CONGO, ALLARME EBOLA

Il ministro della salute Grillo assicura: ”nessuna emergenza”

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L’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo è un’emergenza sanitaria internazionale: lo ha dichiarato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dicendo che il virus ha infettato più di 2.500 persone e ne ha uccise quasi 1.700, da quando si è diffuso nell’agosto del 2018.

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Il virus si è diffuso rapidamente in zone in cui un tempo era stato contenuto, compreso il Congo nord-orientale – un’area di conflitto che si trova al confine con Ruanda e Uganda – dove sono già stati segnalati casi isolati e dove due persone sono morte, un bambino di 5 anni e la nonna, di 50. Anche l’Unicef lancia un’allerta per la tragedia che sta colpendo in particolar modo i bambini: in Congo, 750 bambini sono stati colpiti dal virus (31% dei casi) ed il 40% ha meno di 5 anni. Questa epidemia, ha avvertito Marixie Mercado, portavoce dell’Unicef al Palazzo delle Nazioni a Ginevra, sta contagiando un sempre maggior numero di bambini rispetto alle precedenti. Infatti, il tasso di mortalità della malattia per i bambini con meno di 5 anni è del 77%, rispetto al 67% di tutti i gruppi di età: "Prevenire i contagi fra i bambini deve essere al centro della risposta all’Ebola", ha affermato Mercado. E c’è anche un’altra grave emergenza che sta emergendo: "I bambini che sono rimasti orfani a causa della malattia hanno bisogno di cure e supporto a lungo termine, fra cui la mediazione con le famiglie allargate che - ha spiegato Mercado - si rifiutano di accoglierli".

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Secondo l’OMS, quella in Congo è la seconda epidemia di ebola più grande di sempre, dopo quella che colpì l’Africa occidentale tra il 2014 e il 2016, quando morirono più di 11 mila persone. Ai tempi non erano disponibili vaccini e trattamenti molto efficaci, ma ancora oggi la situazione è resa comunque difficile dall’instabilità della regione, dagli attacchi al personale medico e dalla riluttanza delle persone a farsi vaccinare. Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto che è uno dei virus più pericolosi del mondo in una delle aree più pericolose del mondo, ma ha precisato che per ora nessuno Stato dovrà chiudere i confini o imporre restrizioni ai viaggi o al commercio.

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In Italia, il ministro della Salute, Giulia Grillo, interviene emanando una circolare con le misure di sorveglianza e le raccomandazioni per i viaggiatori e i residenti nelle zone affette dall’epidemia da virus Ebola. Per i Paesi europei, comunque, sottolinea il ministro “il rischio rimane basso”. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) “valuta infatti che la probabilità che un cittadino europeo che vive o che si reca nelle aree affette dall’epidemia contragga l’infezione è bassa, qualora vengano applicate le precauzioni specificate; considera inoltre che il rischio di introduzione e ulteriore diffusione di EVD (ebola virus disease) nei paesi europei sia molto bassa”. Dunque, per ora, nessuna paura.

Mary Divella

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