Boom “risparmio privato nazionale”: raggiunti i 4.000 miliardi di euro

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Nuovo record per il debito pubblico italiano. Oltrepassata la soglia dei 2131,5 miliardi di euro. Una cifra astronomica. Una voragine senza fine. Una condanna per tutti, soprattutto le nuove generazioni. Ad oggi ogni italiano da quando lancia il primo vagito venendo alla luce è gravato da una quota di debito pari a oltre 30.000 euro.

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Fonte http://www.brunoleoni.it/debito.htm

A questa zavorra che surclassa di 120 volte il prodotto interno lordo nazionale, si contrappone un nuovo record storico. Nel 2014 la ricchezza finanziaria detenuta dalle famiglia italiane ha toccato quota 4.000 miliardi. Doppiato il debito pubblico.Secondo un recente rapporto stilato dall’Ufficio Studi della Banca Nazionale del Lavoro la ricchezza mobiliare (conti correnti, azioni, titoli di Stato, polizze, fondi comuni) delle famiglie italiane è salita a 3.858 miliardi, battendo il precedente record di 3.738 miliardi del 2006 e crescendo di 400 miliardi dal 2011. I dati dell’industria del risparmio gestito dicono che la raccolta netta cioè il saldo attivo dei nuovi flussi di denaro investito è stato nei primi 10 mesi del 2014 di ben 110 miliardi.

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C’è capitale disponibile che non viene speso per investimenti produttivi o commerciali, quindi non è immesso nel circuito dell’economia reale, ma viene messo da parte, immobilizzato per mesi se non per anni. Producendo un poderoso effetto ricchezza che si cumula, sgonfiando i consumi. La fotografia del paese reale è chiara. Gli italiani sono terrorizzati dalla drammatica spirale recessiva dell’economia nazionale, non consumano più e tutta la liquidità in dote decidono di accantonarla in risparmio per affrontare con maggiore serenità un futuro incerto e insidioso.

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Ma la fotografia di “famiglia” del Belpaese ci rivela che l’Italia è nettamente suddivisa tra ricchi e poveri. Tra chi possiede ricchezza e chi non ne possiede affatto. Molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza, mentre poche famiglie dispongono di patrimoni molto elevati. In Italia il 10% più ricco della popolazione detiene il 50% della ricchezza complessiva.Di quei quasi 4.000 miliardi di patrimonio sui conti correnti, nei fondi comuni, nelle polizze, impiegati in Borsa e in Btp ben 2.000 miliardi sono appannaggio di 2 milioni di famiglie italiane sui 20 milioni di nuclei familiari.

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Un trend non solo italiano, ma che accumuna moltii paesi dell’eurozona come Francia, Spagna, Grecia, Germania. Secondo l’OCSE infatti negli anni della crisi il divario tra ricchi e poveri è fortemente aumentato e non è mai stato così ampio da 30 anni a questa parte. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2011-2012 il reddito del 10% della popolazione più ricca è superiore di 9,5 volte a quello del 10% della popolazione più povera. Il cui reddito è infatti cresciuto, ma a ritmi più lenti. A metà degli Ottanta il rapporto era di ben 7 a 1.

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