Casa Bianca, Trump non andrà ad audizione su impeachment

Hong Kong, Pechino annuncia sanzioni contro gli Usa - Mes, "possibile rinvio riforma di uno-due mesi" - Brexit, per i turisti obbligatorio passaporto e visto elettronico

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Casa Bianca, Trump non andrà ad audizione su impeachment

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La Casa Bianca ha informato i Democratici della Camera dei Rappresentanti che il presidente Donald Trump non parteciperà mercoledì alla nuova audizione in programma al Congresso nel quadro della procedura di impeachment. In una lettera di cinque pagine indirizzata al democratico Jerry Nadler, presidente della Commissione Giustizia della Camera - che avvierà la discussione in vista di un eventuale impeachment - il legale del presidente Pat Cipollone ha definito l’intera inchiesta "senza fondamento" e "altamente di parte". Il presidente inoltre, viene fatto notare, sarà a Londra per il vertice Nato mercoledì. L’audizione, la prima alla Commissione Giustizia, dovrà esaminare la base legale dell’inchiesta. La lettera è stata inviata dopo la richiesta avanzata da Nadler per sapere se il presidente in persona o i suoi legali avrebbero preso parte alle audizioni di mercoledì.

Hong Kong, Pechino annuncia sanzioni contro gli Usa

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La Cina annuncia ritorsioni contro gli Stati Uniti dopo l’approvazione di provvedimenti legislativi a Washington a sostegno dei diritti dei manifestanti pro-democrazia a Hong Kong. Pechino ha comunicato oggi la sospensione immediata degli scali delle navi da guerra americane a Hong Kong e l’adozione di sanzioni conto diverse organizzazioni non governative americane.

Secondo Pechino le organizzazioni no-profit americane hanno istigato i manifestanti "a compiere crimini estremamente violenti" ed hanno promosso le istanze separatiste, stando ad un portavoce del ministero degli Esteri. "La Cina esorta gli Stati Uniti a correggere i propri errori, a fermare parole ed atti che interferiscano con gli affari interni di Hong Kong e gli affari interni cinesi". Il portavoce ha poi concluso precisando che la Cina adotterà altre misure "in linea con gli sviluppi della situazione".

Mes, "possibile rinvio riforma di uno-due mesi"

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La "firma ufficiale" del trattato rivisto sul Meccanismo Europeo di Stabilità "in dicembre non è necessaria; potrebbe essere uno o due mesi più tardi". Lo spiega un alto funzionario Ue, in vista della riunione dell’Eurogruppo di dopodomani. A quanto si apprende, è considerato preferibile chiudere l’intero pacchetto in dicembre, ma un breve rinvio, che l’Italia ad oggi non ha chiesto ufficialmente, non sarebbe un dramma.

Più problematico sarebbe condizionare la riforma del Mes alla realizzazione dell’Edis, lo schema europeo di assicurazione sui depositi, cosa che comporterebbe un rinvio sine die di una riforma sostanzialmente già approvata e delineata: la Germania, e non solo lei, è molto cauta sull’Edis, tanto che il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha legato eventuali progressi su quel fronte a cambiamenti legislativi in materia di trattamento contabile dei titoli di Stato nei bilanci bancari.

A Bruxelles non c’è alcun appetito per riaprire il pacchetto della riforma del Mes, anche perché il compromesso è già stato trovato e, se venisse riaperto su richiesta dell’Italia, allora si aprirebbe la strada anche alle domande degli altri Paesi. Sulle Single Limb Cacs, le clausole di azione collettiva a braccio singolo, che riducono il potere di interdizione di singoli investitori nel caso si debba procedere alla ristrutturazione di un debito (dal 2013 sono state introdotte nell’Eurozona le Dual-Limb Cacs, che prevedono due diverse maggioranze, mentre le Single-Limb ne prevedono una sola), la cui introduzione dal 2022 è prevista nella riforma del Mes in discussione, si sta discutendo se allegare al trattato il regolamento relativo, cosa che darebbe loro una maggiore forza giuridica, oppure no.

In ogni caso, sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità "è meglio chiudere adesso. L’intesa sul nuovo trattato è dello scorso giugno: restano da discutere alcune questioni subordinate", ha spiegato l’alto funzionario Ue. A Bruxelles non c’è alcun appetito per riaprire il pacchetto della riforma del Mes, anche perché il compromesso tra i Paesi è già stato trovato, dopo molti mesi di trattative, e, se venisse riaperto su richiesta dell’Italia, allora si aprirebbe la strada anche alle domande degli altri Paesi. Ciò non toglie che un breve rinvio possa essere accordato; un rinvio lungo di una riforma già sostanzialmente chiusa, invece, sarebbe considerato un passo indietro.

Brexit, per i turisti obbligatorio passaporto e visto elettronico

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Un sistema di visti elettronici simile a quello utilizzato negli Stati Uniti. Sarà questo lo strumento che il Regno Unito adotterà dopo la Brexit nei confronti dei visitatori provenienti dai Paesi Ue e del Commonwealth. Il nuovo sistema di ’Electronic Travel Authorisation’ (Eta), ha spiegato il ministro dell’Interno Priti Patel, renderà più agevoli le verifiche alle frontiere e faciliterà l’individuazione delle persone a rischio.

Le altre misure che verranno messe in campo dopo il distacco dall’Unione Europea comprenderanno un nuovo sistema di conteggio dei visitatori in entrata e in uscita dal Paese e lo stop all’uso delle carte di indentità da parte dei cittadini Ue per gli ingressi alle frontiere, al posto dei passaporti.

Con la fine della libertà di movimento per i cittadini Ue, inoltre, alle frontiere britanniche verranno introdotte nuove misure per fermare gli ingressi dei cittadini europei con precedenti penali.

Redazione

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