CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE GUADAGNI

La nostra intervista al dott.Giuseppe Miserotti

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Per avere un approccio oggettivo in merito ai temi riguardanti la produzione di energia, bisogna ricordarsi di non cadere mai nell’errore di una valutazione generica priva di qualsiasi fondamento scientifico. Per anni ci si è affidati in maniera cieca al progresso tecnologico, ritenendo qualsiasi cosa lecita in nome dell’“ossessionato progresso”.

Il caso dell’eolico è un esempio calzante. In Puglia, questi impianti (alti addirittura 150 metri) danneggiano un paesaggio unico, che dovrebbe costituire una ricchezza per il territorio.

Tutto questo si pone in perfetta contraddizione con i principi di tutela del paesaggio pugliese contenuto nel PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia) che, per non dimenticare, sottolinea l’intolleranza nei confronti anche di una sola pala. In questo senso occorrerebbe focalizzarsi maggiormente sull’impatto ambientale di questi impianti e sulle dannose conseguenze per la salute dell’uomo.

Un esperto in questo settore è il dottor Giuseppe Miserotti, che vanta numerose pubblicazioni scientifiche sul tema dell’eolico.

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Dottore, come mai in Italia stiamo assistendo alla progressiva crescita dell’eolico? Questo fenomeno si verifica solo nella nostra nazione o anche in altre?

cms_12356/2.jpgI paesi pionieri di questa tecnologia sono Danimarca, Canada, Germania e Spagna ma, con il passare del tempo stanno valutando e comprendendo fondamentali limiti e problemi (ivi compresi quelli relativi alla salute), mentre nel nostro Paese, una politica degli incentivi assolutamente ingiustificata ne sta promuovendo la diffusione.

Molti sostengono che questo tipo di tecnologia sia economica e possa produrre molti vantaggi per i consumatori, lei che ne pensa?

Sono sempre più numerosi i rapporti scientifici che hanno dimostrato l’inconsistenza di molti dei presupposti teorici per i quali l’eolico è stato creato, dalla presunta diminuzione di Co2 al contenimento dei costi di produzione.

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Si parla dei suoi effetti sulla salute: alcune leggende parlano di conseguenze dannose sulla vita dell’uomo. Può fornirci alcune delucidazioni in merito?

In realtà, alcune tra le più importanti autorità mediche hanno mandato segnali importanti ai decisori politici. Basti pensare che prestigiose agenzie del Dipartimento di salute statunitensi, nel 2008, hanno pubblicato sulla prestigiosa rivista Environmental Health Perspectives un lavoro che testualmente dichiarava: “indubbiamente l’energia eolica produrrà rumore, il quale aumenta lo stress che a sua volta aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e cancro” (volume 116, pag. 237-238). Ovviamente si fa riferimento alle pale industriali.

Precisamente?

L’accademia Francese di medicina nel 2006 presentò un rapporto che affermava: “l’ubicazione delle turbine eoliche devono essere almeno a 1,5 km di distanza dalle abitazioni”. Ma, al di là di questo, credo che sia doveroso citare il dottor Hanning. Quest’ultimo, ritenuto uno degli specialisti più importanti del rumore e dei suoi effetti, afferma che queste turbine possono provocare sonno inadeguato, aumento della pressione del sangue, malattie cardiovascolari e cancro.

Tutto questo può essere provato?

Il rapporto del dottor Hanning è ritenuto uno dei punti di vista più autorevoli della letteratura disponibile.

Un’ultima curiosità. Il rumore delle turbine può avere effetti negativi anche se non è percettibile all’orecchio umano?

Una turbina eolica produce rumore sia ad alta che a bassa frequenza. Il rumore sicuramente più insidioso (poiché al di sotto della frequenza di percezione umana di 20 HZ) è costituito dagli infrasuoni. Risulta evidente che l’effetto del rumore a bassa frequenza va molto più in profondità. Inoltre vi sono dimostrazioni di rischi cardiovascolari.

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E gli animali ne risentono?

Certo! Anche loro sono sensibili agli infrasuoni, abbiamo ad esempio una diminuzione di uova da parte delle galline e di latte da parte delle capre. Vi sarebbe inoltre un aumento degli animali nati con difformità oppure nati direttamente morti.

In chiusura, quale appello desidera lanciare?

Come medico e come cittadino vorrei sperare che, una volta tanto, non si mantenga il solito atteggiamento di indifferenza - come purtroppo avviene in altre forme d’inquinamento.

Giuseppe Capano

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