CRISI DI GOVERNO

Salvini, Renzi, Bettini. Franceschini, Martina, Meloni, Di Maio, Berlusconi

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Salvini: "Taglio parlamentari e poi al voto"

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Giunto a Palazzo Madama Matteo Salvini mette subito in chiaro: "Ora parlo in Aula... Non ritiro i ministri". Poi prende la parola in Aula e scoppia la bagarre. Dai banchi del gruppo dem si levano cori, contestazioni e ’buuu’. "Se per bocca del senatore Renzi avete già vinto, non capisco tutta questa maleducazione", afferma il vicepremier, tra i banchi del Carroccio e non del governo insieme ai ministri della Lega.

Quindi l’annuncio: "Ho sentito più volte Di Maio in questi giorni chiedere il taglio dei parlamentari. Prendo la palla al balzo: la Lega voterà per anticipare il taglio dei parlamentari, si chiude in bellezza con la promessa fatta agli italiani, e poi per dignità e onestà si va subito al voto". Scattano gli applausi dei senatori della Lega e di parte del M5S. "Vedo che ora il Pd non applaude più e qualche abbronzatura si spegne", dice Salvini riprendendo le sue parole di poco prima, rivolto ai banchi della sinistra: "Invidio quelle abbronzature che ci sono lì". Il ddl sul taglio dei parlamentari verrà discusso in aula alla Camera il 22 agosto alle ore 15

Renzi: "Maggioranza c’è e non con Salvini"

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Un "governo no tax" per gestire questa delicata fase politica. Matteo Renzi illustra la sua proposta a Palazzo Madama sottolineando che "la maggioranza c’è e non con Salvini". "Siamo di fronte a un fatto clamoroso, nella veste di ex presidente del Consiglio trovo sia un passaggio che non va sottovalutato, tecnicamente clamoroso" osserva Renzi nel corso del suo intervento.

"Il mio appello è serio e non si impicca alle formule - puntualizza - io l’ho chiamato governo istituzionale, qualcuno dice di legislatura o di scopo. Io lo chiamo governo no tax perché deve mettere mano all’Iva e a mille questioni aperte - spiega l’ex premier - Le forze politiche responsabili, nella mia testa tutte, devono bloccare l’aumento dell’Iva. Bisogna avere il coraggio di dare vita a un governo".

Poi va all’attacco del ministro dell’Interno: "Salvini si deve dimettere, altro che ritirare la delegazione, si dimetta e torni ai suoi mojito e oggi si scriva una nuova pagina per l’Italia". "Il tabellone di oggi al Senato ci dice che la maggioranza c’è e non con Salvini" scandisce. E illustrando la sua proposta di governo di scopo, rileva che "la riduzione del numero di parlamentari è terreno di incontro".

"Centinaia di senatori sono tornati a Roma, dopo che Salvini aveva usato una certa espressione per dire di ’alzare le terga’, salvo poi scoprire che non ha la maggioranza in Parlamento" rincara il senatore Pd. A stretto giro la replica di Salvini via Twitter: "’Oggi in Senato ci sarà un’altra maggioranza’ dice Renzi. #Pattodellapoltrona Renzi-Grillo. Io invece chiedo una cosa semplice semplice: parola agli Italiani, lasciateli votare!".

Governo di legislatura con M5S, Pd al bivio

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Goffredo Bettini

cms_13834/vulcano-pd-e-il-ritorno-di-goffredo-bettini.jpgCon i Cinque Stelle o senza. Un eventuale governo di legislatura con il M5S agita il Pd, spaccato su come fronteggiare la Lega. Oggi, in un’intervista al ’Corriere della sera’, l’ex deputato e coordinatore della segreteria dem, Goffredo Bettini, sostiene che il Partito democratico deve avere il coraggio e la determinazione di trattare un accordo con i pentastellati in chiave anti-Salvini.

Dario Franceschini

cms_13834/franceschini_serio_ftg.jpgUna posizione appoggiata da Dario Franceschini che su Twitter scrive: "Bettini indica un percorso difficile ma intelligente che credo valga la pena provare a percorrere. Sarà pieno di insidie e potremo provarci solo con un patto interno al Pd: lavorare tutti come una squadra, unita intorno al Segretario".

Maurizio Martina

cms_13834/martina-1300.jpgA favore anche Maurizio Martina. “Considero la traccia di lavoro proposta in queste ore da Goffredo Bettini giusta e da sostenere - dice a Circo Massimo su Radio Capital - E’ chiaro che i margini di un confronto con il Movimento 5 Stelle sono assai limitati ma rimangono possibili se matureranno una nuova consapevolezza politica, alternativa al pericolo estremista di Matteo Salvini. Non accordi di corto respiro ma una vera svolta utile al Paese a partire da Europa, lavoro, scuola, ambiente. Mettendo in discussione anche le folli politiche migratorie del ministro uscente della paura. Il Pd unito può fare la differenza in questo confronto e respingere così il gioco pericoloso di Salvini sulla pelle degli italiani”.

Meloni: "In Senato prove tecniche di inciucione"

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"Il voto di oggi in Senato, che vedrà insieme M5S, PD, Leu - cioè tutte le sinistre - è una prova tecnica dell’inciucione che questi partiti stanno preparando. Il tentativo di un ennesimo gioco di palazzo. Fdi chiede elezioni subito, basta perdere tempo!". Lo scrive su Twitter la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

Di Maio: "Da Salvini pasticcio istituzionale"

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"Oggi siamo alla mossa della disperazione. Vedere Salvini dire non possiamo tagliare i parlamentari e poi cambiare idea, li porta in un cul de sac: se votano la sfiducia a Conte non possono tagliarli, se vogliono tagliarli non possono votare la sfiducia a Conte". Lo dice Luigi Di Maio in un’intervista trasmessa a In Onda su La7. "Hanno trascinato l’Italia e gli italiani in una crisi di governo a ferragosto, ora stanno creando un pasticcio istituzionale dal quale non credo usciranno facilmente", sottolinea il leader del M5S.

"Si sono infilati in un vicolo cieco e vi spiego il perché", scrive quindi il vice premier in un post su Facebook. "Segnatevi -aggiunge- queste due date: - Il 20 agosto ci saranno le comunicazioni di Conte in Senato e la Lega vuole votare contro per sfiduciare il Presidente del Consiglio dei Ministri. - Il 22 pomeriggio alla Camera si voterà il taglio dei parlamentari". "Dovete sapere -spiega- che quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto lo fa solo per non tagliare i parlamentari due giorni dopo. E avrà preso in giro ancora una volta gli italiani. E niente, stavolta gli è riuscita male...Vediamo che faranno davanti a Conte. Noi li aspettiamo al varco".

Subito dopo il discorso del leader della Lega in Senato, Di Maio ha scritto nel quale annunciava una "buona notizia". "Dopo le proteste dei cittadini nelle piazze e sui social la Lega ha ceduto sul taglio dei parlamentari, una riforma del MoVimento 5 Stelle e che il Paese aspetta da anni. Settimana prossima tagliamo 345 parlamentari", ha scritto.

"Il MoVimento - continua- si è sempre comportato con correttezza e lealtà, facendo il meglio per gli italiani. Ci basta sapere questo. Ad ogni modo ho sentito dire ai leghisti, in un momento di euforia, che taglieranno anche gli stipendi dei parlamentari. È giusto però che i cittadini sappiano che una proposta in tal senso già c’era, è nostra e la Lega l’ha bloccata per un anno. Solo uno stupido però non cambia mai idea. Si può cambiare idea una e, come in questo caso, anche due volte, per carità. Abbiamo fatto 30, facciamo 31! Tagliamo 345 parlamentari e contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori. Facciamolo subito. In ufficio di presidenza della Camera abbiamo ancora la maggioranza, non serve neanche convocare le Camere. Bastano un paio d’ore e buona volontà. 20 deputati".

"Per quanto riguarda il voto, il MoVimento 5 Stelle è nato pronto, ma è il Presidente della Repubblica il solo ad indicare la strada per le elezioni. Gli si porti rispetto", afferma Di Maio.

Il ministro del Lavoro si dice poi "ancora seriamente preoccupato per milioni di famiglie italiane e per il rischio che aumenti l’Iva. Non comprendiamo ancora le ragioni di tutto questo caos improvviso, in pieno agosto, senza senso. Nessuno capisce i motivi di chi sta tentando di portare l’Italia sull’orlo del precipizio mentre i cittadini, invece, chiedono giustamente risposte. Ma l’ho già detto: ognuno è artefice del proprio destino e certe cose si pagano".

"Infine una cosa - conclude - non mi sono mai piaciute quelle persone che fanno gli amici di tutti. Per me l’amicizia è una cosa seria, è un valore fondamentale nella vita, straordinario. E soprattutto, i veri amici sono sempre leali...", sottolinea Di Maio.

Forza Italia rifiuta la lista unica con Salvini

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Il coordinamento di presidenza di Forza Italia, in relazione all’ipotesi di un listone di centrodestra apparsa su alcuni quotidiani, si dichiara radicalmente contrario a questa ipotesi. Forza Italia, pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centrodestra, non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni politiche. Si legge in una nota del coordinamento di Fi.

Silvio Berlusconi ha riunito oggi a palazzo Grazioli lo stato maggiore di Forza Italia. Con il Cav ci sono, tra gli altri, il vicepresidente del partito, Antonio Tajani, Gianni Letta e Niccolò Ghedini.
La partita si sposta sul Colle, almeno in prospettiva. E il rischio, paventato da Forza Italia durante la riunione sarebbe quello di un accordo tra M5S e Pd che possa portare Beppe Grillo al Quirinale. Fonti azzurre raccontano che in casa Fi c’è preoccupazione perché prende forma un’intesa elettorale tra Cinquestelle e Dem che si tradurrebbe in un governo finalizzato a far eleggere Grillo al Colle, alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella.

Giallo su faccia a faccia Berlusconi-Salvini - Non si è invece ancora svolto l’incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Qualcuno scommette che si vedranno stasera, dopo il voto dell’Aula di palazzo Madama sul calendario della crisi di governo. Ma c’è anche chi ritiene che non ci sarà nessun faccia a faccia. Per ora, ci sarebbero stati solo dei contatti. Fonti parlamentari azzurre raccontano, infatti, di una telefonata stamane tra i due leader. Sui contenuti del colloquio circolano varie versioni.

Tra queste, quella secondo cui Salvini avrebbe ribadito al Cav i suoi paletti per un’alleanza elettorale in vista delle politiche, ovvero una lista unitaria di centrodestra. Una condizione che avrebbe provocato un irrigidimento del presidente di Forza Italia, emerso poi in una nota ad hoc del nuovo coordinamento nazionale azzurro, dove viene bocciata l’ipotesi di listoni.

Redazione

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