COSA RESTERÀ DELL’EARTH DAY 2020, TRA NUOVE PAURE E CONSAPEVOLEZZE

Fridays for Future non si lascia fermare dal coronavirus: prossimo sciopero il 24 aprile

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Nel bel mezzo di una pandemia globale, il Pianeta ci ricorda che la nostra salute non è l’unica da salvaguardare. Il 50mo anniversario dell’Earth Day, celebrato ieri in tutto il mondo, ha assunto sfumature complesse e al contempo profonde, che potrebbero far sperare in una definitiva svolta verso stili di vita più sostenibili: la natura sembra aver voluto impartire una sonora lezione all’unica specie in grado di distruggere deliberatamente il proprio habitat. I sorprendenti effetti “collaterali” del lockdown (animali che sembrano tornare alla vita riversandosi in strada, acque limpide e aria più pulita) ne sono la prova lampante, insieme alle poco confortanti stime che testimoniano le conseguenze dei nostri errori. Studi recenti, infatti, rivelano che lo scorso anno è stato il più caldo di sempre in Europa (superando il record detenuto dalle annate 2014, 2015 e 2018) e che, di questo passo, i ghiacci artici potrebbero sciogliersi ogni estate anche prima del 2050. Il problema del riscaldamento globale è ormai tangibile - non a caso, 11 degli anni più torridi (12 in tutto) sono stati registrati dopo il 2000 - e le sue ricadute sull’intero sistema sono dietro l’angolo.

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"A causa dell’egoismo, siamo venuti meno alla nostra responsabilità di custodi e amministratori della Terra: basta guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune. L’abbiamo inquinata e depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita” ha ammonito Papa Francesco nella sua udienza di ieri, riassumendo il nocciolo del problema in poche ed efficaci parole. Si è mostrata più ottimista Patricia Espinosa, segretario generale della task force Onu sui cambiamenti climatici (Unfccc): "Questa è una chance per ripartire con modalità migliori, - ha spiegato, facendo cenno all’epidemia - un’opportunità per riconvertirsi al green e rendere l’economia del 21mo secolo pulita, verde, salutare, sicura e più resiliente”.

Nell’anniversario volto a celebrare gli ideali che tanto le stanno a cuore, non potevano mancare le dichiarazioni dell’attivista Greta Thunberg, la quale ha tenuto un colloquio in streaming con Johan Rockström, direttore dell’Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Potsdam (Germania); a presenziare l’incontro, in qualità di mediatore, è stato nientemeno che il Premio Nobel Gustav Källstrand. “Che ci piaccia o meno, il mondo è cambiato. Ora tutto è diverso, probabilmente non sembrerà più lo stesso, e saremo costretti a trovare altre strade. Se un singolo virus può distruggere le economie nel giro di poche settimane, ciò dimostra che non stiamo pensando a lungo termine e non stiamo prendendo in considerazione questi rischi. - ha saggiamente osservato la giovane svedese - Dobbiamo affrontare due crisi in una volta, quella del coronavirus e quella climatica. Come nell’attuale pandemia ascoltiamo la scienza e gli esperti, così dobbiamo agire per fronteggiare anche la questione ambientale”.

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L’approccio descritto da Greta è certamente il più adeguato da intraprendere per la salvaguardia del benessere sistemico, ma implica un coinvolgimento attivo della comunità tutta, alla quale, talvolta, è chiesto di affidarsi ciecamente al sapere della scienza. Un passaggio certamente non da poco, per il quale occorre raggiungere un grado di consapevolezza verso cui, forse, stiamo già dirottando le nostre vite. Pare infatti che si sia superato il milione di tweet relativi all’ambiente e alle sue correlazioni con la pandemia di coronavirus, ragion per cui è stata diffusa una simpatica emoji a tema Earth Day. “Tra il 2016 e il 2019 negli Stati Uniti è stato rilevato un incremento del 173% delle conversazioni riguardanti il cambiamento climatico. - hanno fatto sapere i vertici di Twitter - Allo stesso tempo, il volume delle discussioni sulla sostenibilità contenenti le parole ’azione’ e ’innovazione’ è cresciuto del 285%. Infine, per l’Earth Day del 2019 sono stati pubblicati 20 milioni di tweet unici sul tema ambientale".

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A fare da ciliegina sulla torta è stato un sensazionale annuncio del movimento Fridays for Future, diffuso una manciata di ore fa: gli ormai “tradizionali” scioperi ecologisti non si fermeranno nemmeno in virtù del distanziamento sociale imposto in quasi tutti i paesi del mondo. Niente paura, nessuno intende violare le misure di contenimento del virus: tutto avverrà in forma virtuale, sulle ormai collaudate piattaforme che stanno entrando a far parte della nostra quotidianità. “Occorre continuare la battaglia climatica, perché non possiamo permetterci di non combattere! - ha raccontato con fermezza ai microfoni di La Repubblica Federica Gasbarro, attivista che ha partecipato allo Youth Climate Summit dell’Onu insieme a Greta - Ci stiamo riorganizzando, spostando la battaglia sui social e online, coordinandoci con strumenti che oggi usiamo tutti, come le assemblee su Zoom. Passare dalla piazza reale a quella virtuale non è semplice, ma crediamo di poter far sentire ugualmente la nostra voce”. L’appuntamento è fissato per il prossimo 24 aprile, con lo scopo di dar vita ad una mastodontica protesta digitale in sincrono da ogni parte del mondo. Save the date!

Federica Marocchino

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