CARPE DIEM

I sentieri di Psiche

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“Ieri non è più, domani non è ancora.

Non abbiamo che il giorno d’oggi.

Cominciamo”.

(Madre Teresa di Calcutta)

cms_15038/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…camminando lungo il nostro percorso incontriamo un gruppo di ragazzi adolescenti; sono appena usciti da scuola, frequentano il liceo classico poco fuori dal loro piccolo paese e si stanno interrogando sul significato della lezione svolta in mattinata, il tema è il carpe diem di Orazio…

In effetti ciò di cui voglio parlarvi oggi è proprio il significato di questa celeberrima locuzione latina ripresa da un gruppo di adolescenti studenti del liceo classico che hanno creato un cortometraggio molto bello e profondo in cui apparentemente non si parla della scelta del liceo classico ma in realtà è chiarissimo l’intrinseco significato e cioè che gli studi fatti in qualche modo condizionano il nostro modo di ragionare e riflettere anche sul senso della vita e che nello stesso tempo è necessario che quei concetti tramandati dai classici siano ri-attualizzati e adattati al nostro presente.

Carpe diem vuol dire “afferra il giorno” e da molti in modo errato viene tradotta con “cogli l’attimo”; in pochi probabilmente sanno che la frase potrebbe essere completata con “confidando il meno possibile nel domani”; quando Orazio scrisse tale frase, si riferiva all’imprevedibilità del futuro e alla possibilità per l’uomo di fare qualcosa soltanto nel presente; è molto importante sottolineare quanto sia rilevante il concetto di libertà, di responsabilità e di tempo.

Il cortometraggio di cui vi parlavo sopra in effetti fa capire come il tempo possa essere gestito e interpretato, vissuto o perso a seconda di ciò che l’individuo sceglie di fare; il carpe diem di Orazio ci porta inevitabilmente a riflettere sia sulla precarietà della nostra esistenza sia sull’importanza di godere delle piccole gioie della vita. Spesso ci chiediamo da cosa sia rappresentata la felicità e non ci rendiamo conto che probabilmente la felicità è questione di un attimo, è un frammento di luce che fa brillare i nostri cuori per poi svanire velocemente. Gli adolescenti molte volte si trovano di fronte ad un limbo, ad un bivio dove da una parte c’è il senso di profonda insoddisfazione e dall’altro all’improvviso si apre uno spiraglio di speranza e di una nuova possibilità.

Molte volte un individuo in età adulta vive la stessa dimensione: ha la percezione che il suo tempo sia andato sprecato, che una giornata sia trascorsa senza portare a casa nessun risultato; è questo senso di precarietà, a mio parere, che caratterizza la nostra esistenza: un continuo oscillare tra un senso di inutilità e la sensazione di aver fatto grandi cose…Quando sei piccolo, pensi che la vita sia qualcosa di straordinario nel senso che pensi e ti aspetti che ti riserverà cose grandiose; poi, crescendo, ti rendi conto che la straordinarietà della tua vita sta nella capacità di vivere le tue giornate cogliendo l’attimo, afferrando il giorno e prendendo il meglio lasciando il negativo.

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Spesso risulta molto complesso distanziarci da ciò che nuoce alla nostra salute mentale: le relazioni tossiche, le dipendenze sia da sostanze che affettive, l’irrefrenabile tentazione di ruminare su situazioni accadute e non ci rendiamo conto che è tutto inutile perché l’unica cosa che conta è vivere per ciò che l’esistenza ci offre, nel bene e nel male e cercare di trarre sempre anche un solo piccolo elemento positivo da qualsiasi cosa ci accade.

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Il tempo per gli antichi Greci aveva un duplice significato: Kronos che era il tempo in senso letterale e poi c’era il Kairos ovvero il tempo dell’esistenza; dovremmo acquisire e apprendere con gli anni e con la maturità che il nostro kronos non può avere significato se non colmato da un kairos degno della nostra voglia di vivere. Ciò vuol dire che ogni giorno dovremmo avere il coraggio, la determinazione e il desiderio di colmare le nostre giornate di significato.

Penso sia necessario trasmettere ai nostri ragazzi l’importanza e il significato più profondo del ‘carpe diem’ e cioè che la cosa più importante è afferrare la vita e il proprio presente avendo in mente sempre un progetto; l’essere umano è finito se non ha un progetto di qualsiasi tipo o importanza perché il progetto comporta obiettivi e gli obiettivi comportano motivazione a vivere.

Perciò insegniamo ai nostri ragazzi a colmare il loro tempo prezioso senza però pensare di perderlo o sprecarlo quando lo dedicano a costruire il proprio benessere psicologico.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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