Bachelet: "Chiesto a Maduro rilascio prigionieri politici"

Caso Duarte in colloquio tra Conte e Costa - "Mi violentò", giornalista accusa Trump - Johnson litiga con la compagna, arriva la polizia - Palazzo in fiamme a Parigi, 3 morti

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Bachelet: "Chiesto a Maduro rilascio prigionieri politici"

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L’Alto commissario dell’Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, ha chiesto al governo venezuelano di "scarcerare tutte le persone detenute per aver esercitato i loro diritti civili e politici in forma pacifica". Lo ha annunciato la stessa ex presidente cilena in una conferenza stampa al termine della visita a Caracas, durante la quale ha incontrato il presidente Nicolas Maduro. Bachelet ha reso poi noto che il governo del Venezuela ha permesso a due funzionari dell’Alto commissariato di rimanere nel Paese per "prestare assistenza e fornire consigli tecnici" e "continuare a monitorare la situazione" dei diritti umani.

"Oggi abbiamo fatto un primo passo, se si avanzerà in questa direzione credo che questa visita sarà un successo per il Venezuela e il sistema dei Diritti umani dell’Onu" ha detto Maduro dopo l’incontro, sottolineando che l’ex presidente cilena ha avuto "la piena libertà di incontrare tutti i settori, ascoltare tutte le opinioni". Riguardo al suo colloquio di quasi due ore con Bachelet, Maduro ha spiegato che si è trattato di "un buon incontro e vorrei che questo spirito potesse prevalere nelle relazioni tra l’ufficio dei Diritti umani dell’Onu e il nostro Paese". Maduro si è poi impegnato a valutare "con tutta la serietà" necessaria le raccomandazioni fatte da Bachelet per avere in Venezuela "un sistema dei diritti umani sempre migliore". E portare "di fronte al giudizio della legge chiunque violi i diritti umani".

Prima dell’incontro al Palazzo Miraflores con Maduro, Bachelet ha avuto un "incontro approfondito" con l’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò nella sede dell’Assemblea Nazionale della quale il leader dell’opposizione è presidente. Durante il colloquio, Guaidò ha sottolineato che "non solo è importante denunciare le violazioni di diritti umani, ma anche condannare quello che le provoca, cioè la situazione di dittatura". Il leader dell’opposizione ha quindi ribadito le sue richieste, "fine dell’usurpazione" del potere da parte di Maduro, "governo di transizione ed elezioni libere".

Caso Duarte in colloquio tra Conte e Costa

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il premier portoghese Antonio Costa a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles avrebbero parlato tra l’altro, nel corso di un colloquio più ampio, per alcuni minuti del caso di Miguel Duarte, un giovane volontario portoghese indagato in Italia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Lo confermano fonti di palazzo Chigi. Duarte era imbarcato sulla Iuventa, una nave di una ong tedesca, impegnata nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale, riporta il quotidiano portoghese Publico.

Il giovane è indagato, insieme ad altri nove volontari, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rischia una condanna fino a 20 anni di carcere. Il caso è da giorni sulle pagine dei quotidiani lusitani, anche perché il giovane è stato ricevuto il 18 giugno nel Parlamento portoghese dalla coordinatrice del Bloco de Esquerda Catalina Martins. Il Bloco de Esquerda, che alle ultime elezioni europee ha superato il Partito Comunista ottenendo il 9,5% dei voti, tiene in piedi con l’appoggio esterno il governo socialista ed europeista guidato da Costa, insieme al Pcp.

Il caso è politicamente delicato, anche perché il Portogallo è uno dei Paesi che più hanno aiutato l’Italia, alla fine del 2018, in occasione della trattativa sulla manovra rivista per il 2019, grazie all’operato del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, e che potrebbero aiutarla anche ora, davanti al concreto rischio che venga avviata una procedura per debito. Nel corso del colloquio Costa avrebbe chiesto informazioni a Conte sul caso di Duarte. Il premier avrebbe fornito al premier portoghese informazioni sulla vicenda, sia pure abbastanza generiche, anche perché in Italia la magistratura è indipendente dal potere esecutivo.

"Mi violentò", giornalista accusa Trump

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Una giornalista accusa Donald Trump di averla aggredita e violentata in un camerino di un grande magazzino di lusso newyorkese oltre 20 anni fa. E. Jean Carroll, famosa negli anni Novanta per una rubrica di consigli su ’Elle’ e autrice di diversi libri, ha fatto un resconto dettagliato dell’aggressione nel libro in uscita ’What do we need men for?’ in cui racconta altri episodi di molestie subite, di cui il New York Magazine ha anticipato alcuni stralci.

La giornalista, che ora ha 75 anni, racconta che i fatti risalgono al 1995, quando incontrò Trump, allora un famoso immobiliarista, nei magazzini Bergdorf Goodman. Trump la riconobbe e, facendo riferimento alla sua rubrica di consigli, le chiese un consiglio per l’acquisto di lingerie per una donna. Ma quando i due arrivarono nei camerini, Trump divenne violento e la stuprò, secondo quanto raccontato da Carroll che dice di non aver denunciato prima questo episodio per paura dell’umiliazione pubblica. "Mi davo la colpa, sono stata zitta, mi sentivo colpevole, biasimavo me stessa", ha raccontato in un’intervista al ’Washington Post’, spiegando così le ragioni per le quali solo ora, a distanza di tanto tempo, ha raccontato quell’episodio. La speranza è che possa servire "a dare forza alle donne ad uscire allo scoperto e a non sentirsi in colpa" se sono state vittime di episodi del genere. Carroll ha inoltre raccontato di aver suggerito a Trump di comprare un cappello di pelliccia, poi di aver preso le scale mobili insieme a lui e di essere finiti nel reparto lingerie, dove in quel momento non c’era nessuno e dove l’attuale presidente Usa scelse alcuni capi, tra cui un body grigio, che le chiese di provare, dopo averle detto che la trovava "in forma". Una richiesta cui la giornalista rispose dicendogli piuttosto di provarlo lui: "Ho pensato che sarebbe stato divertente se lo avesse provato sui pantaloni".

Dal canto suo Trump ha smentito ogni accusa, affermando di non aver mai incontrato Carroll e che il suo libro dovrebbe essere "venduto come fiction". E ha accusato la donna di aver inventato la storia per vendere il suo libro, paragonandola alle donne che "hanno accusato falsamente" il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh. "Vergogna per chi inventa false storie di aggressione per farsi pubblicità, vendere un libro o per motivi politici, come Julie Swetnick che ha accusato falsamente il giudice Justice Brett Kavanaugh" ha detto Trump aggiungendo che "è un male che le persone credano a queste storie, soprattutto in totale assenza di prove".

Infine, Trump suggerisce che vi possano essere i democratici dietro alle "false accuse" della 75enne: "Se qualcuno ha informazioni che indichino che la signora Carroll o il New York Magazine stiano lavorando con il partito democratico, per favore si faccia avanti il più presto possibile". Carroll afferma di aver parlato allora dell’aggressione con due amiche. Durante la scorsa campagna elettorale almeno 15 donne si sono fatte avanti per accusarlo di molestie sessuali.

Johnson litiga con la compagna, arriva la polizia

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E’ arrivata la polizia la notte scorsa a casa di Boris Johnson, il candidato favorito a diventare il nuovo leader del Tories ed il premier che promette di chiudere la Brexit ad ogni costo entro il 31 ottobre. A chiamarla sono stati i vicini preoccupati per la lite tra l’ex ministro degli Esteri e la compagna, Carrie Symonds, ex capo ufficio stampa del partito conservatore.

Uno dei vicini ha raccontato al Guardian di aver sentito una donna gridare, e poi rumore di "oggetti sbattuti e colpiti". Ad un certo punto, afferma ancora il testimone, si sarebbe sentita Symonds dire a Johnson "toglimi le mani di dosso" e "vattene da casa mia". A questo punto, il vicino ha bussato alla porta: "ho sperato che qualcuno rispondesse, ’stiamo bene’, ma nessuno è venuto ad aprire".

Così ha deciso di chiamare il 999, il 112 britannico, e due macchine della polizia ed un pulmino sono arrivati i pochi minuti. Al Guardian la polizia ha confermato di essere intervenuta su richiesta di un cittadino "preoccupato per una sua vicina". "La polizia è intervenuta ed ha parlato con le persone che si trovavano in quell’appartamento che stavano tutte bene" ha aggiunto.

Il vicino ha fornito al giornale la registrazione della lite, in cui si sente Johnson ad un certo punto dire alla donna "togli le mani dal mio fottuto computer" e poi un rumore di qualcosa che viene rotto. La donna poi accusava Johnson di aver macchiato un divano con il vino rosso: "non hai cura di niente perché sei viziato, non ti importa dei soldi o di niente".

Johnson ha lasciato la moglie, Marina Wheeler, lo scorso anno iniziando una relazione con Symonds, considerata l’artefice del rilancio del suo profilo politico e fa parte del team che sta curando la comunicazione della sua campagna per la nomina a leader dei Tories.

Da alcune settimane la coppia divide un appartamento in una casa vittoriana di Londra. E, se Johnson diventerà premier, intendono andare a vivere insieme a Downing Street, secondo i media britannici.

Palazzo in fiamme a Parigi, 3 morti

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E’ di tre morti e 28 feriti, una in modo grave, il bilancio di un violento incendio che è divampato questa mattina, verso le 5, in un palazzo nel centro di Parigi. Sono circa 200 i pompieri intervenuti per spegnere le fiamme nell’edificio che si trova al numero 7 di rue de Nemours, si legge sul sito di Le Parisien. Secondo i pompieri, il fuoco si è rapidamente propagato nella tromba delle scale quando molti degli abitanti del palazzo - un edificio di sei piani - stavano ancora dormendo. Nell’edificio dell’arrondissement XI vi sono anche un ristorante e un hammam. Non sono ancora note le cause dell’incendio.

Redazione

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