COMINCIANO LE CONSULTAZIONI AL COLLE

Si inizia con i presidenti di Senato e Camera, domani i gruppi principali

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Ci siamo.Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inizierà oggi ad incontrare le delegazioni dei gruppi politici presenti in Parlamento. Come da prassi, si inizierà con i presidenti di Senato e Camera, il Presidente emerito e poi si procederà con i gruppi, partendo da quelli meno rappresentati in Parlamento fino ai gruppi più grandi. A questo punto a Mattarella toccherà il compito di individuare un nome al quale affidare l’incarico. Visto il risultato elettorale che non ha portato a un risultato chiaro in Parlamento, è molto probabile che il capo dello Stato non gli affidi un incarico pieno, ma solo esplorativo per valutare la possibilità di trovare una maggioranza per governare. Se alla fine del primo giro di consultazioni non si arriva all’individuazione di una maggioranza, Mattarella potrebbe procedere – probabilmente intorno al 10 aprile – a nuovi giri di consultazioni. Un’altra possibilità è quella di assegnare un mandato esplorativo a uno dei due presidenti delle Camere e sarà lui a verificare se esista o meno la possibilità di formare una maggioranza che sostenga un governo. Sarà quella maggioranza a indicare un candidato premier.

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A vederla dal di fuori, comunque, maggioranze e governo sembrano lontani. Anche oggi siamo alle mosse tattiche, per segnare i territori rispettivi e, soprattutto dalla parte del Movimento 5 Stelle, restare in linea con quel che si è detto dalla sera delle elezioni del 4 marzo: "Abbiamo vinto, la presidenza del consiglio spetta a noi ".

cms_8837/3.jpgLa risolutezza con la quale Di Maio e i suoi rivendicano una vittoria che non è stata abbastanza vittoria sembra portare il dialogo con la Lega e tutto il centrodestra in una strada senza uscita. Perché, ancora martedì, Di Maio ha confermato di essere convinto che gli elettori lo vogliano a Palazzo Chigi. Lo pensa, ignorando o dimenticando che né la Costituzione né la legge elettorale né la prassi prevedono il "candidato presidente del consiglio". E dimenticando che il M5S ha preso il 32%, tanto ma non abbastanza per avere la maggioranza assoluta da solo in Parlamento.

cms_8837/4.jpgLa Lega, d’altra parte, si espone meno. Disponibile alla trattativa con il M5S, "su alcuni punti del programma”, come le tasse, la legge Fornero da neutralizzare, la sicurezza,l’immigrazione, Salvini però si tiene dentro il perimetro del centrodestra che gli permette di parlare a nome del 37% dell’elettorato. Dice di non voler abbandonare Forza Italia, che Di Maio dice di non volere in maggioranza, e propone di trovare un nome "terzo", né il suo né quello di Di Maio, per fare davvero il "governo dei vincitori".
Come è facile capire, tutto sembra ancora in alto mare. Sul piano teorico tutte le maggioranze sono legittime in quanto ciascuna ipotesi poggia su entrambi o almeno su uno dei due vincitori, anche se più che di vincitori dobbiamo parlare di primi classificati. Che siano legittime non vuol dire che siano politicamente probabili: per esempio appare inverosimile, malgrado i pontieri sempre all’opera, l’idea che il Pd, uscito sconfitto dal voto e per di più umiliato dal M5S nella ripartizione delle cariche parlamentari, possa decidere di appoggiare un governo pentastellato. Il fatto è che dal 4 aprile tutte le ipotesi, e quindi anche questa, dovranno prendere corpo. Cero è che il gioco che comincia il 4 aprile al Quirinale sarà senza dubbio appassionante, soprattutto perché nessuno oggi è in grado di prevedere come andrà a finire. Confidiamo nel senso di responsabilità del nostro Presidente della Repubblica. E restiamo a guardare.

Mary Divella

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