CHE COS’E’ UN NOME SENZA IDENTITA’?

QUELLA FOLLE IDEOLOGIA RAZZISTA

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In merito ad un ritrovamento recente di una serie di nominativi di 10 mila persone, è stata ricostruita una mappa di uomini e donne schedati nel lontano 1938, esposti dal 23 ottobre, in mostra alla Triennale milanese, in occasione degli 80 anni dall’introduzione delle leggi antisemitiche. L’Evento promosso dalla fondazione Csec (insieme all’Università degli studi, alla Cittadella degli archivi di Milano e alla fondazione della Shoà) che si concluderà il 18 novembre ha per titolo -Ma poi che cos’è un nome? -, sarà un modo per non dimenticare il terribile marchio che gli uomini hanno apposto impropriamente su altri uomini, come fossero bestie, sancito persino da una legge.

La mappatura degli ebrei sul territorio italiano, conduce al primo atto razzista e discriminatorio su scala nazionale, che divide gli ebrei dal resto della popolazione. Da quel momento in poi, mediante un decreto legge, gli ebrei sono identificati come “appartenenti ad una razza”, messi al bando dalla vita sociale: esclusi ed allontanati dalle scuole, dai posti di lavoro e perseguitati, annullando pertanto la loro valenza identitaria.

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La popolazione ebraica nel mondo, consiste in un numero pari al 14,7 milioni di persone, mentre prima della guerra, nel 1939 erano oltre 16 milioni -secondo una recente raccolta di dati calcolata dal demografo italo israeliano Sergio Della Pergola-. Questi dati dimostrano l’incidenza di quanto accaduto nello sterminio della Shoah (il numero degli ebrei è rimasto in tutto questo tempo di poco variato per difetto) che dall’antisemitismo europeo, ha spinto molti ebrei a disperdersi in altri diversi contesti territoriali. Inoltre, il 45 % degli ebrei vive in Israele, e la restante parte è distribuita nel resto del mondo.

Il popolo ebreo in eterno cammino, sempre alla ricerca di una dimensione identitaria, e della loro terra che fu promessa (secondo la Bibbia) da Dio ai discendenti di Abramo e agli israeliti discendenti di Giacobbe. Gli ebrei oggi come nel passato, risultano un popolo infelice, perseguitato e vessato. Sotto l’Impero romano, l’imperatore Adriano (giusto per citare uno dei tanti eventi di cui si ha traccia) cancella dalla carta geografica la Giudea, chiamandola con il nome di Palestina per onorare i filistei, antichi nemici di questo sfortunato popolo.

E’ notizia di qualche giorno addietro accaduta a Pittsburg negli Stati Uniti, laddove un uomo si introduce in una sinagoga e uccide 11 persone, accompagnando alla sua follia e agli spari lo sprezzo per gli ebrei, urlando contro parole offensive. Ma non è il solo attacco antisemita ad essere rintracciato nella cronaca recente. Non più di un mese addietro a Chemnitz in Germania, un gruppo di neonazisti ha sfrenato la rabbia scagliando bottiglie contro un ristorante lo “Shalom”, danneggiando il locale e ferendo il titolare; sebbene questi siano solo un paio di episodi che esprimono disappunto, rabbia e dissenso contro gli ebrei in ogni parte del mondo, odiati e perseguitati ancora oggi, come ai tempi di Abramo.

Susy Tolomeo

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