, della University of Southampton. “L’esposizione a breve termine” – ha spiegato il biologo – “può causare un aumento di problemi respiratori, soprattutto nelle persone asmatiche o affette da malattie cardiovascolari”.

Secondo il monitoraggio delle associazioni Nabu e Cittadini del mondo, nell’ambito della campagna “facciamo respirare il mediterraneo”, l’inquinamento dei traghetti e delle navi da crociera è enorme. L’olio combustibile pesante, usato da tutti gli operatori in quanto più economico, è sporco e solforoso ed emette fumi tossici durante la combustione. In una classifica aggiornata del 2017, le due Ong sottolineano che le migliori in classifica sono le compagnie Hapag-Lloyd e TUI, che hanno raggiunto l’importante traguardo grazie all’installazione di catalizzatori per gli ossidi di azoto. Nota dolente, al contrario, per le compagnie leader del settore. Tra le meno virtuose, Costa, MSC e Royal Carribean dimostrano di essere poco attente alla salute dei loro ospiti, del personale di bordo ma, cosa non trascurabile, anche delle persone che vivono nelle città di porto.

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Le due associazioni ricordano che le emissioni dei motori diesel, come quelli impiegati sulle navi da crociera, sono classificate cancerogene dall’Organizzazione mondiale della sanità.

L’associazione “Cittadini per l’Aria” chiede un divieto generale di utilizzo di olio combustibile pesante, il passaggio a carburanti più puliti e norme che impongano l’installazione di filtri di particolato e catalizzatori SCR su tutte le navi.

La presidente, Anna Gerometta, rincara la dose: “purtroppo il disprezzo del settore crociere per la salute dei suoi clienti e dei cittadini portuali è evidenziato dal fatto che – come riferisce Nabu – nessuna delle compagnie da crociera ha risposto al semplice questionario stilato e inviato loro per accertare i progressi ambientali in questo settore mentre Clia, l’Associazione Internazionale dell’industria crocieristica, ha risposto con un commento vago affermando di aver preso in seria considerazione il problema. A riprova, purtroppo, di un atteggiamento di rifiuto del dialogo e scarsa trasparenza. Nella sola Civitavecchia sono stati rilevati livelli di particolato ultrafino sino a 140 volte superiori a quelli delle zone con aria pulita, con un incremento del 51% del rischio di morte per malattie neurologiche e del 31% per tumore al polmone fra la popolazione residente entro i 500 metri dal perimetro dal porto. Questo per comprendere quanto grave sia il problema nel nostro Paese, costellato da città di porto di importanza primaria in Europa”.

Sulla scia del progetto promosso dalle due Ong, il comune di Civitavecchia ha scritto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, chiedendogli di attivarsi per l’istituzione di una zona ECA (Emission Control Area) nel Mediterraneo, ed ha invitato a seguire il suo esempio tutti i sindaci delle città portuali italiane.

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Certo, la crociera su una città galleggiante dalle mille e una notte è la promessa della “vacanza della vita” per ciascuno di noi. Alla luce, però, dei dati emersi, è d’obbligo usare cautela in quanto la passeggiata con la brezza marina sul pontile non è proprio una boccata di ossigeno. Il consiglio è: le “vacanze” prendiamocele dal progresso, rivalutando la classica e salutare scampagnata.

Maria Cristina Negro

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