CRESCE LA SPERANZA PER LA LOTTA AL TUMORE

UNA FIRMA VERONESE TIENE ACCESA LA LUCE

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Lo chiamiamo “terribile male” per una ragione, ed è un dolce eufemismo per indicare la più crudele delle malattie. Aldilà della spicciola retorica, si soffre atrocemente, sia fisicamente che psicologicamente. E ogni giorno si cerca di credere che si possa trovare un modo per soffrire meno.

È una lotta continua, a cui però potrebbe aggiungersi un nuovo, importante, capitolo. Le armi terapeutiche si aggiornano; i pazienti che all’inizio non potevano essere salvati in alcun modo possono ora sperare. Ed è proprio l’Italia a tenere viva la fiamma.

Contro una grave forma di tumore gastrico, i ricercatori nostrani sono i primi al mondo a testare un farmaco molecolare già sottoposto a cure tradizionali. Correva il 2016 quando prese le mosse il gruppo di ricerca guidato da Davide Melisi, professore di Oncologia Medica di Verona. Il ricercatore e la sua squadra hanno identificato una nuova strategia per pazienti affetti da cancro gastrico in stadio avanzato.

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Ora la fantasia scientifica è superata dalla realtà: il farmaco è sintetizzato da proteine ed enzimi presenti nel nostro corpo e che sono intaccati dalle cellule tumorali. Le prime sperimentazioni già danno i loro frutti: “Il cancro pancreatico è una delle neoplasie umane più letali e meno esplorate - dichiara Melisi - Questo nostro voler approfondire la malattia e trovare una soluzione ad essa ci ha portati a questi risultati”.

Altamente soddisfacenti, verrebbe da aggiungere. Come riporta AdnKronos, gli scienziati scaligeri hanno realizzato che il cancro gastrico “impara a resistere ai trattamenti standard”. Ma sono proprio essi, focalizzati sul tumore di tipo Her2-positivo a permettere la creazione di un farmaco che possa combatterlo efficacemente.

Del resto una rudimentale panacea a questo male risiede anche nella parola stessa. Derivata dal greco antico “pharmakon”, vuol dire sia “veleno” che “medicina”. E allora… quale miglior rimedio a un male se non il male stesso, ma reso positivo?

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L’équipe di Melisi non si ferma qui: lo studio Fighter ha subito aperto i reclutamenti per le nuove leve che vogliano partecipare a questa infinita lotta per alleviare le sofferenze di moltissime persone. “Ci vogliono sempre più giovani che abbiano la voglia di mettersi in gioco per affrontare un ambito di ricerca certamente complesso e molto spesso emotivamente coinvolgente, ma che porta sempre più frequentemente a entusiasmanti successi”.

Francesco Bulzis

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