BOLIVIA, INSEDIATO GOVERNO AD INTERIM

Sarà presieduto da Jeanine Anez, del partito d’opposizione. Morales: "il golpe più subdolo e nefasto della storia”

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Il colpo di Stato in Bolivia è alla fine avvenuto con successo. Evo Morales, che era appena stato riconfermato presidente dalle elezioni, è stato infatti costretto a dimettersi da gruppi di oppositori organizzati militarmente, ed ora si è rifugiato in Messico, dove il presidente socialista Lopez Obrador gli aveva precedentemente offerto asilo, in quanto la vita di Morales era evidentemente in pericolo. Morales non è più il presidente della Bolivia, in sua sostituzione c’è Jeanine Anez, ex-vicepresidente del Senato e senatrice del partito d’opposizione di destra Unidad Democratica. La nomina è avvenuta nonostante l’assenza del quorum previsto dalla legge, in quanto i deputati del partito socialista di Morales, che possedeva una solida maggioranza, erano, ovviamente, assenti. Così, tra intimidazioni, incendi dolosi e altre cose non commentabili, il movimento di Luis Fernando Camacho ha ottenuto ciò che voleva. Fondamentale, in tal senso, è stato l’appoggio ricevuto dagli Stati Uniti, con Trump che, tramite il segretario di Stato Mike Pompeo, si è affrettato a riconoscere la neo-eletta presidentessa e complimentarsi con lei. A Pompeo hanno fatto eco i rappresentanti del governo brasiliano, le cui fonti, però, sollecitano la nuova amministrazione boliviana a convocare al più presto nuove elezioni. Insomma, storia già vista e rivista in un Sud America la cui sovranità è stata costantemente messa in discussione dagli USA dal dopoguerra in poi. E, in quanto storia già vista, anche i suoi sviluppi sono, come da triste usanza, tragici. Gli scontri per le strade della Bolivia si fanno durissimi, e già 10 persone, nel momento in cui viene scritto questo articolo, hanno perso la vita, con il conto che continua a salire.

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L’ex-presidente Evo Morales ha dichiarato che “prima o poi tornerà” per “calmare la situazione, se il popolo lo richiede”, e ha condannato duramente la decisione americana di riconoscere “il governo di destra de facto e autoproclamatosi di destra”. Secondo Morales, la “autoproclamazione” di Jeanine Anez costituisce “il golpe più subdolo e nefasto nella storia”. Nelle sue dichiarazioni, Morales ha rincarato la dose contro gli USA: "il colpo di stato che ha causato la morte dei miei fratelli boliviani è un complotto politico ed economico dagli Stati Uniti". Sospetti legittimi, vista la storia recente. Non si può sapere se effettivamente sia il colpo di Stato più subdolo e nefasto della storia, ma sicuramente di golpe si tratta, e anche di una certa gravità. Differentemente da quanto fatto da Maduro in Venezuela, dove il presidente ha praticamente ridotto alla fame una popolazione, Morales in Bolivia aveva ottenuto degli ottimi risultati in 14 anni di governo, e a questo punto sembra evidente che agli Stati Uniti dia fastidio il fatto in sé per sé che esista un governo che possa avere una visione del mondo e della società che si distacchi da quella del neoliberismo estremo. Resta da vedere quale ruolo l’esercito boliviano deciderà di giocare nelle prossime settimane, se verrà istituito un governo di fatto fascista o se saranno effettivamente garantite nuove libere elezioni, magari permettendo a Morales, o ad un esponente del suo partito, di ricandidarsi. Ipotesi, questa, se sembra però poco percorribile, vista la situazione attuale.

Giulio Negri

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