Bankitalia: "Condivisibile stima pil a 0,6% nel 2020"

Quota 100, superate le 200 mila domande - Sos manodopera, nelle imprese mancano 1,2 mln persone - Cna, troppi ostacoli per artigiani cibo, giù 700 serrande in 1 anno - Bollo auto: sconti, aumenti e novità

12_11_19_ECONOMIA.jpg

Bankitalia: "Condivisibile stima pil a 0,6% nel 2020"

cms_14895/bankitalia_ftg2.jpg

"Il quadro macroeconomico del governo per il prossimo anno, che prevede una crescita del prodotto dello 0,6 per cento, si conferma condivisibile e in linea con le nostre valutazioni più recenti. Per il 2021 l’obiettivo di crescita (1,0 per cento) è un po’ superiore alla stima recentemente diffusa dalla Commissione europea (0,7); non è fuori portata, ma per raggiungerlo appare necessario che si mantengano condizioni finanziarie distese e che non si indebolisca ulteriormente il quadro internazionale". Così il vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini in audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Palazzo Madama.

Ci sono segnali "incoraggianti" sull’economia e la stima di una crescita dello 0,6% per il prossimo anno appare "prudente e raggiungibile". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in audizione sulla manovra. Le stime sul pil del governo sono "credibili" e "ci portano a prevedere una crescita all’1%" nel 2021, ha aggiunto.

Quota 100, superate le 200 mila domande

cms_14895/Inps_sportello_Fg_3-5-752248744_3-5-1696390319.jpg

Per l’accesso a quota 100 le domande presentate a ieri sono state 201.022 mila. E’ l’Inps a fare il punto con una nota. A guidare la classifica delle domande, le Dcm di Milano, Napoli e Roma che hanno cumulato rispettivamente 10.041, 8.555 e 16.641 richieste. I lavoratori dipendenti sono circa 71.600 e i pubblici oltre 61.500 soprattutto uomini, oltre 148mila le richieste, più del doppio delle donne che si attestano a 52mila richieste. Tra i canali di presentazione prevale la scelta del Patronato sul fai da te: 186.240 le richieste inviate contro le 14.782 dei cittadini.

Sos manodopera, nelle imprese mancano 1,2 mln persone

cms_14895/impresa_donna_lavoro_FTG_3-2-2410210460-35894_3-2-2732234409_3-3-185589006_3-3-375390142_3-3-637860634_3-3-1031188958_3-3-1125799999.jpg

(Andreana d’Aquino) - C’è un gap di manodopera nel nostro Paese e all’appello mancano soprattutto competenze digitali e ingegneri. Tanto che nel 2018 le imprese hanno registrato difficoltà di reperimento per 1.198.680 persone, pari al 26,3% delle entrate previste, a causa della scarsità dei candidati ma anche per la loro inadeguatezza rispetto alle mansioni da svolgere. A delineare il quadro è Confartigianato in un rapporto presentato oggi a Roma alla Convention dei Giovani Imprenditori. L’allarme carenza di manodopera riguarda anche i giovani under 30: lo scorso anno le imprese non hanno potuto assumerne 352.420, pari al 27,8% del fabbisogno. Il problema di trovare personale, sottolinea il Rapporto, peggiora per le piccole imprese che nel 2018 non hanno potuto mettere sotto contratto 836.740 persone, di cui 245.380 sono giovani under 30.

A scarseggiare sul mercato del lavoro sono soprattutto le professionalità dell’ambito digitale e dell’Ict: in questi settori nel 2018 le imprese richiedevano 48.800 giovani persone, ma quasi la metà (48,1%), pari a 23.450, sono considerate di difficile reperimento. Dal Rapporto emerge che mancano all’appello soprattutto i giovani analisti e progettisti di software (difficile da trovare il 71,3% del personale richiesto dalle imprese, pari a 6.720 unità), e i tecnici programmatori (il 64,2%, pari a 6.990 unità, è di difficile reperimento). Le competenze digitali, al di là delle mansioni svolte anche le più tradizionali, sono richieste da quasi il 60% delle imprese. Ma questo requisito è difficile da soddisfare e lascia scoperti 236.830 posti di lavoro per giovani under 30.

A livello regionale, la situazione più critica per assumere giovani under 30 si registra in Friuli-Venezia Giulia con il 37,1% dei posti di lavoro di difficile reperimento, Trentino-Alto Adige (34,2%), Umbria (31,6%), Veneto (31,6%) e Emilia-Romagna (30,5%). Il rapporto di Confartigianato mette in evidenza anche la difficoltà a trovare professionalità con titolo di studio adeguato alle esigenze delle imprese. In testa i laureati in ingegneria industriale: 55,5%, pari a 5.750 persone difficili da reperire, seguiti dai laureati in indirizzo scientifico, matematico e fisico (54,7%, pari a 3.370 persone introvabili sul mercato del lavoro), ingegneri elettronici e dell’informazione (52,4%, pari a 7.480 unità) e i diplomati in informatica e telecomunicazioni (50,4%, pari a 9.930 unità).

MERLETTI - Il "paradosso dell’alto tasso di disoccupazione giovanile da un lato e del gap di manodopera dall’altro denunciato oggi da Confartigianto Giovani, si spiega perché "in Italia ci sono molte più persone che consumano rispetto a persone che producono". A sottolinearlo è il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, intervistato dall’Adnkronos. Questo scenario, incalza Merletti, "è terribile" perché "è la dimostrazione di una disaffezione nel nostro Paese al voler fare e al saper fare". "Se guardiamo alla Germania, scopriamo una banalità che dovrebbe però farci paura: i tedeschi la formazione duale - la nostra alternanza scuola-lavoro- la chiamano cultura duale, ovvero per loro il lavoro è cultura". Al sistema Paese, aggiunge Merletti, servirebbe "che ci fossero più studenti agli Istituti tecnici che non alla facoltà di Giurisprudenza" tant’è che "il numero degli avvocati del solo foro di Roma è pari a tutti gli avvocati della Francia".

PIETRI - Gli imprenditori italiani sono a caccia "di giovani neodiplomati o neolaureati con competenze ma queste competenze non riusciamo a trovarle e parliamo di giovani tecnici qualificati, di ingegneri informatici ma anche di impiantisti o di elettricisti da inserire nei nostri settori artigianali" ormai coniugati nel solco delle tecnologie digitali. A scandirlo parlando con l’Adnkronos è il Presidente dei Giovani imprenditori di Confartigianato, Damiano Pietri, commentando i dati del Rapporto diffuso oggi dall’associazione.

ASCANI - La distanza fra mondo della scuola e mondo delle imprese si colma "introducendo a scuola un po’ di ’educazione finanziaria’, ovvero educazione all’imprenditoria, cioè bisogna allargare l’idea che il lavoro, in questa fase del nostro sviluppo al livello mondiale, si crea prima ancora che cercarlo". A scandirlo è stata la Viceministro all’Istruzione, Università e Ricerca, Anna Ascani, intervenuta oggi alla Convention dei Giovani Imprenditori di Confartigianto. Il gap secondo Ascani può essere ridotto "sicuramente anche con una migliore Alternanza scuola-lavoro, cioè con dei percorsi che, dopo esser stati indeboliti dal precedente Governo, ridiano dignità al rapporto fra mondo della scuola e mondo del lavoro".

Cna, troppi ostacoli per artigiani cibo, giù 700 serrande in 1 anno

Ogni italiano spende 1.500 euro per pasti fuori casa ma rosticcerie e gelaterie chiudono

cms_14895/gelateria_sigep.jpg

Consumare un pasto veloce, mangiando un supplì in rosticceria, o una coppetta in una gelateria artigianale, in tutti quei luoghi dove si preparano pietanze espresse, spesso di buona qualità, può risultare alquanto scomodo. In piedi il più delle volte, su sedie più alte o più basse di tavolini, quando ci sono, o arrampicati su sgabelli, appoggiati a una mensola, con posate e piatti di plastica. E’ quanto denuncia la Cna, in occasione della presentazione di una ricerca a cura dell’Osservatorio, che fotografa i danni della burocrazia nel settore dell’artigianato alimentare, con oltre 80 adempimenti necessari solo per aprire un’attività.

Un settore regolato da normative più o meno restrittive che frenano, tra l’altro, la possibilità di vendere prodotti alimentari complementari o bevande a quelli di propria produzione, con l’effetto di inficiarne il relativo consumo sul posto. Pesanti penalizzazioni che si traduce nella chiusura di numerose imprese, ben 700 tra il 2016 e il 2017 (-1%) che va in controtendenza rispetto a un settore delle imprese alimentari non artigiane che invece è cresciuto di 2,5 punti percentuali. E soprattutto a fronte di "una spesa media degli italiani di 1.520 euro pro capite l’anno per mangiare fuori casa, per un giro d’affari di 80 miliardi l’anno" come ha segnalato il presidente Cna Daniele Vaccarino.

"L’adozione di un incontrollato numero di circolari e risoluzioni ministeriali, oltre 30, - denunciano gli artigiani - ha compresso lo spazio di manovra riconosciuto in capo alle imprese, tanto da condizionare la prerogativa delle stesse nel definire modelli organizzativi originali, competitivi ed efficienti" (si è ricorso ad espedienti, vincoli e riserve in tema di arredi, attrezzature e spazi). Ed è il ministero dello Sviluppo economico ad aver fissato una serie di paletti stigmatizzati sia dall’Antitrust che dal Consiglio di Stato.

Ad annunciare delle aperture a rivedere certe rigidità, oggi all’incontro in Cna, è stato il sottosegretario al Mise Gian Paolo Manzella che, nel riconoscere una situazione di "grande incertezza" per questo settore, ha annunciato l’apertura di un tavolo per la semplificazione "in cui saranno chiamate le associazioni di categoria a elencare, settore per settore, quali sono le norme che possono aiutare le imprese a essere più libere e più performanti".

Anche dal punto di vista del quadro regolatorio delle Regioni si segnala una limitata propensione delle Regioni ad apprestare una disciplina più incline alle mutate esigenze di imprese e consumatori. Dall’indagine della Cna risulta inoltre che il 74% dei Comuni non adotta una regolamentazione organica in tema di consumo sul posto favorendo un uso frazionato delle fonti che vanno dai regolamenti comunali in materia di igiene alle leggi regionali fino alle circolari del Mise.

Bollo auto: sconti, aumenti e novità

cms_14895/auto_trafficoFTG_3-5-951715582.jpg

Tutti a caccia di notizie sul bollo auto. La ridda di voci e anticipazioni sulla tassa automobilistica sta scatenando l’interesse degli utenti della Rete tanto che l’hashtag ’bolloauto’ è diventato trending topic. Tra prescrizioni, condoni e riscossioni e agevolazioni la curiosità è tanta e si fa anche un po’ fatica a barcamenarsi tra conferme e novità.

Fari puntati in primis sul decreto fiscale 2019, ribattezzato ’strappa-cartelle’, che interviene anche sul bollo auto. La sanatoria, in vigore da mesi, prevede infatti la cancellazione d’ufficio di tutti i debiti per la tassa automobilistica dal 2000 al 2010 fino a un importo massimo di 1.000 euro. Manco a dirlo, è scoppiata la rivolta social di chi il bollo l’ha pagato.

C’è poi una proposta, in attesa del via libera definitivo, che arriva dall’Unione Europea, secondo il principio che più si guida e più si paga: una tassazione in base ai chilometri percorsi.

Sconti, dunque buone notizie, invece per chi paga il bollo auto dal proprio conto corrente. Il taglio potrebbe passare dal 10% al 15% per gli automobilisti lombardi. E’ la novità a cui sta lavorando la Regione Lombardia, come prevede il progetto della Legge di Bilancio varata dalla giunta e destinata ad essere sottoposta al voto del Consiglio Regionale a dicembre. "Stiamo lavorando a nuovi incentivi su bollo auto e altre entrate regionali per alleviare il carico fiscale dei lombardi", ha scritto recentemente Davide Caparini, assessore al Bilancio, finanza e semplificazione, in un post su Facebook.

Ma non è finita. Si avvicina infatti la data del 31 dicembre 2019, il termine ultimo per la riscossione da parte delle Regioni del mancato pagamento per il bollo auto del 2016. La legge prevede infatti che la tassa automobilistica si prescriva in tre anni a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo al pagamento. Le Regioni potranno perciò contestare la mancata riscossione, e richiedere il pagamento degli arretrati dovuti, trasmettendo una notifica all’automobilista entro e non oltre il prossimo 31 dicembre. Ma attenzione: a fare fede non sarà la data di ricevimento della notifica, ma quella di spedizione della raccomandata. Ogni notifica spedita oltre il termine del 31 dicembre sarà perciò considerata prescritta e conseguentemente illegittima.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su