Carlo Bononi. The Last Dreamer of the Ferrarese School

The artist’s exhibition at Palazzo dei Diamanti from 14th October

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Although virtually unknown to the public today, in the past, the name Carlo Bononi drew the attention of artists, patrons, scholars, and art lovers.

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A prolific, great artist, restless experimenter and indefatigable traveler, Bononi occupies an extremely important role in seventeenth century art history.
Bononi’s career spanned the era in Italy from the transition from the Counter-Reformation to the maturation of the new style of the seventeenth century. Occasionally making use of Mannerist stylistic elements, Bononi was capable of innovations that anticipated the modes and manners of the high Baroque era. A distinctive feature of his work, in fact, is the emotional energy that exudes from every figure and every composition.

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A painter of this caliber has long fascinated specialists, but still awaits full critical assessment. This is why the Ferrara Arte Foundation has decided to dedicate a major exhibition, his first monographic exhibition ever. The project, curated by Francesca Cappelletti and Giovanni Sassu, aims to provide a systematic retrospective of his career and to make this extraordinary master of color and emotion known to the visitors of the Palazzo dei Diamanti.

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Based on new information that has emerged thanks to the contribution of renown scholars and on the very significant studies on Este art collecting as well as recent exhibitions, the exhibit “Carlo Bononi, The Last Dreamer of the Ferrarese School” will feature an unprecedented reconstruction of his creative path, with the aim of showing within the context of his time the singular personality of a restless artist who painted for patrons and churches for half of Italy, from Liguria to Trentino, from western to eastern Emilia, to the Marche and Umbria.

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Curated by Giovanni Sassu and Francesca Cappelletti, organized by Fondazione Ferrara Arte and Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
Honor Committee Daniele Benati, Andrea Emiliani, Luigi Ficacci, Angelo Mazza, Erich Schleier

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The Palazzo dei Diamanti is a venue belonging to the city of Ferrara where exhibitions of international importance are held, thereby contributing to the city’s reputation as a centre of art and culture.
These exhibitions are organized jointly by Fondazione Ferrara Arte, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara and the Settore Attività Culturali of the Comune di Ferrara.

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Named for the unusual shape of the over 8,500 marble blocks on the façade, Palazzo dei Diamanti is one of the most famous Renaissance buildings in the world. Count Sigismondo d’Este, brother of Duke Ercole I d’Este commissioned the palazzo, choosing Biagio Rossetti as his architect. Construction began in 1493, with the palazzo located in the ideal centre of the so-called "Addizione Erculea", one of the most important and beautiful examples of Renaissance city planning.

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The palazzo was acquired by the city of Ferrara in 1832. On the ground floor are living quarters and spaces where the major temporary exhibitions organized by Ferrara Arte and the Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara are held, while the first floor hosts the collections of the Pinacoteca Nazionale di Ferrara.

cms_6891/italfahne.jpgProssime mostre a Ferrara.

Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese.

La mostra sull’artista al Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 14 Ottobre.

L’autunno del 2017 a Palazzo dei Diamanti si prefigura come un’occasione imperdibile per accostarsi a un capitolo della storia dell’arte affascinante anche se poco conosciuto. L’appuntamento espositivo di Palazzo dei Diamanti sarà riservato, infatti, ad uno dei grandi protagonisti della pittura del Seicento, il ferrarese Carlo Bononi, il cui nome, non a caso, è stato spesso accostato a quelli di Zurbarán o di Caravaggio.

La mostra – la prima monografica a lui dedicata – è promossa dalla Fondazione Ferrara Arte ed è curata da Giovanni Sassu, curatore dei Musei d’Arte Antica della città estense, e da Francesca Cappelletti, docente di Storia dell’arte moderna dell’Università degli Studi di Ferrara.
Per secoli Bononi, come del resto l’intero Seicento ferrarese, è rimasto in ombra, offuscato dal ricordo della magica stagione rinascimentale della Ferrara degli Este. Una lenta operazione di recupero critico ha progressivamente messo a fuoco la figura di un artista unico che seppe interpretare in modo sublime e intimamente partecipato la tensione religiosa del suo tempo.

Pittore di scene mitologiche nonché di grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, Bononi elabora un linguaggio pittorico che pone al centro l’emozione, il rapporto intimo e sentimentale tra le figure dipinte e l’osservatore. Negli anni drammatici dei contrasti religiosi, dei terremoti e delle pestilenze, il sapiente uso della luce e il magistrale ricorso alla teatralità fanno di lui uno dei primi pittori barocchi della penisola, come testimoniano le seducenti decorazioni di Santa Maria in Vado del 1617 circa.
Ma Bononi fu anche un grande naturalista: nelle sue opere il sacro dialoga con il quotidiano. Tele come il Miracolo di Soriano o l’Angelo custode mostrano quanto acuta fosse per l’artista la necessità di calare il racconto sacro nella realtà, incarnando santi e madonne in persone reali e concretamente riconoscibili. In questa prospettiva, pochi come lui hanno saputo coniugare il nudo maschile con le esigenze rappresentative dell’Italia ancora controriformista di inizio Seicento: i suoi martiri e i suoi santi sono dipinti con perfezione potente e, al contempo, suadente, ma senza alcun gusto voyeuristico.
Tutto questo era ben chiaro agli occhi dei contemporanei. Il “divino” Guido Reni, a pochi mesi di distanza dalla morte di Carlo, avvenuta nel 1632, lo esaltava descrivendolo «pittore non ordinario» dal «fare grande e primario», dotato di «una sapienza grande nel disegno e nella forza del colorito». Il giudizio di Reni sarà messo alla prova nell’autunno del 2017: la sapienza del disegno e la forza del colorito di Carlo Bononi vi aspettano per sorprendervi e sedurvi a Palazzo dei Diamanti.

Mostra a cura di Giovanni Sassu e Francesca Cappelletti, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
Comitato d’onore Daniele Benati, Andrea Emiliani, Luigi Ficacci, Angelo Mazza, Erich Schleier.

Palazzo dei Diamanti è uno spazio espositivo di proprietà del Comune di Ferrara adibito a importanti mostre di rilievo internazionale tese a proseguire la grande tradizione storico-artistica della città.

Le mostre sono organizzate in collaborazione dalla Fondazione Ferrara Arte, dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e dal Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara.

Così denominato grazie alla particolarissima forma degli oltre 8.500 blocchi di marmo che compongono il suo bugnato, il Palazzo dei Diamanti è uno degli edifici rinascimentali più celebri al mondo. Progettato da Biagio Rossetti, il palazzo fu costruito per conto di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este, a partire dal 1493, e costituisce il centro ideale della cosiddetta "Addizione Erculea", vero e proprio raddoppio della città che Rossetti concepì per il duca.

Il palazzo fu acquistato dal Comune nel 1832. Al piano terreno sono situati gli spazi adibiti ad importanti esposizioni temporanee, organizzate da Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, mentre al primo piano l’edificio ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che conserva una collezione storico-artistica di eccezionale valore.

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Domenico Moramarco

Tags: Carlo Bononi Palazzo dei Diamanti Ferrara Guercino Caravaggio

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