BREVI DALL’EUROPA

Acquisto online - Ora legale

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Acquisto online: stop agli ostacoli sugli acquisti transfrontalieri

cms_8640/online4.jpgIl Parlamento europeo ha approvato nuove norme che vieteranno il "geoblocking" degli acquirenti che navigano su siti web di un altro Paese dell’UE. La nuova normativa consentirà a tutti i cittadini UE di scegliere in quali siti acquistare beni o servizi, senza essere bloccati o reindirizzati automaticamente verso un altro sito web a causa della loro nazionalità, del luogo di residenza o dell’ubicazione temporanea.

Gli operatori commerciali dovranno trattare gli acquirenti online provenienti da un altro Paese dell’UE allo stesso modo dei clienti locali, consentendo l’accesso agli stessi prezzi o alle stesse condizioni di vendita, in particolare quando si acquistano beni fisici (ad esempio elettrodomestici, elettronica, abbigliamento), servizi elettronici non protetti da copyright quali cloud, firewall, memorizzazione di dati, hosting di siti web, servizi forniti nei locali commerciali o in un luogo fisico in cui opera il commerciante, ad esempio soggiorni in hotel, noleggio auto, biglietti per eventi sportivi, festival musicali o per i parcheggi.

I contenuti digitali protetti da copyright, come i libri elettronici, la musica o i giochi online, non saranno coperti per il momento dalle nuove norme. Tuttavia, i deputati hanno inserito nella normativa una "clausola di revisione", che impone alla Commissione europea di valutare entro due anni se il divieto di geoblocking debba essere esteso a tali contenuti. Anche i servizi audiovisivi e di trasporto sono per il momento esclusi dal campo d’applicazione.

L’accordo sul regolamento del geoblocking deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio. Le nuove norme saranno applicabili nove mesi dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, ovvero entro la fine dell’anno in corso (2018).

Disposizioni relative all’ora legale

cms_8640/ORA.jpgIl Parlamento europeo ha pprovato una risoluzione non legislativa con la quale chiede una valutazione dell’attuale sistema dell’ora legale e, se necessario, una revisione delle norme.

Varie iniziative di cittadini hanno dimostrato che l’opinione pubblica è preoccupata per il cambiamento biennale dell’orario, che segna l’inizio e la fine dell’estate, e che attualmente si compie l’ultimo fine settimana di marzo e di ottobre. Numerosi studi non sono riusciti a giungere a conclusioni definitive, ma hanno segnalato l’esistenza di possibili effetti negativi sulla salute umana.

I deputati chiedono alla Commissione di condurre una valutazione approfondita della direttiva sull’ora legale e, se necessario, di formulare una proposta di revisione.

Facendo riferimento alla necessità di evitare sistemi diversi di cambio orario in ciascun Paese UE, i deputati hanno anche affermato che è fondamentale mantenere un regime orario uniforme a livello di Unione.

L’attuale direttiva sull’ora legale, entrata in vigore nel 2001, prevede una data e un’ora comuni per l’inizio e la fine del periodo dell’ora legale in tutta l’UE, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno.

Ivan Forte

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