CERIMONIALE E DIPLOMAZIA

Il galateo, questo sconosciuto - seconda scheda

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Benvenuti a tutti i nostri lettori, ci siamo lasciati parlando di cerimoniale e diplomazia, e proprio da qui che vogliamo iniziare questa nostra simpatica rubrica. Il cerimoniale è quel settore delle pubbliche relazioni che riguarda la vita di rappresentanza ufficiale, vuoi che si tratti di uno Stato, Casa Reale ecc. Molto spesso esso viene confuso con il Galateo ed è proprio per questo che vogliamo parlare di entrambi. Il galateo riguarda più da vicino la persona nella sua individualità, comportamento da utilizzare nella società, a tavola, nella corrispondenza; mentre il cerimoniale è l’insieme di quelle regole che guidano la rappresentanza formale e ufficiale degli enti e i titolari delle cariche rappresentative di essi. Abbiamo prima detto che galateo e cerimoniale non devono essere confusi, ma è anche vero che essi sono propedeutici, e non solo a volte essi stessi risultano indissolubilmente collegati, (facciamo subito un esempio, se occorre saper scrivere bene un invito, è altrettanto vero che bisogna saper bene chi invitare nel novero delle cariche ufficiali, per non sollevare incidenti diplomatici). Di norma, non esistono regole scritte in materia di cerimoniale, ma la violazione dei suoi principi comporta il più delle volte gravi o quantomeno spiacevoli conseguenze. Il cerimoniale quindi è quel corpo di principi che rende oggettivo le relazioni tra individui e tra organi, tali da diventare norma, con lo scopo di eliminare i contrasti relazionali e formale comune e idoneo a facilitare i rapporti intersoggettivi sia in ambito pubblico che in ambito mercantile. Le regole che si sviluppano nel cerimoniale, infatti, servono a formare quel linguaggio e quel codice comportamentale comune, idoneo a comunicare correttamente il pensiero e l’atteggiamento dell’attore. Il cerimoniale quindi facilita le relazioni rendendole intellegibili da ambo le parti, ovviamente questo tipo di comportamento lo si può trovare solo in un contesto culturale omogeneo. Possiamo affermare quindi che l’identità culturale facilita sicuramente l’intesa cerimoniale, ma è anche vero il contrario ovvero le regole comuni possono produrre relazioni culturali, basti pensare al mondo militare. Erroneamente, si ritiene che le regole del cerimoniale possano trovare la loro attuazione solo nelle cerimonie ufficiali, al contrario, esse regolano molti altri aspetti formali. Ad esempio esso regola la stesura degli atti pubblici e privati. Ad esempio sia un decreto del Presidente della Repubblica che di una Monarchia regnante di nomina del governo elenca gli incarichi in base ad un ordine protocollare. Allo stesso modo anche la corrispondenza, i messaggi, gli scritti ufficiali vanno redatti in una forma che rispetti quelle regole protocollari del cerimoniale, ma anche gli atti tra privati è bene non siano dispensati dal rispetto delle stesse.

Guerrino Perna

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