Baghdad, nuovo raid Usa

Trump: "Soleimani progettava attacchi a diplomatici Usa" - Soleimani, cos’è la Forza Quds: corpo d’élite Pasdaran - Spagna, ordinata destituzione presidente Catalogna - Francia, pugnala passanti a Villejuif: un morto

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Baghdad, nuovo raid Usa

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A 24 ore dall’attacco americano che ha provocato la morte del generale iraniano Qassem Soleimani, c’è stato un nuovo raid nel distretto di Taji, a nord di Baghdad. Secondo i media iracheni, nell’attacco sarebbero stati colpiti due mezzi sui quali viaggiavano esponenti delle Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shaabi), coalizione di milizie sciite filo-iraniane. In particolare sarebbe rimasto ucciso Shibl al-Zaidi, leader della Kataib Imam Ali, una delle milizie che compongono la coalizione.

In una nota, tuttavia, le Forze di mobilitazione popolare hanno smentito la notizia sostenendo che le vittime sono medici vicini al gruppo e che nessun esponente della milizia è rimasto ucciso.

Trump: "Soleimani progettava attacchi a diplomatici Usa"

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"Il suo regno del terrore è finito". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concluso così una breve dichiarazione dalla sua redazione di Mar-a-Lago, in Florida, parlando del raid durante il quale la notte scorsa è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, che "stava pianificando imminenti e sinistri attacchi contro diplomatici e militari americani". "Lo abbiamo preso e lo abbiamo eliminato", ha detto.
"Quello che gli Stati Uniti hanno fatto ieri avrebbe dovuto essere fatto molto tempo fa - ha sottolineato Trump -. Molte vite sarebbero state risparmiate". Gli Stati Uniti, ha poi assicurato il presidente, "hanno i migliori militari dappertutto nel mondo, abbiamo la migliore intelligence nel mondo e se gli americani in qualsiasi luogo vengono minacciati, abbiamo già tutti gli obiettivi identificati e sono pronto a prendere qualsiasi azione sia necessaria e questo si riferisce in particolare all’Iran". "La scorsa notte abbiamo agito per fermare una guerra, non abbiamo agito per iniziare una guerra", ha quindi sottolineato ancora assicurando di "non volere un cambio di regime" a Teheran. "L’aggressione del regime iraniano nella regione, compreso l’uso di combattenti per destabilizzare i vicini, deve finire e deve finire adesso", ha scandito.

Soleimani, ha accusato ancora Trump, "aveva fatto della morte di persone innocenti la sua passione malata, contribuendo a complotti terroristici a Nuova Delhi come a Londra... Solo di recente Soleimani aveva guidato la brutale repressione dei manifestanti in Iran, dove oltre mille civili innocenti erano stati torturati e uccisi dal loro stesso governo".

Il generale, aveva scritto su Twitter qualche ora prima, "ha ucciso o ferito migliaia di americani in un lungo periodo di tempo e stava pianificando di ucciderne molti altri...ma lo abbiamo preso". Per il presidente Usa, Soleimani era "direttamente o indirettamente responsabile della morte di milioni di persone, compresi i tanti manifestanti uccisi in Iran". Secondo Trump, "anche se l’Iran non lo ammetterà mai, Soleimani era odiato e temuto nel suo Paese: non sono rattristati come i leader fanno credere al mondo esterno: avrebbe dovuto essere eliminato molti anni fa". E ancora: "Gli Stati Uniti hanno pagato all’Iraq miliardi di dollari all’anno, per molti anni. Questo, in cima a tutto il resto, è quello che abbiamo fatto per loro. Gli iracheni non vogliono essere dominati e controllati dall’Iran, ma in ultima analisi è una loro scelta", afferma il presidente Usa. "Negli ultimi 15 anni l’Iran ha ottenuto sempre più controllo sull’Iraq e gli iracheni non ne sono contenti. Non finirà mai bene", afferma ancora Trump.

In mattinata, a commento del raid, il presidente Usa aveva postato su Twitter l’immagine della bandiera americana. Nessuna dichiarazione aveva accompagnato l’immagine, postata poco dopo la diffusione del comunicato con cui il Pentagono ha definito il raid intrapreso su ordine del presidente "un’azione difensiva". Poi il primo tweet: "L’Iran - scriveva Trump - non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato!", un concetto che aveva già espresso a fine luglio.

Soleimani, cos’è la Forza Quds: corpo d’élite Pasdaran

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La Forza Quds (’Gerusalemme’) è il corpo d’élite dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (i ’Pasdaran’), la più importante forza paramilitare della Repubblica islamica. Creata durante la guerra Iran-Iraq, in origine era stata istituita per diffondere all’estero i principi della rivoluzione avvenuta in Iran nel 1979. Negli anni Ottanta e Novanta ha appoggiato i curdi contro l’ex rais iracheno Saddam Hussein e favorito in Afghanistan i signori della guerra che combattevano il governo di Mohammad Najibullah. Durante la guerra all’Isis il suo compito era cambiato: si occupava dell’addestramento delle milizie filogovernative in Iraq e Siria. La Forza Quds fornisce assistenza tattico-militare agli alleati di Teheran nella regione, come ad esempio il movimento sciita di Hezbollah in Libano e la Jihad Islamica nei Territori palestinesi.

Questa forza speciale dei Pasdaran è legata direttamente alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Alcuni anni fa era circolata l’indiscrezione che la forza fosse costituita da circa 15mila uomini, contro i 150mila dell’intero corpo dei Pasdaran. E’ attiva in decine di Paesi e, secondo l’ex ufficiale dell’intelligence Usa David Dionisi, conterebbe su otto direzioni divise per aree geografiche.

Il ruolo recente più significativo svolto dalla Forza Quds è in Siria, dove si è schierata al fianco del regime di Bashar al-Assad sia fornendo assistenza, sia gestendo migliaia di miliziani armati in campo. Ma anche in Iraq, dove dal 2014 ha sostenuto le milizie paramilitari sciite delle Unità di mobilitazione popolare nella lotta all’autoproclamato Stato Islamico (Isis). In questo contesto, il generale Qassem Soleimani ha svolto un ruolo chiave. Il presidente americano Donald Trump ha accusato la Forza Quds di essere "il principale meccanismo iraniano per far crescere e sostenere" gruppi terroristici designati dagli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente fornendo finanziamenti, addestramento, armi e attrezzature.

Le Forza Quds è anche stata accusata dagli Stati Uniti di tramare o eseguire attacchi terroristici, direttamente o attraverso i suoi delegati, in diversi continenti. Nel 2011 è stata accusata di aver ordito un piano per assassinare l’ambasciatore saudita negli Stati Uniti colpendo un ristorante a Georgetown. Nel 2018 un tribunale in Germania ha condannato un agente delle forze al-Quds con l’accusa di aver spiato l’ex capo di un gruppo tedesco-israeliano e le persone a lui vicine.

Spagna, ordinata destituzione presidente Catalogna

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La Commissione elettorale spagnola ha ordinato che l’indipendentista catalano Quim Torra sia destituito dalle sue funzioni di deputato regionale, destituzione che implica la perdita della presidenza della Catalogna. La decisione segue la condanna di Torra il 19 dicembre scorso da parte della magistratura spagnola a 18 mesi di ineleggibilità per "disobbedienza": il presidente aveva rifiutato di obbedire all’ordine della commissione di ritirare i simboli indipendentisti dalla facciata della sede del governo regionale durante la campagna elettorale.

Francia, pugnala passanti a Villejuif: un morto

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Una persona è stata uccisa e due ferite nell’attacco a coltellate di oggi a Villejuif, in Francia. A fornire il bilancio ufficiale, è stata Laura Beccuau, il procuratore di Creteil che guida le indagini. "Contiamo tre vittime, un morto e due persone il cui stato è attualmente sotto esame in diversi ospedali del Val-de-Marne", ha detto il procuratore, confermando che l’aggressore è stato ucciso. L’uomo, ha detto Beccuau, ha cercato di aggredire altre persone, che sono riuscite ad evitarlo. Non sono state fornite indicazioni sull’identità o il movente dell’uomo. Al momento le indagini sono state affidate alla procura di Creteil e non a quella per l’antiterrorismo.

Secondo il sito Le Parisien, l’uomo che ha pugnalato i passanti nella città della Valle della Marna, è stato "neutralizzato". L’attacco è avvenuto attorno alle 14 nel parco delle Hautes-Bruyères, nel comune della banlieue parigina. L’uomo è poi fuggito in direzione di un vicino supermercato, ma è stato ucciso con tre colpi di pistola della polizia. Il sottosegretario all’Interno Laurent Nunez si sta dirigendo sul posto. La polizia ha invitato su Twitter ed evitare la zona. Il parco e l’autostrada A6B sono stati chiusi.

Alcuni testimoni, citati dall’emittente Rtl, riferiscono che l’uomo avrebbe gridato "Allah Akbar" durante l’attacco. La polizia sta verificando questa circostanza.

L’uomo è stato identificato come Nathan C. grazie alla sua carta di credito e le impronte digitali. Lo scrive il sito di Le Parisien. Nato nel 1997 a Les Lilas, nella banlieue parigina, ha avuto dei problemi psichiatrici, ma attualmente non era ricoverato. Bisognerà verificare se stava seguendo un trattamento. Al momento le autorità non hanno reso noto la sua identità. Ucciso dalla polizia, Nathan indossava una djellabah araba scura e aveva i piedi nudi. Non sono note le motivazioni del suo gesto. Le indagini sull’attacco sono state affidate per ora alla procura di Creteil. Tuttavia, scrive le Parisien, anche la procura antiterrorismo si è recata sul posto.

La persona uccisa è un uomo di 56 anni che ha cercato di difendere la moglie. A raccontarlo a Le Parisien è stato il sindaco di questo comune della banlieue meridionale parigina, Franck Le Bohellec. La vittima abitava vicino al parco di Hautes-Bruyères, dove l’aggressore si è avventato con un coltello sui passanti, verso le 14. "Stava passeggiando con la moglie quando l’aggressore si è avvicinato, ha voluto proteggere la moglie ed è lui che ha ricevuto la coltellata", ha raccontato il sindaco. La donna, 47 anni, anche lei ferita, è stata ricoverata in stato di urgenza assoluta. La terza vittima, ricoverata in urgenza ma meno grave, è una donna di 30 anni, colpita alla schiena mentre si trovava fuori dal parco.

Secondo quanto confermato dalla procura, l’aggressore ha tentato di colpire altre persone, che però sono riuscite a sfuggirgli. L’uomo è poi fuggito verso un centro commerciale che si trova accanto al parco, ma in un altro comune, Hay-les-Roses. E’ qui che è stato abbattuto dai colpi d’arma da fuoco della polizia, arrivata tempestivamente sul posto. L’uomo non indossava una cintura esplosiva, come si era inizialmente temuto. Di fronte a questa eventualità erano stati fatti arrivare degli artificieri.

Redazione

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