CAOS IN CILE

Pinera mangia la pizza mentre Santiago brucia: cresce la polemica sui social

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All’ origine delle proteste che hanno messo a ferro e fuoco la capitale Santiago vi è l’aumento dei biglietti della rete dei trasporti che ha causato una serie di tumulti tali da indurre il Presidente del Cile, Sebastian Pinera, a dichiarare lo stato di emergenza in due comuni e due province della regione metropolitana di Santiago in seguito ai “gravi e ripetuti attacchi” contro la proprietà pubblica e privata.La collera della popolazione non si placa e il leader cileno a ormai perso buona parte della sua popolarità. A far aumentare le critiche, alcune foto diffuse in rete che mostrano Pinara mangiare una pizza in un ristorante, mentre tra le strade si inaspriva la rivolta. L’immagine diventata virale, è stata scattata da due persone che hanno sorpreso il presidente con la sua famiglia alla Pizzeria Romería, a Vitacura, intorno alle 20:30. Stava festeggiando il compleanno di un familiare, appena due ore dopo aver dichiarato lo stato di emergenza. Cecilia Pérez, la portavoce del governo, ha difeso la cena del presidente dicendo che è “anche umano”.

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Sui social si accende la polemica, addirittura un utente ha paragonato Pinera a Nerone. “Quando Roma bruciò, l’imperatore suonò la lira. Quando Santiago brucia, l’imperatore Pinera mangia la pizza a Vitacura”, scrive Juan Claudio. Un altro chiede: “Come mai non hanno annullato il compleanno? Non potevano festeggiare un altro giorno? Non potevano farlo in privato? Non poteva scusarsi? C’era tanta voglia di pizza? Chi vuole mangiare con questo caos? Tutta la famiglia è tarata. Empatia dei sociopatici”. “Pinera dichiara # di emergenza per mangiare una pizza con calma”, ci scherza su un utente. Rebecca invece dice: “Cecilia Pérez: il presidente è umano. Tutti abbiamo diritto di mangiare una pizza a Vitacura mentre Santiago brucia. Ricorda i doveri quando sei povero. Ricorda i diritti quando sei Pinera. Ma quelli irresponsabili siamo noi. #ChileDesperto”. Intanto salgono a tre le vittime delle proteste, con l’esercito che proclama il coprifuoco totale.

Giuseppe Capano

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