BREVI DALL’EUROPA

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AFFARI ECONOMI E MONETARI

Crisi migratoria: ruolo più importante per la BEI

cms_8572/BEI.jpegIl Parlamento europeo ha dato il via libera alla Banca europea per gli investimenti per concedere ulteriori prestiti, per 5,3 miliardi di euro, ai progetti realizzati al di fuori dell’UE.

Di questo importo, 3,7 miliardi di euro saranno destinati ai progetti che affrontano le questioni migratorie.

Le modifiche riguardano il mandato della Banca europea per gli investimenti (BEI) per i prestiti ai Paesi terzi con un quarto obiettivo "di alto livello" per affrontare le cause profonde della migrazione, il rafforzamento delle disposizioni volte a prevenire il riciclaggio di denaro e combattere il terrorismo, l’evasione, l’elusione e la frode fiscale, e il rafforzamento delle possibilità di prestito della BEI per progetti sulla mitigazione dei cambiamenti climatici.

In una risoluzione separata, i deputati hanno valutato la relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti per il 2016, difendendo l’importanza degli investimenti della BEI e chiedendo maggiore trasparenza e maggiore impegno nella lotta contro la frode fiscale.

AMBIENTE

Ridurre le emissioni di CO2 e finanziare l’innovazione a basse emissioni

cms_8572/CO2.jpgIl Parlamento europeo ha approvato una relazione per rafforzare le restrizioni UE sulle emissioni industriali di CO2 e iniziare così a concretizzare gli impegni di Parigi sul clima.

La nuova norma, sulla quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’UE, accelererà il ritiro delle quote di emissione disponibili sul "mercato del carbonio" del sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS), che copre circa il 40% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE.

Nel testo approvato si richiede di accelerare la riduzione annua delle quote di emissioni messe all’asta (il cosiddetto “fattore di riduzione lineare”) del 2,2% dal 2021, ossia in aumento rispetto al 1,74% previsto attualmente (tale fattore sarà inoltre riesaminato, per aumentarlo ulteriormente, dal 2024); raddoppiare la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS, che serve a eliminare le quote di emissioni in eccesso sul mercato: una volta attivata, la riserva assorbirebbe fino al 24% delle quote in eccesso in ogni asta annuale, per i primi quattro anni, aumentandone il prezzo e incentivando di conseguenza la riduzione delle emissioni.

Un "fondo di modernizzazione” contribuirà a migliorare i sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito. I deputati hanno approvato delle regole più severe per i finanziamenti UE, che non potranno più andare a progetti industriali alimentati a carbone, ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri. Febbraio 2018

AMBIENTE

Pesticidi: commissione speciale sulla procedura di autorizzazione

cms_8572/pesticidi.jpegIl Parlamento europeo ha adottato il mandato e la composizione di una commissione speciale incaricata di esaminare la procedura di autorizzazione dell’UE per i pesticidi.

La creazione della commissione speciale è una risposta alle preoccupazioni sollevate in merito al sistema di valutazione dei rischi legati alla sostanza erbicida glifosato. L’erbicida ha ottenuto nel novembre dello scorso anno il rinnovo per cinque anni, deciso dai governi UE, della licenza di commercializzazione.

La commissione dovrà valutare la procedura di autorizzazione dei pesticidi nell’UE, potenziali carenze nel modo in cui le sostanze sono valutate scientificamente e approvate, il ruolo della Commissione europea nel rinnovo della licenza di glifosato, eventuali conflitti di interesse nella procedura di approvazione, il ruolo delle agenzie dell’UE e se esse dispongono di personale e finanziamenti adeguati per adempiere ai loro obblighi.

La durata del mandato è di nove mesi, a partire dalla prima riunione. Dovrà presentare al voto della Plenaria una relazione finale con le conclusioni dell’inchiesta e le raccomandazioni per il futuro.

ISTITUZIONI

Riduzione del numero dei deputati dopo la Brexit

cms_8572/UE_Riduzione_del_numero_dei_deputatil.jpgCon il ritiro del Regno Unito dall’UE, Il Parlamento europeo vorrebbe ridurre il numero di deputati da 751 a 705 in vista delle elezioni del 2019.

Il Parlamento europeo propone di utilizzare i 73 seggi del Regno Unito liberati dalla Brexit in questo modo: ridurre il numero di deputati da 751 a 705 e ridistribuire 27 seggi ai paesi sottorappresentati.

I 46 seggi che restano (73-27=46) dovrebbero essere messi in riserva. Tutti o una parte di essi potranno essere riassegnati a nuovi Paesi che aderiscono all’UE nel futuro.

27 dei seggi britannici dovrebbero essere ridistribuiti tra i 14 Paesi dell’Unione europea leggermente sottorappresentati, per eliminare le attuali disuguaglianze della loro rappresentanza in Aula. All’Italia, secondo la proposta sarebbero assegnati tre seggi (da 73 a 76).

Tale assegnazione si applicherebbe solo qualora il Regno Unito lasciasse effettivamente l’UE. In caso contrario, le attuali disposizioni rimarrebbero in vigore.

Ora che questa iniziativa legislativa è stata approvata in Plenaria, sarà sottoposta al Consiglio europeo (capi di Stato e di governo dell’UE) per una decisione unanime, per poi essere rinviata al Parlamento per il voto finale. La composizione del Parlamento europeo per il periodo 2019-2024 è uno dei temi che dovrebbero essere discussi dai leader UE nel corso del Vertice informale che si terrà più avanti nel mese di febbraio.

Ivan Forte

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