Bari: quando la sfida diventa occasione di rilancio

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La città capoluogo di Puglia in questi ultimi tre giorni dall’11 al 13 maggio ha fatto da vetrina mondiale al summit dell’economia e della finanza. I ministri economici dei Paesi più industrializzati, insieme ai governatori delle Banche Centrali e ai responsabili del Fondo monetario internazionale, hanno potuto confrontarsi per delineare le misure volte a ridurre le disuguaglianze, accelerare una crescita inclusiva, definire misure di contenimento per i fattori di rischio in tema di sicurezza cibernetica e confermare una cooperazione in materia di tassazione internazionale per i giganti del web. Simposi e tavole rotonde si sono svolte in location suggestive dai rimandi fiabeschi come il castello normanno svevo, testimonianza di un patrimonio artistico di rara bellezza.

Non da meno il teatro Petruzzelli che ha accolto la serata inaugurale, durante la quale il ministro Padoan ha rassegnato l’incarico per il prossimo anno al ministro canadese Morneau. Un passaggio del testimone benedetto dal Santo Patrono. Perché il G7 si è svolto quasi in concomitanza con la festa di San Nicola, ammantandosi, “per grazia divina” di una commistione tra solennità e folklore, che il numero uno dell’economia non si è lasciato sfuggire. Mostrando il sacro simbolo di apertura tra i popoli lo ha, emblematicamente, consegnato al collega. La manna di San Nicola. “non un bastone – ha sottolineato il Ministro – ma la manna generata dai resti di San Nicola”. Un liquido che, secondo la fede cattolica, trasuda dalle sue reliquie.

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Mentre ministri e banchieri discutevano di strategie finanziarie, la commissione consiliare Cultura del Comune di Bari ha allestito, nel colonnato dell’ex Palazzo della Provincia, una mostra con quaranta icone bizantine, una ventina di ampolle della Manna di San Nicola e tele dell’800 appartenenti a collezioni private. Ad ammirarla, mogli e qualche marito a seguito dei protagonisti del summit. Occasione imperdibile in vista del trasferimento delle reliquie a Mosca il prossimo 21 maggio. Non era mai successo in 930 anni che lasciassero, seppur per un periodo limitato – fino al 28 luglio – Bari. La decisione è stata presa da Papa Francesco dopo l’incontro con il Patriarca della chiesa Ortodossa, Kirill, a Cuba, “Il tema delle reliquie è centrale per il dialogo ecumenico – ha detto il Papa - è speranza, ispira la piena comunione dei Santi. Sono vivamente grato alla chiesa di Bari e alla Basilica di San Nicola per l’accoglienza dei pellegrini. Qui c’è incontro tra cattolici e ortodossi. Un evento unico senza precedenti e testimonia coesione”.

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Ed è nell’essenza del significato dell’accoglienza che la città non ha mancato, in questa importante occasione, di dimostrarsi perfetta padrona di casa. Eventi e rappresentazioni hanno allietato i momenti di relax dei delegati. Nella giornata di venerdì 12 maggio, l’arte culinaria pugliese ha potuto esprimersi con la genuinità dei prodotti tipici e con i piatti semplici di una tradizione che sa coniugare gusti raffinati e stile di vita salutare. In mattinata al Castello si è tenuto un light lunch ad opera delle Masserie Didattiche regionali, mentre in serata, una degustazione offerta dalla Coldiretti, accompagnata dai migliori vini locali, ha deliziato le delegazioni e i giornalisti. L’antico splendore del suggestivo Fortino sull’antica muraglia ha contribuito a rendere magico l’evento, allietato da un concerto di musica jazz.

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Non deve essere un caso se la parola più usata durante i lavori è stata “ottimismo”. Ottimismo per il futuro perché il nostro sistema regge, ottimismo perché veniamo fuori da un quinquennio di disastri finanziari e nonostante tutto il paese non è in default. Ottimismo in quanto c’è crescita, che seppur lenta, è comunque indice di ripresa. Ottimismo perché nonostante la politica faccia sempre più fatica a riagganciare la cosa pubblica c’è un sottobosco fitto fitto di gente operosa che con il proprio lavoro e con il giudizio di una tassazione responsabile, crea i presupposti di un miglioramento.

La tappa di Bari scrive una pagina importante della storia del nostro Paese. L’orgoglio di essere stati all’altezza del compito ripagherà la cittadinanza che, sottoposta a una prova importante, ha risposto con dignità e fiducia, consapevole che la promozione del proprio territorio saprà fare da volano per un futuro di concrete prospettive occupazionali.

Maria Cristina Negro

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