BIMBA OPERATA DI TUMORE DURANTE IL PARTO

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Durante la notte dello scorso quindici febbraio venticinque sanitari hanno compiuto un vero e proprio miracolo riuscendo nel difficile compito di salvare la vita alla piccola Giulia. E’ stato uno straordinario intervento chirurgico nell’ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento; la testa e il braccio destro della neonata sono stati portati fuori mentre il resto del corpo è rimasto nel ventre materno. La piccola Giulia è venuta alla luce nella notte tra sabato e domenica dopo una gravidanza che poteva finire in tragedia in quanto a rischiare la vita oltre a Giulia c’era anche la mamma. Giulia ha solo tre giorni e un grosso tumore sul collo, una massa di circa otto centimetri che le schiaccia e devia la trachea mettendo fuori uso la sua capacità respiratoria. Mentre Giulia era nel ventre materno era la placenta ad assorbire ossigeno dal sangue materno e da lì, attraverso il cordone ombelicale, a fornirlo ai suoi polmoni. Il parto rappresentava un vero e proprio pericolo per la vita della neonata in quanto essendo impossibilitata a respirare autonomamente sarebbe potuta morire soffocata. Per questa ragione già da tempo nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Verona sotto l’attenta guida del primario, il Professor Massimo Franchi che assieme al suo gruppo di lavoro formato da anestesisti, radiologi, neonatologi, chirurghi pediatrici, ostetriche, strumentisti e infermieri di diverse specializzazioni è stato programmato e simulato il difficile e delicato intervento in modo che tutto, anche gli imprevisti fossero risolti prima sul feto manichino e dopo direttamente sulla piccola Giulia.

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Un caso di chirurgia d’avanguardia, un intervento che sino a qualche anno fa era impensabile; si chiama “Exit” l’operazione multidisciplinare portata a termine con successo dal Professor Franchi e dai suoi ventiquattro colleghi. Ad oggi è il terzo intervento affrontato in questo ospedale che sta diventando il punto di riferimento per questa patologia ostetrica, il Professor Franchi ha dichiarato: “La difficoltà enorme è che alla nascita, patologie come quelle di Giulia, costituiscono un ostacolo meccanico alla respirazione spontanea, l’aria infatti non può entrare nei polmoni e il rischio di una severa riduzione dell’ossigenazione del cervello comporta danni gravi fino al decesso. Ora in questi casi critici prima di tutto è necessario programmare un cesareo predisponendo la procedura Exit studiata nei minimi dettagli. Si lavora sul feto ancora parzialmente in utero. Poi una volta esposta la testa e parte del tronco mantenendo in condizioni ottimali l’utero siamo partiti ad intubare la piccola, messa in sicurezza la sua ossigenazione, abbiamo proceduto alla sua completa estrazione con taglio del cordone ombelicale”. La neonata è stata subito trasferita in Terapia intensiva neonatale, sta bene e nei prossimi giorni subirà un secondo intervento per rimuovere il tumore”.

Anna Di Fonzo

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